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« il ritorno alla routinedi nuovo insieme »

conto alla rovescia

Post n°5 pubblicato il 18 Marzo 2010 da whenAngelsDie

Era tornata nella sua città, dalla sua famiglia, al suo lavoro ma la testa era rimasta lì, con Lui.

Facevano fatica ad attaccare il telefono, era l'unico modo per sentirsi vicini.

Anche se avevano passato solo un giorno insieme, niente più era come prima, Lei sentiva bisogno di Lui, Lui sentiva bisogno di Lei. Si erano trovati, ma la distanza tra i due era immensa.

Lei ormai lavorava meccanicamente, la testa fuori da quel luogo. Gli screzi nell'ambiente lavorativo la stressavano, ma non dava più così tanto peso a quel nervoso.

Lei contava. Contava i giorni che mancavano per poterlo rivedere. E sembrava non passassero mai.

Solo in un momento tornò con la testa nell'ambiente lavorativo, ma non per lavoro. Il collega che lavorava con Lei le fece delle avances. Lì per lì lei rimase shockata, era una cosa inaspettata, mai successa...e soprattutto non voluta.

E' proprio vero che quando ti innamori, e trovi la persona che ti ricambia,  spuntano fuori tutti quei personaggi che mai ti avrebbero nemmeno guardato prima.

Tentò di baciarla, Lei, con le mani impegnate, fece cadere tutto sul suolo e le mise avanti. Disse di no, cercò di essere garbata, anche se la situazione richiedeva particolare sforzo per la gentilezza.
Il suo collega le chiese addirittura perchè.

"Come perchè? Perchè non mi interessi, perchè non mi pare il caso, perchè sono innamorata" anche se avrebbe voluto rispondere "Perchè mi fai schifo"

Quando lo raccontò a Lui risero insieme per telefono, poi Lui le disse una cosa... "Se qualcuno tocca la MIA donna l'ammazzo", lo disse in tono scherzoso, ma con una punta di serietà. E Lei di nuovo cedette, liberò le farfalle nello stomaco, le ginocchia tremolanti e la testa sulle nuvole.

Era sua, si sentiva sua, ma già prima che lui glielo dicesse, si trattenne dal dire qualcosa che avrebbe potuto spezzare l'incantesimo, si trattenne dal volergli dire quelle due paroline tanto scomode, e poi, non voleva dirgliele per telefono, voleva guardarlo negli occhi.

Mancava poco, erano passati i giorni a fatica, a rilento, ma ora Lei era li, all'aeroporto, bagaglio compresso, passato il check in, non restava che imbarcarsi per arrivare ed accoccolarsi tra le sue braccia. Le braccia del suo uomo. Questa cosa la mandava in orbita.

L'annuncio, l'apertura del gate, un bacio via sms e un augurio di un buon viaggio, ancora poco e si sarebbero riabbracciati...

 
 
 
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Un blog di: whenAngelsDie
Data di creazione: 12/03/2010
 

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