Ich lebe, ich sterbe

io vivo, io amo, io muoio

 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Maggio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31
 
 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 1
 

 

« aprile 2010aprile - maggio 2010 »

aprile 2010

Post n°32 pubblicato il 27 Maggio 2010 da whenAngelsDie

Quando tornò dal viaggio di lavoro la salutò con un semplice bacio sulla guancia, come se fossero due amici.

Lei si sentì sprofondare di nuovo, come ultimamente le capitava ad ogni gesto che Lui faceva.

Decise che quella sera, tornata dal lavoro, se Lui fosse stato in casa gli avrebbe parlato. Nè sonno, nè stanchezza nè altro avrebbero retto come scusa. Doveva affrontarlo.

Stranamente, Lui era a casa quella sera, già sotto le coperte.

Prese un respiro, e salì in camera.

"Com'è andata al lavoro?" chiese Lui, ormai era diventata una domanda di rito.

E Lei, si stese accanto a Lui, appoggiò la testa sul suo petto e fu accolta in quell'abbraccio che ormai non le dava più calore. Gli chiese come stava, se gli era passato il malumore e prese la palla al balzo per i chiarimenti.

"Posso chiederti una cosa? Sei sicuro di volermi qui con te? Sei ancora convinto? Sembra che tu ti sia stufato di me, sei distante, distaccato. Ogni volta che provo a parlarti diventa una discussione. Se sei di malumore non vuoi parlare perchè poi ti sale la rabbia, se non lo sei, non vuoi parlare dei problemi che ti affliggono perchè poi dici che ti tornano in mente e ti torna il malumore. Io non so più che pensare. Se provo ad avvicinarmi, non ricevo risposte, sembra che debba sempre cercare io un bacio, un gesto affettuoso. Sono mesi che non mi sfiori nemmeno, sembra che ti dia fastidio anche solo un contatto pelle con pelle. Non abbiamo rapporti da tempo e la cosa mi fa pensare che io non ti piaccia come tu dici. Eviti di stare a casa, tranne che per dormire. Ho provato a 'mettere il muso' per vedere se avessi delle reazioni, e l'unica che ho visto è stato il broncio perchè io avevo il broncio."

Aveva le lacrime che non riusciva più a contenere. Scoppiò a piangere mentre Lui la stringeva a sè. Non voleva farsi vedere in quello stato, si girò di spalle ma il pianto a singhiozzo non riusciva a controllarlo.

Lui, dopo averle detto di aver scelto la "serata giusta" per parlare, come se ce ne fosse mai stata una, con il male alla spalla che aveva, con lo stress sul lavoro, con la stanchezza...le disse che Lui le voleva un bene immane, che si era affezionato a Lei (affezionato? a quella parola lei si sentì un animaletto domestico), che era solo un periodo (l'ennesimo pensò Lei) in cui era stressato, in cui entrambi erano stressati dal lavoro, che si vedevano poco ma che Lui ci teneva tantissimo a Lei e voleva che Lei stesse bene. Le disse di girarsi verso di Lui, di accoccolarsi tra le sue braccia e le chiese:

"come faccio a farti addormentare?"

Lei rimase basita, spiazzata. Che razza di domanda era? Alzò lo sguardo verso di Lui, che aveva già gli occhi semichiusi, con una mano gli prese il volto, voleva guardarlo negli occhi. "Che domanda è?"

"Beh tu mi fai le coccoline, mi fai addormentare, io non riesco mai a farti rilassare, una volta con le mie coccole ti addormentavi tranquilla"

Lei si trattenne dal dirgli che ci voleva ben altro per farla rilassare, mentalmente aveva bisogno di sicurezze, quelle sicurezze che all'inizio della loro storia stavano prendendo forma, quelle sicurezze che ora le scivolavano dalle mani e fisicamente aveva bisogno di altro che due carezze prima di addormentarsi. Gli disse solo che una volta, quando Lui la coccolava, non si addormentava nel giro di pochi minuti. Che le coccole che le faceva una volta non erano semplici carezze sul volto come se fosse un gatto.

Lui la prese con sè, la strinse a sè in un abbraccio e dopo due soli minuti si era già addormentato.

Una fitta allo stomaco la colpì, come se fosse una coltellata. Aspettò qualche istante, scostò il braccio di Lui dal suo collo, scivolò dalle coperte, prese il cuscino, e andò a dormire sul divano. Almeno lì si sarebbe potuta addormentare piangendo senza paura di svegliarlo.

 
 
 
Vai alla Home Page del blog
 
 

INFO


Un blog di: whenAngelsDie
Data di creazione: 12/03/2010
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

ULTIME VISITE AL BLOG

ludio65mattia.101vedaSinCeremauroguidi17artoswhenAngelsDiesybilla_cblumare77lagatta2008_2008aupazlogicteksognoancorablunon_fatevi_burlarepsicologiaforense
 

CHI PUÒ SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti gli utenti registrati possono pubblicare commenti.
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963