la vida
Cuanta pasiòn en la vida cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que vision pasionaria
trascendental!
Area personale
Davvero ci sono momenti in cui l'onnipresente e logica rete
delle sequenze casuali si arrende,
colta di sorpresa dalla vita, e scende in platea,
mescolandosi tra il pubblico,
per lasciare che sul palco,
sotto le luci della libertà vertiginosa e improvvisa,
una mano invisibile peschi nell'infinito grembo del possibile
e tra milioni di cose,
una sola ne lasci accadere
( oceano mare alessandro baricco )
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" baroliamo "
Non so se, nei vostri percorsi eno gastronomici, vi sia mai capitato di imbattervi in una bottiglia di Barolo , insieme al Brunello di montalcino fa la coppia dei vini rossi di maggior rilievo che si possa trovare in italia.
È un’esperienza unica ed intensa ; l’approccio che si deve avere è lo stesso che si usa verso un’opera d’arte, perché di questo si tratta, che piaccia o meno, che lo si capisca o meno .
quello che ci ritroviamo nel bicchiere è solo l’ultimo anello di una lunghissima catena , catena che lega la maestria dell’uomo, il favore del clima e del terreno, la tipicità di un’uva straordinaria ( il nebbiolo che a seconda dell'invecchiamento ci regala il vino omonimo o il barbaresco o il barolo ), il lento trascorrere del tempo in botti di rovere .
A tal proposto voglio riportarvi il pensiero di bartolo mascarello, il grande vecchio del barolo, ora scomparso, sommo sacerdote di un territorio e di un grande vino.
Domanda : come si gusta un buon barolo?
Risposta :
il procedimento che suggerisco io è lungo ma dà risultati sicuri. Si preleva dalla cantina il barolo di almeno sei, sette anni ( ma più vecchio è meglio è ) un giorno prima di consumarlo e lo si lascia riposare in un luogo fresco , sui 18 gradi. Si porta la bottiglia , delicatamente, in tavola e la si accarezza, a occhi chiusi : questo è importante, serve per entrare in sintonia con il vino. Si stappa e si versa in un bicchiere importante. Si porta ad altezza degli occhi e si ammira la tinta ( colore è estremamente riduttivo) rosso violacea, inimitabile, che nessun pittore del rinascimento saprebbe riprodurre. Quindi si richiudono gli occhi e si sentono con il naso gli aromi, in un barolo invecchiato troverà la violetta e le foglie di rosa appassita. Intanto si deve evocare , con voluttà, la visione di filari tranquilli e ordinati. A questo punto, ad occhi aperti, si gusta, lentamente. Se si rispettano queste procedure, la gioia al cuore è assicurata.
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buona settimana a tutti voi che passerete di qui, fa di nuovo freddo, piove e ci vuole un caffè :o)
un bacio
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Inviato da: claudia.sogno
il 02/06/2011 alle 14:27
Inviato da: JON.L
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