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nuova avvertenza
A causa di un incidente, sono rimasto lontano da me stesso per molto. Sto rientrando in possesso dei miei tempi con molta calma. Anche la mia memoria ha fatto cilecca e chiedo scusa a tutti coloro i quali si sono sentiti trascurati. La spiegazione è unica ed è la sola per tutti.
avvertenze:
Quello che non c'è.
...La chiave della felicità è la disobbedienza in se', a quello che non c'è...
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Non esiste relax parte terza ed ultima
Arrivo in spiaggia, in compagnia dei due balordi con cui divido l'alloggio estivo e mi diriggo verso il chiosco. La colazione non è stata all'altezza delle mie aspettative e cerco di prendere un cappuccino che risollevi le sorti della mattinata. Pino e Rino vanno all'ombrellone, si guardano ancora in cagnesco, ma il timore di perdere le "prede" avendocele sotto lo stesso tetto li ha resi determinati a concludere qualcosa con le nostre tre ospiti.
Il ragazzo del chiosco, che in realtà è un bar a tutti gli effetti, mi saluto con il solito classico:
- Buongiorno Dottor Sandro?
- Ciao Claudio.
- Che vi preparo dotto'?
- Claudio, non sono dottore. Un cappuccino come quelli che sai fare tu, per favore.
- Certamente dotto', come volete voi.
- Claudio, te lo ripeto per l'ennesima volta, non sono dottore e non mi dare del voi, che mi offende.
- Perché vi offendete. Lo faccio per cortesia.
- Infatti, sei un ragazzo adorabile e gentile, ma sei duro di comprendonio. Dammi del tu e non mi chiamare dotto'.
- Vabbuono, allora ti faccio un cappuccino?
- Oh, così va meglio. Dammi pure un cornetto.
- Come lo gradite?
- AH!
- Scusa. A che gusto lo preferisci?
- Semplice, grazie.
- Prego.
- Clauido, posso farti una domanda?
- Certamente, Sandro, chiedimi pure.
- Si sono viste le ragazze che stanno da me?
- Eccome se si sono viste. Da quando sono arrivate gli affari vanno a gonfie vele. Si deve essere sparsa la voce pure dagli altri stabilimenti, perché con la scusa del caffè, vengono tutti qui.
- Buon per te.
- Buon per il capo. Anzi lui è uno di quelli che è diventato tifoso della Finlandia. Pensa che si è imparato a memoria la formazione della nazionale.
- Non mi dire.
- Come no. Ha imparato a dire qualche parola in finlandese, e le ragazze ridono ogni volta che le saluta. Per me lo pigliano per il culo. Lui invece pensa che gli piaccia.
- Enzo è sempre Enzo.
- Infatti il fascino della panza...
- Già. Sembra che s'è mangiato un'anguria intera.
- O che aspetti un bambino.
- Cla' sei proprio maligno. E tu non ci hai fatto un pensierino?
- Modestamente, forse il pensierino se lo sono fatto loro, ma se poco poco la mia fidanzata se ne accorge mi stacca la testa.
- Fai bene a stare accorto. Le donne gelose sono peggio dell'inquisizione, anche se innocente rischi il rogo.
- Comunque, la migliore di tutte è quella che parla italiano.
- Dici?
- Pure le altre sono carine, ma una è troppo secca, l'altra è troppo tanta. Ho letto da qualche parte che la virtù sta' nel mezzo...
- Hai capito Claudio, pure filosofo.
- Quella è Renata, la mia fidanzata che mi insegna 'ste 'ccose.
- E' una brava ragazza, Cla' tienitela da conto. Quanto ti devo?
- Scherzate? Oggi siete ospite mio dotto'!
- Claudio?
- Ditemi?
- Mi stai dando del voi?
- Macchè dici?
- L'hai appena fatto!
- Scusa, è più forte di me.
- Allora grazie per la colazione.
Cerco i due miei amici, ma prima di individuarli, mi accorgo che lo sguardo di tutti è rivolto verso il mare. Sono attenti perché c'è qualcuno in difficoltà che grida aiuto. Non ci penso due volte e gettato la borsa con l'asciugamano in terra mi butto in acqua. Con poche bracciate arrivo alla portata della persona che si trova in difficoltà. Un signore con un crampo che non riesce a stare a galla. Cerco di calmarlo, quando mi accorgo che accanto a me c'è Mina. Con due mosse decise, si avvicina al tipo in difficoltà, lo afferra da dietro e con poche bracciate si avvia verso la spiaggia. L'unica cosa che mi resta da fare è la supervisione della situazione. Sono meravigliato da tanta efficienza. All'improvviso Mina lancia un urlo e affonda. Il fatto di stare vicino ai due mi permetti di avvicinarmi e sostenere la finlandese che nonostante sia in difficoltà continua a sostenere "l'affogando". Tratti i due in salvo. Veniamo aiutati da alcune persone che avevano assistito a tutto il salvataggio. Mentre porto Mina in braccio verso l'ombrellone, mi accorgo che sul fianco ha un segno rosso che parte da sotto il piccolo seno e arriva allo slip. E’ debole e sembra in procinto di perdere i sensi da un momento all’altro. Pino mi viene incontro, mi chiede cosa succede.
- Macchècazzosuccede?
- Pino, prendi la mia borsa lì e accompagnami alla macchina, porto Mina al pronto soccorso.
- Mina? Rispondi. Ma che è svenuta?
- Forse. Ho paura che ci sia in corso un attacco allergico.
- Mina! Svegiliati. Mina rispondi.
- Vuoi che ti accompagno?
- No, forse è meglio che avverti gli altri. Noi andiamo all’ospedale.
- D’accordo. Tieni la borsa la metto sul sedire di dietro.
- Stendi il sedile. Aiutami un attimo.
- Sei sicuro che non vuoi che venga con voi?
- Pino, ti ho detto avvisa gli alti.
Parto a razzo e strada facendo cerco di far parlare Mina. Ad un tratto sembra riprendersi. Mi chiede cosa è successo. Le rispondo che forse è andata addosso ad una medusa e la sto portando all’ospedale, che ha perso i sensi mentre soccorreva il bagnante. Mina si tira e mi chiede di accostare. Accosto, la guardo con gli occhi fuori strabuzzati. Sembra rifiorire di attimo in attimo. Mi dice che si sente meglio, anche se le brucia un po’, ma che non serve andare all’ospedale. Un po’ di riposo le farà bene. Cambio strada e la porto a casa. Scesi dalla macchina, entriamo in casa, al riparo dai raggi del sole. Lei si dirige al bagno, io per rispetto la attendo fuori. Apre la porta e mi chiama. Una volta dentro, mi butta le braccia al collo e dicendomi “mio eroe” mi bacia ardentemente. Il passo successivo si svolge nella camera da letto, ma non senza un preambolo piuttosto curioso. Traduco per i meno ferrati.
- Sandro, grazie per avermi salvato.
- Non ti preoccupare. Mi hai fatto prendere uno spavento
- Vorrei farti capire quanto è importante quello che hai fatto per me.
- Non ti preoccupare, è tutto ok.
- Non dico il contrario, solo che…
- Solo che cosa?
- Solo che devo confessarti una cosa.
- Dimmi.
- Mi piaci molto.
- Grazie.
- Ma non è questo il problema. Sei un ragazzo dolce, attento, carino, sei diverso dagli altri italiani che ho conosciuto in questo viaggio.
- Mi fa piacere che tu pensi questo.
- Si, ma il fatto è che quando tornerò in Finlandia, mi sposerò.
- Wow.
- Esatto, solo che tutto questo accadrà tra due settimane, e io non voglio lasciarmi scappare l’opportunità di fare l’amore con te.
- E per i sensi di colpa?
- E’ tutto ok. Il mio futuro marito ora si trova in Spagna e immagino che si trovi tra le braccia di qualche spagnola focosa. E’ un accordo che abbiamo fatto prima di partire.
- Cioè?
- Che tutto ciò che sarebbe capitato in queste vacanze non vale per annullare la promessa di matrimonio.
- Ah.
- Sei triste?
- No. Piuttosto pensieroso.
- Perché?
- Perché non so se essere felice o meno.
- Mettila così: se non ti piaccio puoi rifiutare di fare l’amore con me.
- Ma tu mi piaci molto.
- allora stiamo perdendo solo tempo…
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