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nuova avvertenza
A causa di un incidente, sono rimasto lontano da me stesso per molto. Sto rientrando in possesso dei miei tempi con molta calma. Anche la mia memoria ha fatto cilecca e chiedo scusa a tutti coloro i quali si sono sentiti trascurati. La spiegazione è unica ed è la sola per tutti.
avvertenze:
Quello che non c'è.
...La chiave della felicità è la disobbedienza in se', a quello che non c'è...
To A.
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PsiCanAlisti #1
- Come mai ha pensato di rivolgersi ad uno psicanalista?
- Beh vede dottore, mi sono sempre chiesto come mai con le donne che amo di più, la storia finisce prima.
- Secondo lei?
- E' uno diretto lei. eh?
- Avrei bisogno di maggiori elementi…
- Ho capito.
- Cosa ha capito?
- Che lei fa le domande e io do le risposte.
- In un certo senso.
- Come ad un interrogatorio.
- Non proprio.
- Perché?
- Perchè nell'interrogatorio tutto quello che dice può essere usato contro di lei.
- E qui?
- Qui tutto quello che dice deve essere usato con la finalità di aiutarla ad avere un chiaro quadro della situazione.
- Ah.
- Ora mi dice perché si è rivolto a me?
- Non basta ciò che le ho detto?
- No.
- Ah.
- Mi parli di lei.
- L'ultima?
- L'ultima cosa?
- L'ultima "lei" che ho avuto?
- No lei "lei" (mi punta il dito contro)
- Lei io?
- Esatto.
- Cosa vuole sapere?
- Vada a ruota libera, cominci da dove preferisce.
- Posso iniziare dall'infanzia?
- Certo.
- Della mia infanzia non ricordo molto.
- Cominciamo bene, e allora perché vorrebbe cominciare da lì?
- Perché è poca roba e mi sbrigo.
- Ottimo.
- Il primo ricordo che ho riguarda mia madre. Una donna tutta di un pezzo, si era separata da mio padre perché la opprimeva, era un tipo geloso e lei invece era esuberante, ma innocua. Mio padre invece era un geloso con la passione smodata per le donne di ogni classe e genere. Mia madre decise mi mandarlo a cacare, e gli costò alcuni lividi, ma fuggì e andammo a vivere dai miei nonni, mia madre, io e mia sorella in fasce. Poi tutto confuso fino alle medie, quando morì mio nonno e infine a tredici anni quando mi baciai per la prima volta con una ragazza che aveva più esperienza di me.
- Cosa le ha fatto pensare che avesse più esperienza di lei?
- Voleva che ci spogliassimo, ma io mi vergognavo.
- E allora?
- Allora mi baciò e mi venne duro, lo palpò e rimase meravigliata. A quell’età non credevo fosse un vantaggio averlo grande. A quel punto mi risultò difficilissimo evitare di spogliarci. Lei sembrava ipnotizzata dal mio membro, a me sembrava sgradevole. Non facemmo mai l’amore, ma ogni volta che ci incontravamo ogni anfratto era perfetto per farmelo tirare fuori. Lo guardava, lo accarezzava, ogni tanto gli dava un bacino e mentre lo faceva si infilava la mano nelle mutandine e la muoveva forsennatamente, sudando e gemendo. All’epoca pensavo che stesse male, ma la facevo fare, mi piaceva in fondo. Poi tutto confuso fino ai quindici anni, anno in cui mi ruppi una gamba e rimasi a letto per parecchie settimane. Di quel periodo ho dei ricordi lucidissimi. La prima eiaculazione, il primo giornaletto porno, il caldo bestiale e Laura. La prima ragazza che mi fece impazzire con…
- Con?
- Con la … Mi vergogno…
- Su non si vergogni.
- Con la bocca. Mi disse che era la prima volta che lo faceva, ma avevo l’impressione che fosse molto vicina al professionismo. Pensai che avrei sposato quella ragazza. Era un portento. E di contro mi insegnò l’enorme piacere che si può donare ad una donna anche senza penetrazione.
- Mi sta parlando solo di esperienze sessuali, se ne rende conto?
- Si.
- Sa cosa vuol dire?
- Speravo me lo dicesse lei.
- Io faccio le domande lei da le risposte.
- Ha dei ricordi che non siano sessuali?
- Certamente, ma…
- Ma?
- Sapevo che secondo Freud tutto viene ricondotto lì, volevo risparmiarle la fatica e anche qualche seduta…
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