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Racconti del terrore

 

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« LA NEBBIACHI C’È PER CENA STASERA? »

FUN TO HORROR

Post n°3 pubblicato il 26 Ottobre 2005 da paura_del_buio

Silenzio.

Non è facile trovare una tale assenza di suono.

Eppure sentivo di non essere sola.
Un silenzio roboante.

Mi premeva addosso come una presenza fisica. Ma non c'era nessuno oltre a me!

"Calma, stai calma. Non c'è nulla da aver paura! E' una semplicissima casa vuota. Nessun mistero, nessun evento cruento accaduto nel passato. E' solo la tua immaginazione. Tranquilla!" mi ripetevo, senza sosta.

Inutile. La sensazione persisteva.

Il cuore sempre più irrequieto, iniziava ormai a galoppare.

Mi accostai allo scalone della vecchia casa che avevo appena ereditato: un lascito di un anziano parente che era venuto meno alla veneranda età di 97 anni.

Aveva sempre vissuto lì, fino a pochi giorni dalla morte e nessuno dei domestici (una cameriera e una donna che lo accudiva, oltre al giardiniere che era il marito della prima) si era mai lamentato di qualche stranezza.

Mi erano appena state consegnate le chiavi ed ero talmente curiosa di vedere il posto, che non avevo atteso che arrivasse mia sorella per entrarci, ma le avevo lasciato la porta di ingresso accostata: avrebbe capito che non avevo resistito ed ero entrata!

Raggiunto il pianerottolo del primo piano...

SBADANG!

Per poco non ruzzolo dalle scale! Caspita, la porta di ingresso si è richiusa violentemente a causa di qualche corrente d'aria. Mi devo fermare aggrappandomi al corrimano. Sarò anche piuttosto razionale, ma questi rumori improvvisi ti spaventano anche se sai essere una diretta conseguenza della tua sbadataggine!

Alcuni istanti e mi riprendo iniziando ad inoltrarmi nel corridoio.

E' buio, nonostante le luci che lo costellano...ah, gli anziani...hanno sempre paura che ci sia troppa luce...

Ci saranno sì e no tre, forse quattro, delle dieci lampadine delle lampade che abbelliscono il passaggio!

Comunque, arrivo alla prima porta sulla sinistra.

Entro. La stanza è vuota se si esclude il bel comò posizionato sulla parete verso le scale. Mi avvicino e inizio ad aprire i vari cassetti. Contengono solamente biancheria un po' ingiallita, ma molto bella, tutta ricamata, reperto dei tempi in cui le signorine solevano prepararsi 'il corredo' matrimoniale. Ma nel penultimo cassetto, sotto uno splendido asciugamano con monogramma (ST, chissà chi era, mi sarei informata, penso), che sollevo per poterlo ammirare meglio, c'è una chiave.

Tutta lavorata, sicuramente antica, fatta a mano. Chissà cosa apriva? Mi incuriosisce questa chiave e inizio a spostare anche il resto della biancheria, ma non c'è altra traccia dell'oggetto che possiede la serratura apribile con quella chiave... non un indizio, nessun biglietto con un accenno alla chiave, che so, un quaderno di appunti...no, assolutamente niente.

Esco dalla stanza continuando a pensare a cosa potesse servire il mio ritrovamento.

Entrando nella stanza successiva mi stupisce la scena che vedo: se la prima era stata quasi vuota, questa è letteralmente stipata di oggetti! Due enormi armadi, una toilette, un tavolinetto da scrittura, un bel letto antico...Oltre a ciò, tutte le superfici sono ricoperte di una miriade di oggetti, tutti disposti in ordine. Le pareti ricoperte di mensole sono piene di libri e oggettini vari. Che gioia per gli occhi!

Ad un tratto però mi accorgo di qualcosa di strano: l'angolo a fianco della finestra, sulla destra, è quasi spoglio rispetto al resto dell'arredamento.

Mi avvicino e vedo che c'è solo un mobiletto piuttosto stretto, ma alto almeno 70-80 cm. Il mio sguardo ne era stato attratto, come un pezzo di ferro da una calamita. Capisco subito che è ciò che stavo cercando, e provo ad inserire la chiave nella serratura. La giro... nessuno sforzo: come fosse ben oliata e usata spesso, si apre immediatamente.

Tiro lo sportello verso di me e... incredibile! Una scala scende a partire da sotto il pavimento che il mobile occupa: in pratica nasconde questo passaggio.

Mi chiedo dove sia finita mia sorella.
Accidenti, avrà almeno mezz'ora di ritardo!

Decido comunque di tentare la discesa di quello stretta scala a chiocciola. Sono troppo curiosa!

Fortunatamente la finestra illumina a sufficienza, di modo che posso scendere senza anche dover sopportare il buio (non ho mai veramente superato questa mia infantile fobia, anche se quando sono in compagnia tendo a sdrammattizzare e fingere di non aver paura) oltre allo spazio non esattamente ampio che ho per muovermi.

Dopo quella che mi pare un'eternità (ma al massimo saranno stati due minuti!) giungo in fondo alla scala e trovo un interruttore. La luce si accende subito!

Mi trovo in uno spazio circolare, il pavimento in terra battuta. Sul soffitto ad arco si creano ombre ogni qualvolta mi sposto lievemente. Di fronte a me s'apre un corridoio, anch'esso illuminato, che non pare essere infinitamente lungo. Mi muovo in quella direzione, quando... una luce intensissima mi avvolge, mi trasporta in un turbinio di immagini, che girano vorticosamente...mille e mille sfumature di colore che si rincorrono davanti ai miei occhi in spirali infinite, poi d'un tratto, il buio... completo, assoluto. Non un puntino di luce. Buio. Scuro, denso, inattaccabile.

E silenzio.

Di nuovo QUEL silenzio.

Ma qualcosa è diverso: ora so, sono sicura di non essere sola. Sento qualcosa che mi tocca, come una lieve carezza sulla guancia, che svanisce dopo un solo istante, però. Poi la sensazione di paura che mi riassale e subito... ecco, mi arriva un suono... 'qualcuno' che respira vicino a me. O almeno, mi sembra il suono di un respiro... lo spero!

Non sono più certa di essere al buio, sento la luce. Mi circonda e mi riempie come una forma di calore. Come se non avessi più bisogno di aprire gli occhi, come se penetrasse sotto la mia pelle da ogni mio poro, sento che c'è luce. Ma le palpebre sono serrate, non vogliono saperne di sollevarsi. Ci sto provando con tutta la concentrazione che riesco a raccimolare e finalmente... ecco... riesco a far breccia nel muro dei miei occhi e subito la luce mi colpisce, mi trafigge le pupille e devo richiuderli di scatto. Almeno so di poterli aprire! Credo di essere viva, se posso aprire gli occhi. Ma... e se fosse meglio non riaprirli?!?

E' tornato il silenzio.

Inizio ad odiare il silenzio.
Odio il buio e ora anche il silenzio.

Trascorrono secondi che mi sembrano ore o anni, non riesco ad avere una cognizione del tempo che scorre. So solamente che continua il suo corso anche se io non lo riesco a quantificare. Cosa sarà successo? Dove mi trovo? Sarò ancora nella stanza segreta? O qualcuno mi ha portato via? E chi? Cavolo, se solo potessi alzarmi...

Le domande si susseguono in gare senza fine nella mia testa, son talmente tante che non riesco ad afferrarle. Son troppo veloci ad arrivare, così come a svanire. Soprattutto penso: tante domande, non una traccia di risposta... credo che qualcosa non funzioni. Ma cosa?

"Lauraaaaaa! Ehi, Lauraaaaaaaa!"

Con un balzo sono in piedi, mi guardo attorno, nessuna traccia della casa, della stanza, nulla: sono in giardino, a casa di mia cugina!

"Laura, sarà un'ora che ti cerchiamo, sarà modo di scomparire proprio quando dobbiamo partire in missione per LA CASA?", mi apostrofa mia sorella, "Non dirmi che ti sei di nuovo addormentata sul dondolo!"

 ...

 

scritto da SunnyLallina

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Un blog di: paura_del_buio
Data di creazione: 01/10/2005
 

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