Creato da fraxpd il 07/04/2006
Alzare la spada per spezzare una volta per tutte le catene che ci stanno chiudendo e poi, quando ci troveremo in battaglia dovremmo gridare forte “Europa!”, perché solo Lei ci da la forza di continuare a sognare un nuovo domani.
 

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Un analisi della violenza e di tutto ciò che c'è attorno al mondo delle curve....

Post n°6 pubblicato il 24 Aprile 2006 da fraxpd

Leggo in questi giorni, su tutti i giornali, attacchi alla violenza che circonda il mondo del calcio e mi rammarico che si colpevolizzi sempre ed ad ogni occasione il frequentatore della curva per i suoi atti "barbari" e non si provi a fare un ragionamento che analizzi tutta la società…
Ciò che succede attorno agli stadi, gli scontri tra opposte tifoserie, i vandalismi, non sono poi così frequenti come i mass media vogliono far credere o forse credono davvero.
Vorrei che tutti i ben pensanti che si scandalizzano nel sentire le cronache delle "battaglie" scatenate dagli ultrà, provassero ad andare il sabato sera in discoteca, provassero a passeggiare per certi quartieri di notte, provassero ad andare ad un concerto di qualche gruppo metallaro…forse si renderebbero conto che il problema non dipende dall'ultrà che è più violento dei suoi coetanei ma dipende dalla gioventù che, come in passato, ha bisogno di luoghi dove sfogare i suoi sentimenti.
Vi siete mai chiesti perché negli anni 70 nessuno parlava della violenza negli stadi? O perché tale violenza non ci fosse? Le generazioni dei nostri genitori e dei giornalisti che adesso criticano, lottavano in piazza, lottavano nelle università, tiravano le bombe molotov, facevano sassaiole, si sprangavano per strada e nel momento in cui tutto questo finì, la gioventù si rinchiuse allo stadio, alla ricerca di un anticonformismo che li facesse sentire diversi dagli altri…o in ogni caso vivi… Certe realtà sfuggono a molti, ma perché secondo voi le curve erano quasi tutte di sinistra una volta? Secondo me perché la gente dalle piazze rosse si riversò negli stadi…
Il punto è che le generazioni che si sprangavano in piazza non erano meglio o peggio di noi, erano giovani che facevano ciò che sentivano dentro, alcuni perché lo sentivano davvero, altri perché n'erano affascinati, altri ancora perché avevano trovato qualcosa per cui valesse davvero muoversi.
La curva è una cassa di risonanza dove più anime vivono, ma in curva il figlio del professore ed il figlio dell'operaio vivono insieme la realtà, perché la curva rappresenta uno spaccato della società giovanile e permette a persone che fuori non interagirebbero tra loro di condividere qualcosa di comune. Allora, meglio la società che si divide in classi sociali o meglio una curva che differenzia le persone solo in base ai meriti e non al portafoglio?
Anche perché è la società che è violenta…
Purtroppo la violenza che raramente capita in un campo di calcio fa molto più clamore delle mille risse che avvengono ogni sera in discoteca o per strada, per futili motivi. E dico raramente non perché sia un pazzo visionario che non vede ciò che gli sta attorno, ma perché è un dato di fatto: in ogni curva succederanno circa 2/3 episodi di violenza l'anno, mentre se provate a chiedere ad un gestore di discoteca, vi assicurerà che solo in una sera ci sono 2/3 risse…ma allora, perché tutta sta differenza? Se si condanna la violenza si condanna in tutti i casi, o forse fare a botte impasticcati in discoteca è meglio che allo stadio?
Certo, risse in discoteca e risse allo stadio sono due fatti diversi, ma che fanno parte dello stesso fenomeno, l'aggregazione giovanile, che cerca degli spazi dove esprimersi e non sempre si esprime solo a parole.
Leggo di proposte di chiudere gli stadi, di porre un freno a tutto quello che succede attorno al calcio, e rimango sconvolto, perché togliere la curva a 2000 ultras non risolve la violenza del giovane medio, anzi, questa rabbia sarà incanalata in altro modo…magari si riverserà nelle strade, o nelle piazze, tutto è un ciclo, tutto ritorna diceva qualcuno.
Allora chiudiamo anche le discoteche? Impediamo ai giovani di confrontarsi? Ma come si può pretendere che un ragazzo cresca e maturi se gli si vuole impedire qualsiasi tipo d'aggregazione.
Difendere il mondo di cui faccio parte non è per niente facile, perché spesso le sensazioni che viviamo vanno talmente oltre che diventano irrazionali, e difendere l'irrazionalità è impossibile, ma perché non proviamo a parlare di ciò che c'è di buono in una curva, invece di discutere solo di ciò che pare cattivo?
Io penso che gli ultras siano l'ultima generazione di anime pure, che non accettano ciò che gli è imposto, che difendono i loro colori, che lottano per i loro spazi, contro tutto e tutti, che non accettano definizioni, non accettano compromessi, e vivono un mondo che ormai fuori non c'è più. L'onore, la fedeltà, l'orgoglio, l'attaccamento ad una bandiera, il cameratismo, l'astuzia, il coraggio, il sacrificio, la paura, fanno parte di qualcosa che le persone non vivono più, per questo migliaia di giovani ci saranno sempre in curva, qualsiasi cosa la gente migliore saprà dire, o scrivere, dopo di me, ci sarà un altro e poi un altro ancora, perché fa parte dell'essere giovani vivere qualcosa come la curva, ed io non sono solo, e SCELGO DI ESSERE.

 
 
 
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