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nuova avvertenza
A causa di un incidente, sono rimasto lontano da me stesso per molto. Sto rientrando in possesso dei miei tempi con molta calma. Anche la mia memoria ha fatto cilecca e chiedo scusa a tutti coloro i quali si sono sentiti trascurati. La spiegazione è unica ed è la sola per tutti.
avvertenze:
Quello che non c'è.
...La chiave della felicità è la disobbedienza in se', a quello che non c'è...
To A.
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| « Lei l'amore e l'altro | PsiCanAlisti #1 » |
L'estate sta finendo
Premo il tasto verde del cellulare, appare l'ultimo numero chiamato. Dopo qualche secondo il segnale di libero. Sono quasi sorpreso, è tutto il giorno che ci provo e l'unica cosa che ho sentito è stata la voce dell'operatrice che annunciava un terminale spento o l'impossibilità di raggiungere l'utente. "please try later"
Dopo una cosa come tre squilli, il rumore inconfondibile di qualcuno che risponde.
- Pronto?
- Pronto!
- Sandro?
- Sandro...
- Ciao.
- Che fine hai fatto? Ti sto chiamando da ore.
- Niente... Avevo bisogno di pensare e sono uscita a fare un giro.
- Tutto ok? Ti sento così strana...
- Tutto ok. Anzi no. Sono uscita perché mi sentivo soffocare in casa.
- Soffocare? Perché non mi hai raggiunto qui al mare?
- ...
- Ci sei?
- Si ci sono. (attenuazione dei rumori di fondo, struscio nei pressi del microfono una voce maschile in lontananza che domanda "chi è")
- Sei con qualcuno ora?
- No! macchè!
- Dove sei? Vuoi che ti raggiungo?
- No! Non ti preoccupare, sono in giro. Fa caldo e ho bisogno di distrarmi.
- Da cosa?
- Dai pensieri. Da noi. Da te.
- Ops. Insinui che sono io a soffocarti?
- Non sei tu che mi soffochi, ma è la situazione in cui ci troviamo.
- Cazzo. Perché non parlarmene di persona? Sai che odio il telefono.
- Si ma ora stiamo parlando per telefono. E ne ho voglia di parlarne ora.
- Ho capito. Dimmi dove sei e ne parliamo.
- No. Non serve. Non ora.
- Ne parliamo a casa?
- No. Credo che sia meglio se non ne parliamo proprio.
- Che vuol dire?
- Vuol dire basta. Sandro, non ce la faccio più...
- A fare cosa?
- Ad essere tua moglie.
- C'è un altro?
- Non c'è nessun altro.
- Ma ieri andava tutto bene.
- E' quello che volevo che pensassi.
- Da quando?
- Da quando cosa?
- Da quando hai deciso di farla finita?
- Dall'ultima trasferta. Quella di maggio.
- Siamo alla fine di agosto!
- Infatti. Io ce l'ho messa tutta.
- Senza dirmi nulla però.
- Ma ti ho mandato mille segnali.
- Quali?
- Non ti ho preparato più la colazione...
- Mi alzo tre ore prima di te.
- Non ti ho più stirato le camice...
- Non le metto da aprile le camice!
- Non ti ho detto più che volevo un figlio...
- Non ne puoi avere, l'ha detto il ginecologo!!!
- Non te l'ho più fatta leccare!
- ...
- Non ti ho più chiamato Amo'...
- ...
- Non ti amo più.
- Ma che stai leggendo da una lista?
- Si sente?
- si sente.
- Ah!
- Eh!
- Vuoi che la finisco?
- Non serve.
- Menomale.
- Ma perché per telefono?
- Perche non mi andava di farlo per sms o per e-mail.
- Ma io stasera torno a casa. Ne potevamo parlare a 4occhi.
- Non credo che sarebbe stato possibile. Parto.
- Come parto?
- Coi miei, in Messico.
- In Messico?
- Per un mese.
- Un mese?
- Deve esserci l'eco.
- L'eco?
- ...
- Scusa.
- Torno il ventisette settembre, hai un mese di tempo per trovare una sistemazione e per fare i bagagli.
- Non vuoi parlarne di persona.
- No!
- Perché?
- Non chiedermelo.
- Perché?
- Perché poi finisce che facciamo l'amore e...
- E?
- ...
- E?
- ... E non partirei più.
- ...
- Ciao Sandro.
- ...
- Mi dispiace, ma ne ho parlato col mio collega.
- Quale?
- Quello che va in analisi da sei anni.
- Ah lui.
- Ha detto che la cosa migliore era quella di farti trovare le cose già pronte e andar via...
- Coraggioso Stefano.
- No realista.
- Capisco...
- Ma non c'è modo di parlarne a voce?
- Si. E' quello che stiamo facendo, no?
- Hai ragione, e per la separazione?
- Troverai le carte sul tavolo in cucina, stasera quando torni. Firmale e poi lasciale lì. Passerà mia sorella a prenderle. Curerà lei la pratica.
- Hai pensato a tutto...
- Non saprei, ho l'impressione di aver dimenticato qualcosa.
- Si è vero, hai dimenticato qualcosa.
- Dimmi.
- No non è il caso.
- No dai dimmi.
- Hai dimenticato di andare a fare in culo!
- ...
- ...
- ...
- ...
Click! Il mio.
Di fronte a me, una signora:
- Scusi è lei il direttore?
- Si, dica.
- Non trovo mio marito e mi hanno detto che li può aiutarmi.
- Cosa preferisce, che troviamo il suo o che ne cerchiamo un altro?
- Scherza? Stiamo insieme da quarantaquattro anni.
- Scherzavo. Cerchiamo il suo. Purtroppo temo che abbia scelto la persona sbagliata.
- Perché? Non è lei il direttore?
- Si, non ci faccia caso. Ho avuto una notizia, poco fa che mi ha spiazzato.
- Mi dispiace. Ora cosa farà?
- Me ne farò una ragione, forse. Starò un po' da solo e poi dio vede e provvede...
- No intendevo per trovare mio marito.
- Ah. scusi. Farò un annuncio all'altoparlante, e se non basta lo faccio fare allo stabilimento vicino.
- Grazie lei è molto gentile.
- Prego signora, dovere...
- Come si chiama suo marito?
- Alessandro.
- Si chiama Come me...
Mi dirggo in segreteria, premo il tasto che attiva la comunicazione e
- Il signor Sandro è pregato di recarsi in segreteria. C'è la moglie che lo cerca.
La sua, dopo quarantaquattro anni ancora lo cerca, la mia dopo due anni già fugge!
A Sandro, ma che gli fai tu alle donne...
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