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« l'alba delle parolegennaio - febbraio 2010 »

gennaio 2010

Post n°21 pubblicato il 14 Maggio 2010 da whenAngelsDie

Appena giunti a casa, sistemata la valigia, Lei cercò una data per tornare nella sua città.

I suoi genitori cominciavano a reclamare la sua presenza a casa, in più il suo compleanno era alle porte.

Così, dopo aver passato il compleanno di Lui insieme, dopo aver passato le festività natalizie insieme, si avvicinava la data del ritorno a casa, e del suo compleanno che avrebbe passato lontano da Lui. In segreto sperò con tutto il cuore che Lui, in qualche modo, trovasse una soluzione, le facesse una sorpresa o qualcosa di simile per stare con Lei quel giorno.

Dopo aver passato un mese insieme, Lei gli fece una domanda.

"Cosa devo fare?"

Ormai i giochi erano finiti, le vacanze coatte anche. Lei aveva bisogno di un lavoro, e aveva bisogno di Lui, e voleva sapere come orientarsi. Cercare un lavoro nella sua città significava non aver più la possibilità di vedersi con facilità, di stare qualche giorno insieme, significava non poter più salire da Lui per una settimana. Cercare un lavoro nella città di Lui, però, significava dover trovare un appoggio dove stare, non avendo fondi per un affitto, non potendo chiedere soldi ai suoi genitori, la faccenda si stava complicando.

"Io voglio stare con te, ti voglio qui vicino, vieni a stare qui. Ma te la senti di allontanarti dalla tua famiglia? Non voglio obbligarti a stare lontana da loro, dai tuoi amici, se poi stai male? se poi ne senti la mancanza?"
E Lei, con il cuore che batteva all'impazzata, lo rassicurò, non sarebbe andata dall'altro capo del mondo, avrebbe conosciuto altri amici, e soprattutto, se avesse voluto vedere i suoi amici, o i suoi cari, 600 km erano sopportabili. Avrebbe resistito, ma non poteva chiedergli di venire a stare da Lui, una convivenza a pochi mesi di distanza dalla loro conoscenza...era troppo.

"Tu qui ti trovi bene? Ti senti a casa? Ti trovi a tuo agio? Ti muovi con scaltrezza tra queste quattro mura? Se è così vieni a stare qui, l'ultima cosa che voglio è che tu stia male per la lontananza dalla tua vita di sempre."

E così Lei prese la decisione. Avrebbe cercato lavoro su. Si sarebbe immersa in questa nuova avventura.

Prenotò il treno e a pochi giorni di distanza tornò a casa sua, dalle sue amiche, dalla sua famiglia.

Come in tutti i viaggi, un vuoto le cresceva dentro appena si allontanava da Lui. Avrebbe dato tutto pur di sapere se anche Lui si sentiva così.

Giunta a casa, nascose le lacrime e abbracciò i suoi cari, mascherò quel dolore che sentiva tenendosi impegnata.

Cercò di sbrigare tutte le faccende rimaste in sospeso in quel mese di assenza, e intanto si guardava intorno. Uno sguardo sugli annunci lavorativi al nord e uno sguardo a quelli del centro. Ma la mente era già proiettata verso un futuro che mai avrebbe immaginato, spostarsi dalle sue radici, vivere a stretto contatto con l'uomo che amava...

Qualche giorno prima del suo compleanno, a cena con le sue amiche per programmare un festeggiamento che Lei non voleva, Lui la chiamò e le chiese di parlare con una sua amica.

Finita la telefonata Lei provò a chiederle cosa si fossero detti, ma la sua amica con un gesto, le fece capire che non sarebbe uscita una singola parola. Sarebbe stata una sorpresa.

Arrivato il giorno del suo compleanno, le sue amiche la festeggiarono nel solo modo in cui erano in grado di fare, facendola sentire speciale come pochi, standole vicino, sorprendendola come tutte le volte.

Quando spense le candeline la sua amica si avvicinò e le diede un bacio sulla guancia e le disse "questo te lo manda Lui, certo non è lo stesso, ma mi ha detto di farti sapere che ti vuole bene e che avrebbe voluto essere qui con te."

Lei sorrise, rimasta spiazzata dal gesto e segretamente delusa dal fatto che Lui non fosse riuscito, o che non avesse nemmeno pensato di farlo, a scendere. Ma non disse nulla, le sue amiche erano contente, la vedevano con gli occhi innamorati e non voleva spezzare quella piccola magia.

Di li a qualche giorno Lei sarebbe tornata su, questa volta non ci sarebbero stati treni o aerei a fermarla. Avrebbe affrontato il viaggio in auto, così da poter avere la facilità di muoversi tra quei paesini del nord, sarebbe stata autonoma in tutto, e avrebbe potuto cercare seriamente un lavoro.

Era pronta per il grande salto nel buio.

 
 
 
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Un blog di: whenAngelsDie
Data di creazione: 12/03/2010
 

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