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nuova avvertenza
A causa di un incidente, sono rimasto lontano da me stesso per molto. Sto rientrando in possesso dei miei tempi con molta calma. Anche la mia memoria ha fatto cilecca e chiedo scusa a tutti coloro i quali si sono sentiti trascurati. La spiegazione è unica ed è la sola per tutti.
avvertenze:
Quello che non c'è.
...La chiave della felicità è la disobbedienza in se', a quello che non c'è...
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Chi di lavori ne ha fatti tanti... Troppi forse.
Il primo giorno di corso di un lavoro di parecchio tempo fa:
- Ok ragazzi. Benvenuti nella nostra azienda! Oggi faremo conoscenza e vi coinvolgerò nell'esperienza più sconvolgente della vostra esistenza. Noi non siamo venditori, ma portatori di pulizia! La macchina che vi farò vedere cambierà definitivamente la vostra vita! Quindi se c'è tra voi qualcuno che non se la sente, lo dica subito e potrà andar via senza conseguenze se non che ha perso una mezzora e ha fatto colazione a spese nostre! Nessuno si alza? Bene, vuol dire che, o siete curiosi o avete due coglioni così!
- Anche io?
- Beh, si fa per dire signorina. Se è vero che la curiosità è femmina, non è detto che non esistano uomini altrettanto curiosi. E di conseguenza non è detto che gli attributi siano prerogativa maschile. Ergo, lei potrebbe avere due coglioni così o farmeli con domande curiose. Sta a lei decidere.
- Grazie, ha dipanato ogni dubbio.
- Bene! Continuiamo. Partite dal presupposto che ci sarà una selezione in questo gruppo. Non tutti resteranno. Alla fine di ogni giornata di corso ci sarà un colloquio individuale, alla fine solo chi risulterà idoneo resterà. Tutto chiaro?
- …
- Chi tace acconsente, quindi per me avete capito tutti! Domande?
- Scusi signor…
- Oh qui non esiste nessun “signor” (fa cenno con le dita a mimare delle virgolette alla parola signor!) puoi chiamarmi “Sir”, scherzo… Dimmi Marco!
- Si ricorda già come mi chiamo?
- Si. In questo lavoro la memoria è fondamentale. Occorre allenarsi per ricordare molte cose, i nomi, i riferimenti. Provate a sentire se c’è una differenza tra queste due frasi. Scusi, mi offrirebbe un caffé? Oppure. Marco, mi offriresti un caffé?
- Beh chiamando una persona per nome è più intimo…
- Bravo Sandro, è più intimo. Ad una persona che sentiamo intima è più difficile dire no. Non credi?
- Forse.
- Comunque sentirsi chiamare per nome, accarezza l’ego dell’interlocutore, gli si da importanza.
- Scusa Sir Henry?
- Scherzavo con il sir, sono americano non inglese. Comunque dimmi Sandro.
- Sono convinto che questo corso ci chiarirà le idee su cosa fa la vostra società, ma la selezione di cui parlavi prima, su quali parametri si baserà?
- Ottima domanda! Mettiamola così. Sai che sei già il vincitore di una gara o se preferisci di una selezione?
- Immagino di si, non so in quanti abbiamo risposto all’annuncio…
- No, mi riferisco ad una gara precedente.
- Non mi ricordo di averne parlato in istanza di primo colloquio.
- Non occorre! È una gara che avete vinto tutti!
- Forse ti riferisci a quella che abbiamo compiuto in forma di spermatozoi?
- Esatto Sandro. Sei un tipo perspicace!
- Grazie.
- Prego. Comunque, come diceva Sandro, la gara più importante l’avete vinta, quindi siete fortissimi. Immaginate che qui vi insegneremo ad essere invincibili.
- Sarà, ma ho la sensazione che stai tentando di instillarci un delirio di
onnipotenza…
- Sandro, se continui così, temo che non ascolterai la lezione di domani…
- …
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