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Pizzomunno con gerani rossi.

 

 
Pizzomunno

Lungo il tratto meridionale della costa viestana, ritroviamo una piccola spiaggia che deve il suo nome all’ imponente faraglione che dalle acque cristalline si erge sovrano a sorvegliare la città ed i suoi abitanti: la Spiaggia del Pizzomunno.

Qui sembra aver avuto luogo un’ interessante e fantastica vicenda che ha come protagonisti due giovani innamorati , entrambi originari di Vieste .

Pizzomunno , giovane ed attraente pescatore, e Cristalda , ragazza bellissima dai lunghissimi capelli color dell’ oro, si amavano teneramente e vivevano nella convinzione che nulla al mondo potesse intaccare un sentimento tanto forte e sincero.

Ogni sera, Cristalda scendeva in spiaggia per salutare il suo bel Pizzomunno prima che con la sua barca andasse incontro al mare aperto.

Ogni notte, in mare, Pizzomunno riceveva la visita delle sirene che cercavano di ammaliarlo con i loro canti soavi. Le regine del mare desideravano ardentemente che Pizzomunno diventasse il loro re ed amante.

Il giovane, però, non cedette mai alle avance delle sirene tentatrici , avendo già donato il suo cuore alla candida Cristalda.

I reiterati rifiuti del giovane, scatenarono la furia delle sirene .

Una sera, le sirene raggiunsero i due amanti sulla spiaggia ed aggredirono Cristalda con grande ferocia, inghiottendola nelle profondità del mare.

Pizzomunno
fu colto da un dolore devastante, talmente grande da pietrificarlo per sempre.

Il giorno seguente, i pescatori di Vieste trovarono Pizzomunno pietrificato sulla roccia che oggi porta il suo nome.

La leggenda vuole che, ogni cento anni, Cristalda riemerga dalle profondità del mare per incontrare Pizzomunno e rivivere con lui l’ emozione di una notte d’amore sulla spiaggia che li fece incontrare.

 

 

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Promontorio del Gargano

Il più delle volte si pensa che la storia antropologica ebbe inizio sul promontorio del Gargano con l'apparizione dell'Arcangelo Michele più di sedici secoli or sono quando ancora il Cristianesimo conviveva con le allora attuali religioni pagane. Ma se analizziamo le carte romane si nota che gli insediamenti sedentari sono precedenti all'apparizione dell'Arcangelo e si trovavano sulla costa e ai piedi del sontuoso monte (Ergitium ,Sipontum ,Merinum ,Teanum , ,Apulum ,Urium).
Si trovano degli insediamenti umani persino precedenti a questi ultimi, ma bisogna risalire addiritturà all'età del bronzo, tanto è vero che lungo la provinciale che collega Foggia con San Marco in Lamis, a qualche chilometro da Borgo Celano, in zona"Chiancata La Civita-Valle di Vitturo"  è stato ritrovato la necropoli più antica della intera Europa. Altre testimonianze sono date dagli insediamenti rupestri e dalla innumerevole presenza di oggetti litici e di mura megalitiche che si sono scoperti nel corso degli anni sul Gargano.
 

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Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non è chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi è chi sacrifica sé stesso per il bene degli altri. È suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a sé stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell'umanità.

Toro seduto

 

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Messaggi del 17/02/2021

VIESTE – Riqualificazione rotatoria piazza S.Nicola di Myra, lavori al via

Post n°27789 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

VIESTE – Riqualificazione rotatoria piazza S.Nicola di Myra, lavori al via

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Dopo quella di viale dell’Antico porto Aviane e del lungomare Europa, riqualificazione anche per la rotatoria di piazza San Nicola di Myra, di fronte la chiesa parrocchiale di Gesù Buon Pastore.

 

Con determina del dirigente del Settore tecnico comunale, ing. Vincenzo Ragno, infatti, sono stati affidati alla ditta S.T. Srl, con sede in contrada Piano Grande a Vieste, a seguito di trattiva diretta, generata sul Mercato Elettronico della P.A. (MePA), i lavori di sistemazione della predetta rotatoria, al centro della quale è posta la statua in bronzo del Santo di Myra.

 

I lavori, che prenderanno il via in questi giorni, prevedono la posa in opera del prato con torba e di granulato di Carrara, realizzazione di impianto di irrigazione e impianto elettrico. Secondo quanto previsto in progetto, la rotatoria sarà impreziosita con la messa a dimora di sei piante di ulivo, vasi con bonsai esemplari e ornamento di cespugli fioriti, L’intervento, il cui costo ammonta ad euro 32.500, oltre Iva, fa parte di un piano di arredo urbano, riguardante proprio le rotatorie e gli spartitraffico cittadini, approntato dall’assessore ai LL.PP., Mariella Pecorelli. Il prossimo intervento riguarderà l’aiuola spartitraffico di via Rossini.

 

Sempre in materia di lavori pubblici, in questi giorni si provvederà ad ampliare la pubblica illuminazione a led in via Giovanni XXIII, tratto da via Veneto a via Messapia. Rivelatasi insufficiente quella già realizzata alcuni mesi fa, si è deciso di ampliarla con altri corpi illuminanti. Per questo motivo è stata anche emanata apposita ordinanza da parte della comandante della Polizia Locale, Caterina Ciuffreda, riguardante la disciplina del traffico nell’area interessata dai lavori.


 
 
 
 
 

NORD E SUD, L’ITALIA DI FINE OTTOCENTO VISTA DA FRANCESCO SAVERIO NITTI

Post n°27787 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

NORD E SUD, L’ITALIA DI FINE OTTOCENTO VISTA DA FRANCESCO SAVERIO NITTI

Francesco Saverio Nitti (Melfi 1868 – Roma 1953), l’economista lucano che sarebbe diventato Presidente del Consiglio nel 1919, pubblicava nel 1900 a Torino un volumetto, destinato a renderlo famoso, sulla ripartizione territoriale delle entrate e delle spese dello Stato dal titolo “Nord e Sud”, edito dall’amico deputatotorinese Luigi Roux. L’autore, all’epoca trentaduenne e già docente ordinario di Scienza delle Finanze e Diritto finanziario presso l’Università di Napoli, con questo testo verrà annoverato tra i maggiori studiosi meridionalisti, avendo affrontato per la prima volta in maniera compiuta e originale il tema del bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-97 eavendo portato alla luce, contrariamente a quando era allora comunemente ritenuto da politici, studiosi, accademici, l’iniqua ripartizione della spesa pubblica in Italia: dall’unità in poi il Mezzogiorno aveva subito un continuo e costante drenaggio di risorse atto a favorire lo sviluppo infrastrutturale e industriale dell’Italia settentrionale.

Nitti, il cui nonno paterno dal passato carbonaro era stato ucciso a Venosa dai briganti di Carmine Croccoin una reazione filoborbonica, sarà aspramente contestato e, addirittura, accusato di aver fomentato e alimentato divergenze e contrasti in un’Italia, allora come oggi, già profondamente divisa. Ciononostante, le lucide analisi di Nitti, che indicavano chiaramente la responsabilità delle politiche attuate dai governi, succedutisi nel primo quarantennio unitario,per aver sostenuto e accresciuto il divario tra le “Due Italie”, lo porteranno nel 1903 a pubblicare il testo “Principi di scienza delle finanze”[i], un’opera di fama mondiale adottata da diverse università in Italia e all’estero, e nel 1904 ad essere eletto nel Parlamento.

Da deputato, Nitti metterà le sue competenze a disposizione di Giovanni Giolitti, parteciperà all’inchiesta sulle condizioni economiche e sociali della Basilicata e della Calabria, sarà impegnato nella costituzione dell’Ente Volturno, volto alla produzione di energia elettrica, e nelle trattative affinché nascesse a Bagnoli l’Ilva, al fine di restituire all’ex capitale Napoli uno spiraglio di produzione industriale.

In “Nord e Sud”, l’economista lucano sgombra il campo da analisi superficiali o di comodo che tentavano di ridurre a mera speculazione antropologica la natura del divario che si era venuto creando negli ultimi decenni. A chi legava il mancato sviluppo del Mezzogiorno con razzistiche teorie che suggerivano l’inferiorità della “razza” meridionale, Nitti opponeva analisi, studi, statistiche che dimostravano scientificamente che il divario tra le due aree del paese era diventato così consistente in relazione a precise scelte di politiche finanziarie, economiche e doganali.Nitti si contrapponeva nettamente alla tesi «molto comune […] non solamente radicata nel Nord d’Italia, che il Sud sfrutti il bilancio nazionale»; i meridionali non pagavano affatto meno tasse e meno imposte come era solito dirsi e non conservavano i propri risparmi in maniera improduttiva come si credeva comunemente. Anzi, il Mezzogiorno fino al 1860aveva conservato «più grandi risparmi che in quasi tutte le regioni del Nord», vi si «viveva una vita molto gretta, ma dove il consumo era notevolmente alto». E fino a prima delle politiche doganali del 1887, tra il 1880 e il 1888, «la ricchezza agraria del Veneto non era superiore a quella della Puglia, e tra Genova e Bari, tra Milano e Napoli era assai minore differenza di sviluppo economico e industriale che ora non sia. Ma adesso (1900, n.d.a.), insieme a una diminuzione nella capacità di consumo, si notano i sintomi allarmanti dell’arresto del risparmio, dello sviluppo della emigrazione povera, della pigra formazione dell’industria di fronte al bisogno crescente. Tra il 1870 e il 1888 la importanza del Mezzogiorno nella vita sociale ed economica dell’Italia era molto maggiore che oggi non sia»[ii].

Emergeva chiaramente dall’analisi dei bilanci dello Stato dal 1862  – anno di unificazione del sistema tributario con l’estensione agli altri Stati preunitari del sistema fiscale piemontese ad opera del ministro livornese Pietro Bastogi, tramite ben cinque disegni di legge – al 1896-97, che il divario nord-sud era notevolmente cresciuto, non solo a causa di una iniqua ripartizione territoriale della spesa pubblica, ma anche per la deleteriasostituzione del «semplice e quasi elegante organismo della finanza napoletana» con gli ordinamenti finanziari del Regno di Sardegna, gestiti da una macchina burocratica dal «numero strabocchevole di agenti di ogni grado…»[iii].

Grazie agli studi di Nitti iniziava a delinearsi un quadro delle finanze degli Stati preunitari che si era cercato accuratamente di occultare: «senza l’unificazione dei varii Stati, il regno di Sardegna per l’abuso delle spese e per la povertà delle risorse era necessariamente condannato al fallimento»[iv]; le finanze piemontesi si erano salvate dal fallimento grazie all’annessione violenta del Regno delle Due Sicilie.

Ai Borbone si potevano fare le critiche più disparate, «ma qualunque il giudizio che si dia di essi non bisogna negare che i loro ordinamenti amministrativi erano spesso ottimi; che la loro finanza era buona e, in generale, onesta»[v]. E queste considerazioni, coraggiose ed esplosive per quei tempi, Nitti le ricavava da documenti inoppugnabili: la pubblicazione del Ministero delle Finanze del luglio 1860 sui bilanci napoletani dal 1848 al 1859 e la relazione di Vittorio Sacchi, inviato fiduciario a Napoli del Conte di Cavour,in qualità di segretario generale delle finanze dal 1° aprile al 31 ottobre 1861.

Eppure ancora oggi, persino nei vocabolari, il termine borbonico viene impropriamente utilizzato nell’accezione negativa quale sinonimo di cattiva amministrazione o di ridondante e poco trasparente burocrazia.

Dalle analisi di Nitti del 1900 ad oggi,le politiche economiche e finanziarie italiane in riferimento alla ripartizione territoriale della spesa pubblica sono diventate più eque?

La risposta la troviamo nel Rapporto Italia 2020 dell’Eurispes, l’Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali degli italiani, il quale attesta incontrovertibilmente che, in relazione alla percentuale di popolazione residente, nel Mezzogiorno dal 2000 al 2017 è stata sottratta una somma pari a 840 miliardi. Tanto che il presidente Gian Maria Fara, commentando il rapportoha indirettamente reso merito a proprio a Nitti, dichiarando ad una stampa distratta le seguenti significative espressioni: «Sulla questione meridionale, dall’Unità d’Italia ad oggi, si sono consumate le più spudorate menzogne. Il Sud, di volta in volta descritto come la sanguisuga del resto d’Italia, come luogo di concentrazione del malaffare, come ricovero di nullafacenti, come gancio che frena la crescita economica e civile del Paese, come elemento di dissipazione della ricchezza nazionale, attende ancora giustizia e una autocritica collettiva da parte di chi – pezzi interi di classe dirigente anche meridionale e sistema dell’informazione – ha alimentato questa deriva».

Michele Eugenio Di Carlo


[i] Francesco Saverio Nitti, Principi di scienza delle finanze, Napoli, L. Pierro, 1903.

[ii] Francesco Saverio Nitti, Nord e Sud, Rionero in Vulture, Calici Editori, 2000, pp. 7-8.

[iii]Ivi, pp. 32-33.

[iv]Ivi, p. 18.

[v]Ivi, p. 19.

 
 
 

GIUSEPPE CLEMENTE, PRESIDENTE ONORARIO DEL CRD – STORIA CAPITANATA. RICONOSCIMENTO PER I VENT’ANNI ALLA GUIDA DEL CENTRO DI RIC

Post n°27786 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

GIUSEPPE CLEMENTE, PRESIDENTE ONORARIO DEL CRD – STORIA CAPITANATA. RICONOSCIMENTO PER I VENT’ANNI ALLA GUIDA DEL CENTRO DI RICERCA

Conferito al prof. Giuseppe Clemente il titolo di Presiedente Onorario del CRD – Storia Capitanata. Lo ha deciso all’unanimità il Consiglio Direttivo del CRD – Storia Capitanata, su proposta della presidente, prof.ssa Dina Contò.

Socio fondatore e per un ventennio presidente del CRD, nonché animatore e ricercatore, il prof. Clemente è socio dell’Accademia Pugliese delle Scienze Morali, Ispettore archivistico onorario, membro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano e della Società di Storia Patria per la Puglia, studioso di storia patria con particolare riferimento al Brigantaggio Postunitario, al Risorgimento e ai caduti di San Severo nella prima Guerra Mondiale.     

 
 
 

Vieste – ATTIVATO SPORTELLO DEL SINDACATO CISL SCUOLA [Video]

Post n°27785 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

Da oggi è attivo anche a Vieste lo sportello del sindacato Cisl Scuola

Da oggi è attivo anche a Vieste lo sportello del sindacato Cisl Scuola. Gli insegnanti e il personale non docente di tutte le scuole viestane e dei Comuni limitrofi potranno recarsi presso la sede di Piazza Vittorio Emanuele II per prendere contatti con i referenti sindacali, evitando di raggiungere la sede di Foggia.
“Abbiamo deciso di attivare questo importante punto di riferimento della Cisl a Vieste – ha dichiarato Maria Tibollo, segretario generale provinciale del comparto scuola – anche considerando l’imminente apertura dei termini per l’iscrizione in terza fascia del personale non docente, ossia collaboratori scolastici, assistenti tecnici e applicati di segreteria. Presso la nostra sede – ha concluso la Tibollo – riceveranno il necessario supporto per la compilazione della domanda online”.
Referente della sede viestana sarà il prof. Sandro Siena, docente di informatica presso il locale Istituto Alberghiero “Enrico Mattei”. L’inaugurazione della sede Cisl Scuola si è svolta a mezzogiorno.

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Manfredonia – Riaperto al pubblico il “Museo dei Pompieri e della Croce Rossa”

Post n°27784 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

Manfredonia – Riaperto al pubblico il “Museo dei Pompieri e della Croce Rossa”CulturaBy RedazioneLast updated Feb 17, 202121CondividiIl Museo Storico dei Pom­pieri e della Croce Rossa Ita­liana di Manfredonia ha ria­perto al pubblico.La sospirata, attesissima au­torizzazione è arrivata col pas­saggio della regione Puglia al­la colorazione gialla che al­lenta leggermente le restri­zioni rivelatesi così penaliz­zanti per i luoghi di cultura, privati e pubblici, lasciati chiusi per ragioni di sicurezza e anticontagio che hanno prevaricato qualsiasi al­tra soluzione alternativa. Tra questi contenitori di storia e cul­tura occupa un posto spe­ciale il Museo Storico dei Pompieri e della Croce Rossa Italiana, allestito nell’area industriale ex DI/46 sulla statale 89 Manfredonia-Foggia, all’interno di un padiglione espositivo contiguo alla palazzina di Euroambiente.E’ sicuramente il più grande e suggestivo non solo in Italia ma anche in Europa (occupa una superficie coperta di 2500 metri quadri) e per alcune sue peculiarità è considerato il più grande museo al mondo che racconta il servizio di soccorso nel tempo. A realizzarlo è stato Michele Guerra dopo anni di ricerca (in realtà mai arre­statasi) che lo ha portato ad acquistare e recuperare attrez­zature, veicoli, uniformi, re­perti provenienti anche dall’estero. Una collezione strabiliante, minuziosa, docu­mentata che il patron Michele Guerra continua ad incremen­tare e ad arricchire con effetti speciali, è il caso di dire: il museo, infatti, diventa anche esperienza totalmente immersiva grazie alla realtà virtuale che simula l’incendio di un palazzo nella seconda metà dell’800.E dopo aver concluso la vi­sita ci si può rilassare nella caffetteria mentre i bambini possono divertirsi in un’area attrezzata con giochi e video­giochi a tema e gonfiabili,dove potranno divenire pompieri per un giorno. Ai più piccoli è riservato anche un dono: un modellino di autoscala dei pompieri in cartoncino da ri­tagliare a casa con i genitori.Dopo una chiusura forzata durata troppi mesi, si auspica che da questa prima timida ripresa si possa ritornare alla piena finizione della struttura, il che coinciderebbe con un ritorno alla normalità di ogni altra attività umana e pro­duttiva altrettanto condiziona­te e compromesse dalla pan­demia.Grazie alla grandiosità degli spazi espositivi, è garantito il rispetto di tutte le norme di sicurezza anticovid per visi­tatori e staff, tuttavia è ob­bligatoria la prenotazione che viene organizzata, in ottem­peranza alle indicazioni an­ticovid, per fasce orarie, chia­mando allo 0884/541995 oppure 3400852706. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 18.Anna Maria Vitulano

 
 
 

Vieste – FINO AL 5 APRILE LAVORI AMPLIAMENTO IMPIANTO ILLUMINAZIONE IN VIA GIOVANNI XXIII. ATTENZIONE ALLA CIRCOLAZIONE.

Post n°27783 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

Vieste – FINO AL 5 APRILE LAVORI AMPLIAMENTO IMPIANTO ILLUMINAZIONE IN VIA GIOVANNI XXIII. ATTENZIONE ALLA CIRCOLAZIONE. L’ORDINANZA

 
 
 

APPROVATO IL PROGETTO DI TRECENTOMILA EURO PER I LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DELLA SP 52

Post n°27782 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

APPROVATO IL PROGETTO DI TRECENTOMILA EURO PER I LAVORI DI MANUTENZIONE STRAORDINARIA DELLA SP 52 “VIESTE -PESCHICI”

Con proprio atto deliberativo, il Presidente della Provincia, Nicola Gatta ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di manutenzione straordinaria della SP 52 “Vieste-Peschici” dell’importo complessivo di € 300.000,00, previsto nel “Programma Triennale dei LL.PP. 2020-2022”.
La SP n. 52 “Vieste – Peschici” ha le caratteristiche di strada litoranea di montagna, in quanto si snoda, per la massima parte, a mezza costa ed è caratterizzata dalla presenza di una serie di curve e attraversa uno dei territori di maggiore pregio ambientale e paesaggistico.
La strada, a seguito di forti precipitazioni meteoriche verificatesi nei mesi scorsi, presenta una serie di criticità che il progetto approvato intende affrontare e risolvere.
Il Presidente, Nicola Gatta specifica che: “l’intervento, di trecentomila euro, si inserisce nell’ampio programma che interessa la viabilità del Gargano, soprattutto per quelle arterie caratterizzate da flussi di traffico locale per tutto l’anno e che nei mesi estivi assume dimensioni notevoli per la presenza di flussi legati al turismo. In particolare questa arteria collega Vieste e Peschici, due delle principali mete del turismo balneare dell’intera Puglia”.

 
 
 

CINISELLO BALSAMO/ Catturò il bel Renè, Tantimonaco eroe riscoperto

Post n°27781 pubblicato il 17 Febbraio 2021 da forddisseche

CINISELLO BALSAMO/ Catturò il bel Renè, Tantimonaco eroe riscoperto

 “Cavallo di razza” della polizia, il viestano Piero Tantimonaco. fu protagonista negli anni ’70. Morì nel 1981 in un incidente mai chiarito. Vieste, per sempre lo ricorda con una strada a lui intitilata.

Un ero ecinesellese che sembra spuntato dal nulla. È sbucato fuori da un anonimo spartitraffico del viale Fulvio Testi, dove nei giorni scorsi è stato recuperato il cippo in pietra dedicato a Piero Tantimonaco (nella foto). A quarant’anni esatti dalla sua posa, quel pesante masso annerito dallo smog delle auto, è stato recuperato e riposizionato su un marciapiedi, tra il Fulvio Testi e viale Romagna. Pronto a raccontare la storia di un eroe milanese degli anni ’70 la cui vita si è spezzata a soli 25 anni, proprio lungo il tratto cinesellese del viale. Piero Tantimonaco, originario di Vieste, era approdato alla questura di Milano negli anni più caldi della criminalità. Un cavallodi razza, lo definivano i suoi superiori: prima ancora che compisse 25 anni, era già promosso a capitano della polizia di Stato, per i meriti che aveva conquistato sul campo. Assegnato alla Mobile, si era subito fatto notare per la sua completa dedizione al lavoro. Era un detective instancabile. E per questo fu fondamentale nella cattura di Renato Vallanzasca, poche ore dopo la sua evasione, e per lo smantellamento dei primi tentacoli della mafia in Lombardia. Un aneddoto raccontato dal fratello e riportato su alcuni siti della polizia, narra che Piero apprese dell’evasione del Bel René mentre si trovava dal barbiere: con la faccia ancora insaponata si precipitò al telefono radunando i suoi uomini a tempo di record. Dopo poche ore Vallanzasca era di nuovo dietrole sbarre. I racconti su di lui sono quasi mitici: «Non dorme più di 3 ore per notte – si racconta -. Riesce a farsi “prestare” autovetture diverse per i pedinamenti. Si traveste: stasera lo trovi in un night in abiti sofisticati, ieri era in un bar di Quarto Oggiaro, anonimo hippy metropolitano». La sua vita si è infranta il 22 febbraio del 1981 in un incidente stradale, dai contorni mai chiariti, lungo il tratto cinesellese di viale Fulvio Testi. In quel punto venne apposto un cippo di pietra, ma negli anni il viale è diventato sempre più trafficato, tanto che l’esistenza del cippo era stata dimenticata. Oggi, grazie all’intervento della Questura, il dirigente del commissariato di Cinisello Francesco Calzolaio ha potuto recuperare la pietra. In Comune, l’assessore Bernardo Aiello si è appassionato alla sua storia e, anche grazie all’intervento volontario dell’impresa Sa.Fa e di Salvatore Fausciana, ha provveduto al restauro del monumento che nei prossimi giorni sarà al centro di una cerimonia.

Rosario Palazzolo

Il Giorno

Piero, dopo la licenza liceale, entrato in Accademia di Polizia, e grazie ai suoi meriti, ha fatto una carriera meravigliosae fugace, forse presagio della tragica ed improvvisa morte sopraggiunta nell’hinterland milanese (era il comandante della1a sezione della Squadra Volante della Questura di Milano,a capo di 120 uomini) a soli 25 anni: era, allora, per meriti acquisiti sul campo, il più giovane capitano di Polizia d’Italia! La sua Vieste gli ha dedicato una strada, la Polizia, su espresso desiderio di Franco Gabrielli, lo vuole invece ancora una volta onorare dedicandogli, nella ricorrenza del quarantennale della sua scomparsa che cade il 22 febbraio p.v.,una cerimonia ufficiale che sarà allestita nel punto in cui avvenne il tragico episodio.

Nicola Tantimanoco