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LA PAROLA AL PRESIDENTE

Post n°36 pubblicato il 03 Settembre 2006 da AndreaL84
 

Dal 2000 è al di sopra delle parti per tutto ciò che concerne Nuoto, Tuffi, Pallanuoto, Nuoto Sincronizzato e Salvamento; e ancora oggi, a sei anni dalla sua prima elezione, mantiene il ruolo di presidente della FIN, grazie ad un plebiscito (89% dei voti) che lo lasciò al suo posto nel 2004. E nel mentre assolve anche altri compiti, quali componente di svariate Commissioni, membro della giunta CONI e Senatore del Parlamento Italiano, ruolo per il quale è noto ai più. Stiamo parlando ovviamente di Paolo Barelli.

Il legame tra Barelli e gli sport d’acqua inizia però molto prima della sua elezione a Presidente. Infatti, a parte i suoi vari incarichi burocratici, il sito ufficiale della FIN ricorda i risultati del Barelli nuotatore: partecipazione alle Olimpiadi del ’72 e del ’76 una finale olimpica nel ’76, un bronzo ai Mondiali del ’75 (prima medaglia italiana nel nuoto maschile), venti titoli italiani e ventidue primati nazionali in carriera. Ma a noi appassionati del mondo del Lifesaving interessa maggiormente la sua partecipazione ai Mondiali di Salvamento del 1981, disputatisi a Sofia. In quell’occasione l’Italia ottenne un importante terzo posto nella Classifica a Squadre maschile, dietro la Bulgaria e la Polonia, i due Paesi dell’Est Europa che in quel periodo comandavano la scena del Salvamento mondiale: un terzo posto – dicevamo – importante, in quanto, dopo un periodo buio per la Nazionale Italiana, fece da apripista al ritorno azzurro ai vertici che ci sarebbe stato qualche anno più tardi. La squadra che salì sul podio era composta, oltre che dall’attuale Presidente, anche da Giorgio Lalle, un altro ex nuotatore che iniziò l’avventura del Salvamento, e da Roberto Bonanni, che in quel campionato iniziò i suoi otto anni di Nazionale, dopo i quali continuerà a restare nel mondo del Salvamento. Paolo Barelli diede il suo contributo con il nono posto nel Tetrathlon (per i più giovani, il Tetrathlon era la graduatoria nella quale ad ogni atleta corrispondeva la somma dei punteggi acquisiti nelle quattro gare disputate): le sue migliori prestazioni furono il settimo posto nel Lancio del Salvagente (20,53m) e il medesimo piazzamento nel Nuoto con Ostacoli (2’12”8, un tempo che oggi ci sembra alto, ma ricordiamoci prima di tutto che eravamo agli inizi degli anni ’80 e che a quei tempi il sottopassaggio era lungo due metri e mezzo, per cui si necessitava di almeno un paio di remate subacquee per superarlo). “Erano altri tempi”, commenta il Senatore, “Allora il Salvamento era più un’attività pionieristica che una realtà sportiva come il Salvamento odierno. Vi era difatti una divisione tra il Salvamento in piscina [che allora constava di sole quattro gare: Nuoto, Lancio, Trasporto e Battello; ndr], che era quello conosciuto da noi,  e le gare in Acque Libere, prerogativa dei paesi che si affacciano sugli Oceani, che in quel periodo facevano capo ad un’altra Federazione Mondiale di Salvamento.” Ma poi anche gli Italiani si trovarono a doversi cimentare nelle gare oceaniche, pagando l’inesperienza rispetto ad altre nazioni. Ma il Presidente nota: “Stiamo vedendo in questi ultimi anni dei miglioramenti sempre maggiori degli atleti italiani nelle gare oceaniche, e questi sono indubbiamente segnali positivi per quanto riguarda l’attività internazionale. Anche perché c’è grande fiducia nel lavoro che stanno svolgendo il Commissario Tecnico Antonello Cano e il Responsabile della Giovanile Gian Paolo Longobardo.” E il pensiero corre ad Anzio e Ostia, alla Nazionale Juniores: “E’ un gruppo che vedo bene e che è sostenuto dalla Federazione locale, la nostra.” E ci riallacciamo ai miglioramenti italiani in acque libere.

Mentre Paolo Barelli dice queste parole, nell’ambiente circostante, il pittoresco lungomare partenopeo di via Caracciolo, si sono appena concluse le premiazioni dei 10km femminili, gara del Campionato Mondiale di Nuoto di Fondo. Le gare di 10km, vuoi per l’interesse che suscitano, vuoi per la curiosità dei passanti, o vuoi semplicemente per il bel tempo, hanno avuto una discreta affluenza di pubblico (che sarà anche maggiore in occasione dei 25km maschili), indice del fatto che il Nuoto di Fondo allarga la sua cerchia di spettatori. E il Salvamento? “Stiamo cercando di avvicinare anche il Salvamento al grande pubblico e gli Europei di Anzio e Ostia ne sono un’occasione. Al momento non possiamo fare di più.” E che ci si propone di fare in futuro? “Di portare sempre più il Salvamento tra la gente, anche pubblicizzando la figura dell’Assistente Bagnanti, che – ricordiamo – è la figura-base di questo sport. Quindi insistere su quello che è il legame tra l’attività agonistica e la finalità sociale per la quale questo sport è nato.” Pertanto il famoso binomio Salvamento-Salvataggio è tutt’altro che labile, anzi, al contrario, rimane ancora vivo: e se lo dice il Presidente…

 

Andrea Longobardo

 

 
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