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LA PORTA ALCHEMICA

La Porta Alchemica, detta anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli, è un monumento edificato tra il 1655 e il 1680 da Massimiliano Palombara marchese di Pietraforte (1614-1680) nella sua residenza, villa Palombara, sita nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino. La villa che ora non esiste più, si trovava vicino piazza Vittorio, dove oggi è stata collocata la strana porta. La Porta Alchemica è l'unica sopravvissuta delle cinque porte di villa Palombara, sull'arco della porta perduta sul lato opposto vi era un iscrizione che permette di datarla al 1680, inoltre vi erano altre quattro iscrizioni perdute sui muri della palazzina all'interno della villa.

 

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Le grandi madri

Post n°47 pubblicato il 02 Aprile 2009 da AlessioFerrazzoli
 

Nella storia  furono venerate numerose dee che proteggevano le madri partorienti e  i loro figli appena nati. Queste dee erano le grandi madri, presenti in tutte le culture. Le dee  fin dal paleolitico rappresentavano la vita e la morte. La donna portando la vita,  porta anche la morte nel mondo. In principio Dio era donna! L'uomo da sempre si prostra difronte ad una nascita o se vogliamo difronte alla creazione di una nuova vita. La grande dea madre era una costante universale come lo è la donna ancora adesso (l'unica capace di dare la vita) . Le dee avevano nomi diversi e venivano venerate in tutto il mondo, come: Ishtar, Kali, Eva, Tlazolteotl, Sheila na Gig.   o sono dee-levatrici come Artemide-Diana, Lucina, Egeria, la lappone Madder-Akka o ancora sono dee creatrici come l’australiana Kunapipi, ( il serpente arcobaleno) Gea,   l’africana Mawu, o la sumera Mami . Secondo i vari culti a loro dedicati, queste divinità regolavano e controllavano  le emozioni che si manifestavano nei momenti rituali di passaggio, tra i quali la maternità rivestiva e riveste ancora oggi per le donne un ruolo centrale. Riflettendo sul fatto che che la donna genera la vita solo con l'apporto del seme maschile è possibile inquadrare questa unione come vertice massimo della sacralità, la procreazione, dare la vita, quindi essere realmente madre e padre, gettare le basi per la continuazione della vita dell'umanità. L'immagine di Dio è quindi l'uomo e la donna insieme, un'unione che rappresenta il culmine della spiritualità e del potere creatore proprio del genere umano, che tocca la sua massima espressione con il parto e quindi con la creazione di vita intelligente e dotata di una anima spirituale.

 A questo proposito consiglio di leggere  il piccolo testo di Laura Rangoni " La grande madre", Il culto femminile nella storia, XENIA edizioni Milano 2005. Il testo è scorrevole e di facile comprensione, è un viaggio a ritroso nel tempo che ci riporta alle nosrte origini. Sono convinto che questo breve testo sia un'ottimo modo per avvicinarsi all'antico culto della grande Dea. Nella foto in alto  la  Dea del parto Atzeca. Tratto dallo stesso testo:"Possiamo affermare con assoluta certezza che fin dall'inizio dei tempi la Grande Madre ha accompagnato il lento evolversi dell'uomo.. Quel dio padre che tanta parte ha avuto nella storia, quello in nome del quale sono stati compiuti innominabili misfatti, dalle crociate allo sterminio degli Indios pagani, dalla persecuzione delle donne alle aberrazioni poste in atto dall'Inquisizione, è un'invenzione che risale , tutt'al più, a 3.000 anni a.C. Precedentemente approssimativamente dal 30.000 a.C. al 3.000 a. C. vi era solamente la Grande Dea". 1]

1]Laura Rangoni "La grande madre" Il culto femminile nella storia XENIA edizioni Milano 2005. pag. 3

 
Rispondi al commento:
Hiram.sc
Hiram.sc il 09/04/09 alle 09:46 via WEB
come sempre è bello leggerti... e i tuoi temi sono per me spunti per nuove riflessioni. Uu abbraccio forte in questo momento propizio alla memoria dei nostri cuori.
 
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L'abbazia di San Galgano, dalle marcate caratteristiche architettoniche gotico-cistercensi, fu costruita a partire dal 1218 e poco lontano dalla Rotonda. L'edificio è imponente e testimonia, così, la diffusione ed il grande seguito del culto di san Galgano. L'abbazia raggiunse, nel XIV secolo, una grande potenza, anche grazie alle immunità ed ai privilegi concessi da vari imperatori, tra i quali Federico II, ed alle munifiche donazioni ricevute; a ciò si aggiunse l'esenzione dalla decima da parte di papa Innocenzo III. La ricchezza raggiunta nel Cinquecento fu tale da scatenare una contesa tra la Repubblica di Siena ed il Papato, che portò nel 1506 ad un interdetto del papa Giulio II contro Siena, che resistette ordinando ai sacerdoti la celebrazione regolare di tutte le funzioni liturgiche.

 

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