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« L'incidenteLa rivincita di Geoffrey »

Un furto inesistente

Post n°38 pubblicato il 30 Giugno 2008 da i_Will
 

Dal Willy Genio Smith al Willy-Houdini: in un piccolo spettacolo dacucina il Principe mostra di essere ancora in grado di utilizzare gli arnesi della sua vecchia scatola del “piccolo prestigiatore”, polverizzando un orologio di Ashley avvolto in un fazzoletto nero, smaterializzando una bottiglia di birra in un sacchetto di carta oleata, e…sparendo lui stesso con i venti dollari dello zio Phil (per quest’ultimo numero, il merito è dell’”accademia di magia” frequentata tra le strade di Philadelphia).

La grande novità dentro casa Banks è che Vivian ha lasciato il suo lavoro: da oggi casalinga casalinga a tempo pieno, con tanta voglia di seguire personalmente passo passo l’igiene e l’immagine di Ashley, ma anche l’abbigliamento di Hilary, il lavoro di Phil, gli studi di Will e Carlton, persino il modo di presentarsi di Geoffrey (via la vecchia scura tenuta di ordinanza, spazio al crema vivace di una chemisier da collezione estiva, portata sotto una blusa viola;ma quella catenina è davvero troppo, però, per il povero, caro maggiordomo), e l’alimentazione di tutta la famiglia, che ritiene debba essere convertita alla dieta vegetariana (piatto forte: pasticcio caldo ai dodici cereali, “Ancora migliore con una goccia di quell’ottimo latte di soia”, dice Will mentre si prepara a sversarlo, con Carlton eHilary, in una busta blu per la spazzatura). Ma a Bel Air, naturalmente, non c’è solo la casa: vero e proprio porto di mare dei vip, il quartiere ha il piacere di accogliere un nuovo prestigiosissimo arrivo, quello di Sonia Lamor (Zsa Zsa Gabor),la diva di George Wahington e la sgualdrina, a cui Vivian pensa bene di dare il benvenuto con un party a casa sua. La serata viene su veramente bene: applausi per la Lamor, certo, ma anche per la squista torta al cioccolato di Vivian, di cui la stessa Lamor si innamora (c’è da dire, però, che accetta l’invito dei Banks anche per una questione di interessi legali: vuole cioè convincere Phil a patrocinare i diritti d’autore della sua autobiografia da cui vorrebbero trarre un film). In un salotto che è  tutto un profluvio di ammirazioni si perdono i mugugni delle sorelle Banks, costrette a mettersi indosso dei vestiti che sembrano plaid, come nota argutamente Will, per conformarsi all’immagine della mamma. Al risveglio dalla festa, però, arriva la doccia fredda: Geoffrey annuncia che sono psparite dai cassetti le posate d’argento di mrs. Banks, oltre che il suo chemisier (quest’ultimo sarà poi presto ritrovato da Carlton dietro lo scaldabagno, così da suscitare nello spettatore il sospetto che in realtà potrebbe essere stato proprio Geoffrey a volersene disfare). Niente di grave, dopotutto: le avevano ritirate per sbaglio quelle del servizio-catering; peccato però che, prima di questa rivelazione, Carlton, recatosi con Will in casa della Lamor per consegnarle un’altra torta di cioccolata della mamma, preparata appositamente per lei (dopodiché avrebbero fatto tappa alla Tower Records, a far rifornimento di cd), avesse creduto di riconoscere in una delle posate sul tavolo della saletta da pranzo dell’attrice una di quelle di famiglia. In questo caso la sintonia di pensiero tra i due cugini nemici-amici è a dir poco immediata, e Will, approfittando di un momento in cui la padrona di casa si allontana dalla stanza delle posate per far vedere a Carlton il resto della casa, non si fa tanti scrupoli ad aprire i cassetti della credenza ed a rimpinzarsi le tasche della posateria di Sonia (unico testimone, il cocorito della diva). Il povero Nostro si fa tutta la strada dalla villa della Lamor a quella degli zii con una zavorra che fa dei suoi boxers degli shorts oversize: e non serviva proprio. Ora la priorità diventa quella di tornare nel luogo del misfatto, perrestituire il maltolto. Segretezza, equipaggiamento da topi di appartamento professionisti? Tutto inutile: benvenuti in casa Banks 2. Vabbé che Will e Carlton avevano anche preventivato la presenza di Hilary in casa di Sonia (solo di passaggio, però: era venuta a prendere la Lamor per andare insieme ai grandi magazzini), e, anzi, tornava loro anche utile, per tenere impegnata la padrona di casa in una stanza, mentre i due cugini facevano il loro nella saletta da pranzo; ma potevano aspettarsi che proprio in quella sarebbe capitato anche mr. Banks, deciso, proprio in quel momento, a concludere il suo affare legale con la signora? Ad essere giusti, però, gli inconvenienti erano iniziati già prima: con Hilary che, malauguratamente, si dimentica le chiavi dell’auto in salotto, e se ne accorge giusto quando Will e Carlton vi sono appena entrati, da una delle due vetrate: Carlton si acquatta alle spalle del divano, Will schizza dietro le tende; un fastidio allergico dovuto ad una pianta quasi lo tradisce, poi, non appena le due prendono la direzione della saletta (e pensare che Carlton, con uno sprezzo del pericolo inaspettato, si era addirittura spinto a “suggerire” ad Hilary la presenza delle chiavi sul mobiletto-bar a rotelle, facendole cadere a terra), fa una sortita fino al camino. Ma il dietrofront fulmineo delle due lo blocca davanti ad una sagoma a grandezza naturale in bianco e nero dell’attrice, posta proprio di fronte al focolare. Da Will-Houdini a Will-(casual) Fregoli: beccato ormai allo scoperto, non gli resta che atteggiarsi ad effigie cartonata accoppiata, a far grupoo unico, a quella della padrona di casa. E ha buon gioco: Hilary e Sonia neanche notano l’”aggiunta”. Poi, il tempo di trovarsi finalmente davanti al tavolo della famigerata saletta, che si sente il dlin-dlon di Phil: e nascondersi sottola tovaglia non li salverà dal contatto col nuovo arrivato. Il padre-zio e mrs. Lamor, infatti, scelgono proprio quel tavolo pe mettersi a discutere delle questioni legali dei dirittid’autore. Sotto di essi, il divincolarsi disperato dei due “topi in gabbia” fa credere a ciascuno dei due sedenti che l’uno stia facendo “piedino” all’altro. La verità è a un passo: Willy faccia di bronzo saluta zio Phil ripetendo quasi le stesse parole che Sonia aveva detto all’ingresso in casa Banks (“Che piacere vederti, per favore niente fotografie!”), Carlton, invece, da splendido vigliacco, non trova niente di meglio che accusare Will del suo trovarsi in quella casa. Allo stesso modo si scioglierà anche davanti alla polizia, sopraggiunta, dulcis in fundo, in seguito all’allarme che uno scassinatore minaccerebbe il quartiere! Tocca a Will, perciò, con la sua solita proverbiale coscienziosità impenitente, rivelare il vero motivo per cui lui e Carlton si trovano a casa dells Lamor: pensavano che avesse rubato l’argenteria, e invece è innocente. Ti sbagli, caro, non affatto l’innocentina che sembro, gli replica la diva; parole che fanno il paio con quel “belloccio” esclamato quando aveva visto il Principe la prima volta nel salotto di Vivian.

 

Un finale movimentatissimo, dunque, che fa di quest’episodio il più divertente di questo primo scorcio di seconda stagione; come costruzione farsesca, poi, l’avventura di oggi va sicuramente messa al livello delle migliori di tutta la serie: mi viene in mente, ad esempio, quella memorabile in cui Will, Carlton e Phil, ormai diventato giudice, si ritrovano ad essere sequestrati dal clown Trottolino (stagione 6). Tempi, quelli, in cui Vivian non è ormai più quella di oggi, ma in cui pure qualcosa della Vivian di oggi (e intendo proprio della Vivian di questa puntata) tende a tornare: come l’”insana” passione per la cucina salutista, quella che farà scappare a Will un doppio “Mi sento male!” agitando forsennatamente i denti della forchetta per aria, alla vista della (nuova) zia che porta in tavola i suoi macrobiotici manicaretti. Ma, tornando all’oggi, ecco un una tantum di curiosario che non può sfuggire all’ttenzione dell’intenditore: per una volta Geoffrey si rivolge ad un giovane membro della famiglia Banks, cioè precisamente a Will, dandogli del “tu” anziché del “signorino” o del “padroncino”.

Da Willy-Hudini a Willy-(casual) Fregoli

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