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aprile - maggio 2010
Post n°33 pubblicato il 05 Giugno 2010 da whenAngelsDie
Il mattino dopo Lui la svegliò con un bacio, non le chiese perchè era andata a dormire sul divano, le disse solo che andava al lavoro e si sarebbero sentiti in serata nel caso volessero uscire. La salutò e chiuse la porta dietro di sè. Lei era ancora intontita dalla nottata passata in bianco, aveva dormito ben poco, e male e la sensazione che qualcosa non andava era rimasta incagliata dentro di sè. Mise su il caffè nella speranza che l'aiutasse a svegliarsi, ma niente, quella scossa non arrivava. Era stremata, fisicamente a pezzi e moralmente a terra. Si preparò per andare al lavoro e cercò di non pensare. Passarono due, tre giorni in cui Lei era confusa, combattuta tra il cercare di parlargli o il vedere se l'avesse fatto Lui di sua spontanea volontà...cercava di mascherare quei pensieri, cercava di rimanere sempre la stessa agli occhi di Lui, che era tornato l'uomo che aveva conosciuto, l'uomo di cui si era innamorata. Premuroso, dolce, affettuoso, era di nuovo Lui. Fece l'errore di "passarci sopra", evitò così le discussioni, il malumore, e decise di guardare avanti, pensando che fosse solo un momento passeggero, che le incomprensioni in una coppia ci sono e ci saranno sempre ma non possono minare il rapporto. Fece l'errore di non riprendere l'argomento. Venerdi sera, Lei era al lavoro quando Lui la chiamò, le chiese se ne aveva per molto, se voleva fare qualcosa più tardi. Lei aveva voglia di uscire, voleva svagarsi, vedere gente che non vedeva da qualche tempo, da quando aveva ripreso a lavorare le uscite serali si erano drasticamente portate a 0, e, anche se era il gruppo di amici di Lui, Lei aveva voglia di vederli, di fare quattro chiacchiere, di bere qualcosa e stare in compagnia. Lo avrebbe chiamato quando staccava, e lo avrebbe raggiunto dopo una doccia. Staccò alle 22.40 quella sera, appena salita in auto lo chiamò. Il telefono squillava a vuoto. Riprovò due volte ma nessuna risposta. Gli lasciò un messaggio "Sono uscita ora, torno a casa mi faccio una doccia e ti richiamo cosi mi dici dove raggiungerti" Rientrò in casa, corse sotto la doccia così da fare il più in fretta possibile, e quando ne uscì controllò se sul cellulare c'erano chiamate. Nessuna chiamata, nessuna risposta all'sms mandato 40 minuti prima. Provò a richiamare invano, il suo telefono ora era irraggiungibile. Si asciugò i capelli, si vestì, si preparò per uscire sempre controllando lo schermo del telefono. Vide l'ora, era ormai mezzanotte passata. Guardò le scarpe, con le chiavi in mano, indecisa se uscire lo stesso. Lasciò le chiavi sul tavolo, rinunciò ad infilarsi le scarpe e si diresse in camera. Era demoralizzata, non sapeva cosa fosse successo, perchè Lui non rispondesse anche se si erano dati un appuntamento. Non voleva piangere, non voleva star male, ma non riuscì a frenare quel magone che sentiva dentro mentre si cambiava per la notte. La serata era stata annullata dal silenzio di Lui. Mentre si stava svestendo arrivò un sms di Lui. "Avevo il cell nella giacca e non l'ho sentito. Che vuoi fare?" Non si era nemmeno preso la briga di chiamarla. "nulla, ormai è quasi l'1. me ne vado a dormire" rispose Lei via messaggio, non aveva la forza di chiamarlo. Poi spense il telefono e si mise sotto le lenzuola. |


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