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fine marzo 2010

Post n°28 pubblicato il 24 Maggio 2010 da whenAngelsDie

Cercò di ragionare a mente fredda.
Fece passare un giorno, due...
Poi riprese in mano ciò che aveva letto, ciò che aveva visto. Cominciò a mettere a confronto le date.

Aveva scoperto che Lui aveva avuto rapporti con altri uomini, con trans, con coppie. Ma da quello che stava vedendo, le date non portavano oltre luglio 2009.

Lui era tornato l'uomo che aveva conosciuto, l'uomo che amava, quella persona affettuosa, un po' sulle sue, dolce, tenero e apprensivo quanto basta, con voglia di fare e di vivere. Almeno ai suoi occhi.
Restava però sempre quel pallino nella sua testa, la sua fiducia verso di Lui era stata minata, e il non fare l'amore accentuava i suoi dubbi. Ma rimaneva pur sempre una donna acciecata dall'amore, decise così di andare avanti, vedere se fosse cambiato qualcosa, anche perchè una delle ultime volte che avevano discusso della faccenda, dopo averle detto che non facevano sesso perchè Lui era stressato, stanco del lavoro, le disse che lo stress per la sentenza lo stava svuotando. Non aveva voglia di uscire, la mente era sempre piena di pensieri e non riusciva ad essere completamente se stesso.

Il giorno della sentenza arrivò.
Lei lo accompagnò, lo attese in auto. E quando si concluse, Lui arrivò col volto meno teso della mattina stessa, più sollevato, rilassato.
La guardò e le disse :"Mangiamo fuori? Andiamo al giapponese, ti faccio conoscere un posto dove prima andavo spesso, si mangia bene. Ho bisogno di rilassarmi"

Lei era felice di vederlo più rilassato, era felice di andare a pranzo con Lui. Era felice, e speranzosa.

Tornarono a casa dopo pranzo, Lui ricevette una telefonata di lavoro che gli portò via due ore e tutta la serenità che si era riconquistato. Si stese sul letto, le chiese di venirgli vicino, le fece due coccole e prima di addormentarsi le disse che due giorni dopo sarebbe dovuto partire nuovamente per lavoro. Solo 24 ore, ma gli dispiaceva lasciarla sola.
In quei due giorni passarono tutto il tempo a loro disposizione insieme, Lui la riempiva di coccole e attenzioni, ma non andava comunque mai oltre i preliminari.

Quella situazione cominciava a starle stretta, e il peso lo sentì anche il 27 marzo, giorno dedicato all'ora della Terra.
Era la situazione ideale, spensero tutte le luci, i computer, la tv. Lasciarono la finestra aperta che filtrava la luce della luna, non servivano nemmeno le candele. Si sdraiarono sul letto, e come una coppia di liceali alle prime armi, cominciarono a scherzare, a "fare la lotta" a farsi i dispetti. Era la situazione perfetta. Lei aspettava solo il momento adatto.

Ma non arrivò mai. Dopo essersi stuzzicati a vicenda, invece di fare l'amore Lui si alzò, si affacciò alla finestra e le disse che anche i vicini avevano spento tutto, le disse di guardare la luna, le chiese quante persone stavano seguendo l'ora della terra. Lei rimase sdraiata, si voltò e gli diede le spalle.

Era delusa, ferita, confusa. Voleva piangere, sfogarsi, ma al tempo stesso non voleva che la vedesse così. Lei era forte, non poteva crollare davanti ai suoi occhi.

Il lunedi lei sarebbe dovuta tornare nella sua città, le elezioni, i lavori di ristrutturazione, tutto questo le avrebbe portato via del tempo da passare con Lui a tal punto che non sapeva quando sarebbe tornata.
Domenica sera Lui la portò a cena fuori, la portò in un locale aperto da poco da amici suoi, glieli presentò e tra una chiacchiera e l'altra uscì fuori che Lei cercava lavoro. Uno dei soci le chiese cosa sapeva fare, e subito dopo le disse di portare il curriculum.
Lei lo aveva con sè, lo prese, glielo mostrò. Lui prese il pezzo di carta, le disse di andare a parlare nella seconda saletta.

Non guardò nemmeno cosa ci fosse scritto nel curriculum, le chiese quali erano le sue esperienze, e dopo pochi minuti di colloquio le disse: "Lunedi inizi la prova"

Lei entrò nel panico, stava cominciando a balbettare. La gioia di aver forse trovato un posto era divisa dagli impegni presi in precedenza. Disse che quel lunedi sarebbe dovuta scendere per le elezioni, che avrebbe trovato un modo per risalire il prima possibile. Il proprietario la rassicurò, le disse di fare ciò che doveva fare e fargli poi sapere quando sarebbe tornata in nord Italia.

Chiamò subito la madre, era emozionata, le raccontò quello che era successo, e si mossero entrambe per trovare un treno che la riportasse su il più in fretta possibile.

Lunedi mattina presto salutò Lui, prese il treno senza nemmeno l'intralcio di una valigia.

In 24 ore sarebbe tornata su, una nuova avventura stava per iniziare...nella sua città avrebbe raccolto tutto il necessario per lavorare, qualche cambio in più, i vari documenti, finì di inscatolare le sue cose, si prese del tempo per salutare le sue amiche e ripartì...

 

 
 
 
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Un blog di: whenAngelsDie
Data di creazione: 12/03/2010
 

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