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Creato da: r.capodimonte2009 il 13/10/2009
attualità, politica, cultura

 

 
« L'incongruenza politica...I giovani italiani sono ... »

La democrazia al sicuro soltanto con la legge elettorale proporzionale

Post n°1599 pubblicato il 19 Giugno 2017 da r.capodimonte2009
 

Attenti, italiani, alle false nostalgie sulla legge elettorale maggioritaria! Badate alle ultimissime mosse di quel “demagogo, flagello della nostra storia”, che è Romano Prodi, il quale si mette in testa ad una nuova “coalizione” purchè si parli di questa infezione; la quale, sembra un paradosso, ma ha dato vita, dopo la vittoria grillina del 2013, al peggiore parlamento di tutto il Dopoguerra!

Guardate cosa sta accadendo in Francia, dopo che il 40% dei lobbisti e delle caste di potere, dopo aver organizzato, dall’interno, la disintegrazione dei partiti tradizionali, hanno dato vita ad un movimento, finanziato dai banchieri massoni, il quale si è subito fagocitato il meccanismo elettorale “truffa” (molto simile, se non peggiore di quello inglese), azzerando la potenzialità reale dei seggi delle opposizioni (tra cui il Front Nationale, che,  in base ad una legge proporzionale avrebbe ottenuto non meno di 100 seggi, e ora ne ha 5!)!

Tenete d’occhio la percentuale degli astensionisti, i quali stanno vomitando sull’andazzo di questa carneficina democratica (che colpisce più di tutti la sinistra, rea, come al solito, di non aver dato altro che mistificazioni, corruzione e trasformismi, e il popolo l’abbandona!), ma nulla potranno contro la “dittatura” che Macron si appresta ad instaurare in Francia, sotto dettatura della Germania, e che, non solo “normalizzerà” il lavoro, come già accaduto in Italia, ma scarnificherà il reddito dei cittadini, distruggerà ciò che resta della piccole e media impresa, e rafforzerà le più becere burocrazie, nazionali e locali!

Capite adesso perché c’è chi lotta spasmodicamente, nel nostro Paese, affinché la democrazia resti almeno una speranza, nel rappresentarsi secondo quelle forze politiche che, al di sopra di una giusta soglia, possano esprimersi liberamente, anche con le preferenze, in base alla proporzione dei voti ricevuti dal popolo? E, al contrario, c’è chi vorrebbe trasformare il nostro paese in un “macronismo di regime”?

A questo punto occorre rendersi conto che l’astensionismo italiano tocca orma il 55%, e continua a salire, sempre tenendo presente che del restante 45%, il 30% da solo è incorporato da un movimento che nulla ha a che fare con gli ideali francesi o tedeschi o americani, mentre il restante 70% è suddiviso tra destra, sinistra e centro, amalgamati in varie componenti “geneticamente modificate”!

A questo punto, di fronte alla improrogabile necessità vitale di mantenere la libertà, è più che logico che si pretenda una legge elettorale proporzionale, e che sia del tutto normale, colloquiare a livello di opposizioni, per tentare di fare gruppo, anche se non coalizione, per bloccare la canea che la gentaglia progressistico-massonica vorrebbe imporre anche in Italia. E che sia normale che il M5S, ad esempio, parli con la Lega, o con Sinistra Italiana, o con Forza Italia, e viceversa, e non debba esserci alcun ostruzionismo politico contro chi o che cosa, per studiare insieme le modalità di un eventuale “ritorno al potere” di chi lo merita per diritto di voto; e su questa modalità condivisibile, mettere in piedi un Governo, uno qualsiasi, purchè diametralmente opposto a quelli che si sono succeduti in più di venti anni!

Qualcuno si è dimenticato delle regola “magiche” sempre suggerite da Beppe Grillo, nell’ipotesi che sia il M5S a vincere le prossime politiche? Ci sarà un programma, ci saranno delle proposte, ci saranno delle condivisioni e delle contrarietà, tra chi vi si riconosce: cosa dovrà fare il movimento, comunicare via web o scriversi delle lettere, per evitare di incontrare Salvini, o chi altri sarà d’accordo su determinate tesi?

Ci sono nazioni, molto vicine all’Italia, che sono state per anni senza Governi, ma con un parlamento in cui “governava” una maggioranza, di volta in volta, coesa su determinate proposte e programmi: la Spagna, l’Olanda, il Belgio, l’Islanda (e la loro economia è fiorita!).

Molti “talebani con falce e martello”, che poi predicano l’alternatività dei Cinquestelle, tra destra e sinistra, ma in realtà sono nostalgici inveterati del social-catto-comunismo (la Cei ha rimbrottato il no grillino allo “ius soli”, più ferocemente della stessa Sinistra!), dovranno comprendere che l’Italia non diventerà mai una “repubblica sovietica”, al posto della “repubblica lobbistica”; casomai una “democrazia sociale”, in cui il popolo riacquisterà i propri diritti intangibili, basati sulla Costituzione, sia che esso si raffiguri in lavoratore, imprenditore, studente, malato, pensionato, disoccupato, incapiente, e dove la ricchezza, sperequata dalle caste, sarà equamente distribuita, senza che nessuno sia lasciato indietro, sia egli cittadino, sia egli immigrato integrato nella nostra società con regole costituzionali, e quindi soggetto giuridico.

Tutto il resto è ciarpame, che va scrollato via, pena il fallimento della battaglia politica più vitale di tutta la storia d’Italia! (ITALIADOC)

 

 

 
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