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febbraio - marzo 2010

Post n°23 pubblicato il 18 Maggio 2010 da whenAngelsDie

Stette lontano da lui solo pochi giorni, anche se le sembravano un' infinità.

Ma a metà marzo sarebbero iniziati i lavori di ristrutturazione, quindi serviva la sua presenza in casa... avrebbe dovuto inscatolare tutta la sua roba, e ne aveva tanta, trovare un compromesso per la scelta di pavimenti, termoarredi, mattonelle, mobili e tutto ciò che comportava rivoluzionare casa, compresa la sua camera.

Riuscì a stipare quasi tutte le sue cose, tante le gettò nel cassonetto, ormai erano ricordi che nemmeno le appartenevano più.

Si tenne da parte l'occorrente per partire, si preparò la valigia e finito di impacchettare si diresse nuovamente in stazione.

Erano i primi di marzo quando lasciò casa sua ancora "integra".

Giunta a destinazione, Lui l'attendeva in auto, si salutarono con un enorme abbraccio.

Ogni volta che lo vedeva, il cuore le esplodeva, sembrava volesse uscirle dal petto per quanto batteva forte.

Passarono i giorni, Lei continuava a mandare curriculum, mentre cercava di rendersi utile. Lui lavorava e Lei non voleva essere un peso, non voleva essere una mantenuta, così faceva quello che le era possibile fare, la spesa, rassettare casa, cucinare, tenere pulito e continuava a cercare un posto che le potesse permettere un'entrata economica.

Un venerdi Lui le inviò un sms chiedendole se voleva uscire.
Lei programmò la serata in base all'orario in cui di solito Lui rincasava, così si prefisse dei compiti. Avrebbe finito di sistemare le faccende domestiche e per le 21 sarebbe stata pronta ad uscire, l'ora in cui Lui sarebbe rincasato.

Ma Lui rincasò due ore prima quella sera.

Lei non fece nemmeno in tempo ad avvicinarsi a Lui per salutarlo che le chiese come mai non fosse ancora pronta.
Era visibilmente risentito.

Lei si sentì in colpa per non aver previsto il suo ingresso prima, e allo stesso tempo si sentì frustrata. Lui non l'aveva nè salutata nè tantomeno aveva notato che aveva tirato a lucido casa, aveva solo pensato che Lei non fosse ancora pronta.

Tentò di avvicinarsi per salutarlo, e Lui le porse solamente la guancia. Così tornò al piano superiore risentita del gesto, e finì di asciugarsi i capelli.

Passarono circa 20 minuti quando Lei riscese. Lo trovò addormentato sul divano.

Sapeva cosa voleva dire. Era già successo di doverlo svegliare perchè addormentato sul divano o sopra le coperte, e sapeva che nel dormiveglia, ogni volta che si tentava di risvegliarlo, rispondeva male, con tono accusatorio o scocciato.

L'osservò qualche secondo, e decise di provare. Lei voleva uscire, sapeva che Lui voleva uscire, e, anche se si era figurata una serata perfetta, una di quelle da passare insieme, divertirsi, tornare tardi e magari concludere in bellezza la serata tra le braccia di Lui, anche se sapeva che quello che si era immaginata ormai era svanito, si avvicinò a Lui.

A niente servirono i baci, le carezze, le coccole, le parole sussurrate...provò più di una volta a svegliarlo, ma dopo l'ennesimo "si ora mi alzo" con tono pesante, si voltò e tornò al piano superiore, si stese sul letto ancora vestita e, nel silenzio più totale, si mise a fissare il soffitto.

Pochi secondi dopo, sentì il russare di Lui provenire dal piano di sotto. Accese la tv di sottofondo, non l'aveva mai disturbata il russare, entrambi avevano il sonno pesante ed entrambi russavano, ma in quel momento era infastidita della serata andata in fumo. Prese il libro che aveva con se e si mise a leggere.

Quando chiuse le pagine, con gli occhi stanchi, guardò l'orologio e vide che era mezzanotte passata. Si svestì, e tentò un'ultima volta l'impresa.

Scese giù, provò a svegliarlo, provò a dirgli di venire almeno a dormire sul letto, ma non servì a nulla. Lui si voltò verso la parete e continuò a dormire.
Lei, delusa, tornò in camera da letto. Le coperte coprirono il volto e le lacrime che scendevano senza poterle controllare.

Non riusciva a capire dove avesse sbagliato, perchè fosse andato tutto storto e soprattutto non riusciva a capire perchè diavolo Lei si sentisse in colpa se non aveva fatto nulla di sbagliato.

Si addormentò piangendo, sperando di risvegliarsi il mattino seguente tra le braccia di Lui...

 

 
 
 
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Un blog di: whenAngelsDie
Data di creazione: 12/03/2010
 

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