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Creato da: r.capodimonte2009 il 13/10/2009
attualità, politica, cultura

 

 
« Stanno cucinando per ben...Berlusconi detta, Renzi ... »

Per costruire una casa d'argilla ci vogliono da capo le "larghe intese", rivedute e corrette

Post n°715 pubblicato il 23 Gennaio 2014 da r.capodimonte2009
 

Mentre l’edificio di argilla di Matteo Renzi, incominciato dal tetto, tenta disperatamente di crescere, attraverso l’ “espertize” dei famosi ingegneri che frequentano il nostro Parlamento, la situazione politica, economica e morale del Paese s’aggrava di ora in ora. Nulla cambia nel panorama di caos e confusione, a forti tinte drammatiche, per tutta la serie di negatività che l’agenda dell’”uomo della provvidenza” continua pedissequamente ad ignorare: disoccupazione, crollo della domanda, pressione fiscale, welfare, sanità, corruzione, territorio, ambiente e soprattutto rapporti con l’UE.

Vuoi vedere che sarà tutto rimandato a dopo il semestre europeo, cioè si realizzerà la solfa che Napolitano e Letta avevano predisposto ancor prima dell’ “abboccamento delle larghe intese” sindaco-Cavaliere? Come chiamare, altrimenti un accordo firmato da Forza Italia, PD e NCD, cioè gli stessi soggetti che, “tranquillamente” governano il Paese ormai da due anni?

Cosa volete che importi a costoro se l’ “immondezzaro d’oro” Cerroni, detto “il Supremo” ha da capo scoperto i sepolcri imbiancati di un’intera classe politica, nazionale e regionale, assiduamente prostrata a caccia di prebende e favoritismi, mentre il suo impero cresceva, in Italia e all’estero, e si moltiplicava in base ai soliti meccanismi, corruzione, concussione, evasione fiscale? Attraverso la mega-discarica più vasta d’Europa, che ovviamente è stata portata all’attenzione dell’opinione pubblica, una volta che i buoi fossero fuggiti dalle stalle (cioè i ladrocini perpetrati fossero tutti al sicuro!), sono stati “influenzati”, si fa per dire, un po’ tutti, dai falsi ecologisti, come Edo Ronchi e Ermete Realacci,  a certe fondazioni “onlus” di vario colore, fino agli amministratori pubblici, che avevano il compito, come nella Terra dei Fuochi, di girare la faccia da un’altra parte, e ricevere il conquibus.

Cosa volete che importi a costoro se 15 banchieri, con in testa l’ex ad di Banca Intesa ed ex-ministro Corrado Passera, l’ex-presidente del cda Giovanni Bazoli, l’ex-presidente del cdg Enrico Salza, l’ex-vice-presidente Giampiero Bracchi, e, udite udite, Giovanni Gorno Tempestini, ex-ad di Banca Caboto (ora Banca Imi partecipata di Banca Intesa), oggi ad di Cassa Depositi e Prestiti, che il Governo sta “assaltando” per privatizzare (pensate con quale serietà e chiarezza!), sono tutti coinvolti in un’indagine della Procura di Trani, per “truffa aggravate e continuata e concorso in abusivismo finanziario”? C’hanno fatto, poveretti? Hanno truffato con 700.000 € di prodotti derivati a garanzia di un mutuo, poi rivelatosi tombale, una grossa azienda edile pugliese, che nell’operazione ha perduto 100.000 €, guadagnati dalla Banda Bassotti in oggetto. Per non parlare dell’inchiesta sulla Carige, dove i dirigenti hanno falsificato i bilanci, nascondendo, ad imitazione con quanto fatto al MPS, 700 milioni di perdite.

Cosa volete che importi a costoro se il famoso progetto Expo 2015 sta andando a ramengo per il fatto che alcune delle maggiori aziende edili italiane, per altro implicate in inchieste e turbative, come la Gavio, si sono impantanate nella realizzazione di un “labirinto” autostradale (Serravalle, Pedemontana, ecc.), che è solo in minima parte legato alla mega-manifestazione, tanto cara al Presidente Napolitano, e adesso i soldi per la sua realizzazione sono già finiti, e le banche impelagate non hanno alcuna intenzione (o non possono, come il MPS) di incrementare i loro fidi già traballanti? E che tutta la politica collusa, dalla Lega, a Forza Italia, a NCD al PD ne hanno ricevuto prebende a non finire, che ora gli imprenditori, però, rivogliono indietro? La domanda è:  perché i più contrari a questa “asfaltatura selvaggia” sono proprio i sindaci, mentre né gli ambientalisti né i sindacati hanno pronunciato sillaba? Neppure quando, per realizzare 114 chilometri di pista riciclabile (non stiamo scherzando) è stata disboscata, senza colpo ferire, un’area di piante ad alto fusto del valore di 1 milione di €, facendone legna da ardere?

Cosa volete che importi a costoro se la compagnia araba Etihad ha minacciato di ritirarsi dalla trattativa pro-Alitalia (dove cassa Depositi e Prestiti ha offerto una regalia di 78 milioni di € a fondo perduto!) se non saranno eliminati esuberi per 2.000 lavoratori, e perciò, se si vuole cucinare questa frittata, occorrerà mettere in campo 1.500.000 ore di cig, , più 500 esodati? E per poter fare questo, il buon Saccomanni dovrà mettere mano, ancora una volta, al libro del Debito Pubblico, che, dal 2010 al 2013 è salito da 1.876 a 2106 miliardi? E’ questo forse il motivo per cui Air France ha voluto tagliare la corda? Perché questo baratro di miliardi non lo facciamo pagare al Cavaliere, a Gnudi, Colanninno & C. che vollero tenersi l’Alitalia, per poi vederla ridotta peggio di prima?

Cosa vuoi che importi a costoro se l’impero oscuro di Equitalia abbia confessato, per bocca di sua malevolenza Attilio Befera, che aver distrutto il peso operativo di migliaia di aziende in difficoltà, mandandole a fallire, o milioni di famiglie in debito col fisco, azzerate nei consumi, ha prodotto qualcosa come 545 miliardi di insoluti in sofferenza, cioè mai incassabili, così elidendo tutte le statistiche “probabilistiche” d’incasso dell’evasione (che invece era elusione), ma anche di incrementi fiscali, fondative di tutte le cosiddette riforme ed investimenti fasulli dello Stato, portati avanti negli ultimi cinque anni? E che solo adesso ci si accorge che i 30 miliardi di vera evasione fiscale depositati in Svizzera, oltre a quella reale, che ammonta solo a 50 miliardi e non a 200 come mitizzato da sempre, e che è causata dall’inefficienza e dalla corruzione del nostro apparato di controllo, che attacca gli scontrini e si dimentica degli Armellini (1.649 immobili esentasse!), e delle aziende fantasma cinesi, sono l’ultima risorsa che gli resta, prima dello sprofondo?

Cosa vuoi che importi a costoro se ogni qualvolta si ingenera una bassa pressione in Italia occorre tremare di paura, perché il territorio e i piani regolatori sono stati affidati, per anni, ad amministratori disonesti ed inetti?

Cosa vuoi che importi a costoro se un giorno sì e l’altro pure, decine e centinaia di persone, vecchie e giovani, vengono uccise per la strada da criminali che, al posto della pistola guidano l’auto, e per loro la giustizia ha il valore di una beffa?

Cosa vuoi che importi a costoro se l’Italia ha due poveri ufficiali di Marina relegati in India, pur innocenti, da due anni, in attesa di giudizio, ridotti in quello stato vergognoso non tanto dalle arretrate e arcaiche leggi di quel paese medioevale, ma dall’improvvisazione, dalla noncuranza e dal menefreghismo autocrate dei nostri ministri e del nostro Presidente della Repubblica, i quali, al momento in cui li si volle trattenere a casa, per il pericolo che venissero condannati a morte, rischio adesso scontato, li obbligarono a ritornare  verso il capestro? Chi si assumerà la responsabilità di questo strazio?

Intanto, però a costoro importa molto restare seduti tranquilli nei loro seggi dorati e continuare ad incassare soldi: tanto per accordarsi sui tempi in cui la casa di argilla sarà terminata c’è ancora tempo. Tanto tempo. Un’eternità.  (R.SCAGNOLI)

PERLE DI SAGGEZZA

L’Unione Europea minaccia sanzioni contro il legittimo e democratico , Governo ucraino a causa delle manifestazioni di protesta, ormai giunte ad una vera e propria ribellione anti-russa, duramente represse dalle forze dell’ordine (che hanno dovuto impedire l’ingresso dei manifestanti negli edifici governativi).

Al contrario, l’Unione Europea finge di non vedere le dure repressioni poliziesche in Grecia, in Spagna e Portogallo, a causa delle ristrettezze economiche dettate dalla Troika, anzi avalla l’intervento dei consulenti militari tedeschi, presso quelle polizie, per indurire ancora di più gli interventi.

 

 

 

 

 
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