Creato da la_fenice00 il 02/12/2013

LA FENICE

post fata resurgo

 

 

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... è come telefonare a un telefono erotico con operatrici dell’est

Post n°3 pubblicato il 24 Dicembre 2013 da la_fenice00

Si è rotta la fotocopiatrice in ufficio, cazzo!

Non è bello avere 25 persone incazzate che ti bussano alla porta perché la fotocopiatrice non funziona… anzi, la fotocopiatrice funziona, è l’alimentatore automatico che fa i capricci, sicchè le fotocopie vanno fatte una alla volta e il fronte-retro non funziona. Colleghi viziati, ma tant’è… così mi ritrovo a dover scegliere se affrontare una folla inferocita o telefonare al call center della Xerox.

Interagire con il centro servizi della Xerox mi fa sentire un brivido lungo la schiena. Ho già il panorama: voce metallica e cinquanta opzioni da scegliere, numeri di serie da inserire attraverso il tastierino del telefono e finalmente si viene messi in contatto con una voce umana. Roba da perderci mezz’ora, se va bene.

-Pronta? Songa Irina. In cosa vuola essere utile, signore?

Ecco. Parlare con la Xerox è come telefonare a un telefono erotico con operatrici dell’est. Non si capisce una beneamata cippa.

-Eh?

-Dica, signore. Che cosa che vuola?

-Buongiorno. Abbiamo la fotocopiatrice guasta, l’alimentatore automatico…

-Lei ha vicino macchina di fotocopie?

-No, è in corridoio. Comunque si tratta dell’aliment…

-Lei faccia come io dice. Va dalla macchina di fotocopie, apre sportello e vede…

Comincio a spazientirmi. Questa qui, questa Irina dall’italiano maccheronico, non ascolta -Senta, io non sono un tecnico, è inutile che dice a me cosa devo…

Ma Irina è un rullo compressore, le hanno insegnato come trattare anche i clienti più ostici, figuriamoci se si lascia impietosire dalle misere lamentele del sottoscritto

-Ascolta signore, va e guarda se pezzo con rotella dove c’è quadratino arancione e spingi. Poi mi dici se inceppa ancora.

-Eh?

-Signore, tu va!

Vado. Faccio il corridoio smadonnando come il miglior Montalbano. Arrivo davanti alla fotocopiatrice, la guardo con aria di sfida. Sollevo il coperchio dell’alimentatore, pigio l’ingranaggio incriminato e richiudo con forza. SDENG! Faccio una fotocopia… FRRPPT! La carta si inceppa tra i rulli. Torno da Irina.

-Pronto. La carta continua a incepparsi. Magari un tecnico sarebbe…

-Io capito guasto. Io manda pezzo che tu cambia, signore.

Seee… mica sono pagato dalla Xerox, io -Non sono un tecnico- cerco di spiegare per l’ennesima volta a Irina, ma la solerte operatrice comincia ad alterarsi -Signore, io detto che manda pezzo con istruzioni. C’è disegno, facile da cambiare. Tra due giorni arriva pezzo sostituto. Buongiorno.

Sì, buongiorno stò cazzo!

Due giorni dopo arriva puntuale il pezzo. Apro il pacco, dentro trovo un ingranaggio composto da tre rotelline sovrapposte e un foglio con le istruzioni. Che faccio, affronto la fotocopiatrice da solo come Gary Cooper affronta i banditi in Mezzogiorno di Fuoco? Nemmeno per idea, urge un supporto morale. Chiamo un collega che è consigliere di condominio, supponendo che qualche lavoretto l’abbia fatto… una lampadina delle scale da cambiare, la neve da spalare dalle rampe dei box, insomma uno che abbia il know how. Io leggo le istruzioni, il collega opera. È lui quello che ha le mani d’oro.

-Aprire il coperchio dell’alimentatore automatico.

Aperto.

-Sollevare il cestello che contiene l’ingranaggio.

Sollevato.

-Togliere il pezzo da sostituire.

Tolto.

A questo punto delle istruzioni c’è il disegno di un orecchio. La fotocopiatrice dovrebbe emettere un suono, un rassicurante beep per informarci che tutto è stato svolto a regola d’arte. Ci guardiamo perplessi. Nessun suono.

Brutto segno.

Proseguiamo -Sostituire il pezzo e abbassare il cestello.

Eseguito.

-Chiudere il coperchio dell’alimentatore automatico.

Fatto.

Altro disegno dell’orecchio, ma questa volta…beep beep… Siamo commossi, la fotocopiatrice suona! Ci scambiamo strette di mano e pacche sulle spalle come se avessimo vinto la maratona di New York. Prendo un foglio, lo infilo nell’alimentatore, pigio il tasto invio e… FRRPPT! Si inceppa ancora. Ergo, il guasto non dipende dal pezzo sostituito.

-Minchia!

-Straminchia!

Ripetiamo l’intera operazione da capo, nel caso avessimo sbagliato qualcosa. Apri, solleva, spingi, chiudi, infila foglio. FRRPPT!!. Echecazzo!

Dall’ascensore sbuca un collega del 22° piano. Ci vede armeggiare intorno alla fotocopiatrice con aria dimessa e ci domanda -Cosa state facendo?- Gli spieghiamo tutta la faccenda mentre ripetiamo l’intera manovra di sostituzione del pezzo davanti ai suoi occhi, imprecando come un camionista in coda al casello del Brennero. A questo punto il collega del 22 ha un’intuizione e schiaccia un pezzetto di plastica che pende dal coperchio dell’alimentatore -Prova adesso- dice con la sicurezza di un meccanico di Formula Uno. Infilo un foglio, schiaccio invio e magicamente non sento nessun rumore di carta straziata dai rulli, nessun FRRPPT, il foglio si adagia dolcemente nel vassoio portadocumenti. Ci guardiamo negli occhi come se avessimo assistito a una magia di David Copperfield.

-Riproviamo- dico io, che sono come san Tommaso. Metto un foglio e stavolta un rumoraccio di carta appallottolata giunge dalla fotocopiatrice come il lamento di animale ferito.

-Ok, ho capito- dice il collega che fa il consigliere di condominio. Mette una mano sul coperchio dell’alimentatore automatico, infila un foglio e la fotocopia esce sul vassoio -Quel pezzetto di plastica è il sensore che legge il passaggio del foglio, basta tenere pigiato il coperchio mentre si fa la fotocopia e funziona.

Non ci credo. Infilo un foglio senza mettere la mano. FRRPPT! Infilo un foglio con la mano sul coperchio e tutto fila liscio. Tutto qua? Possibile? Mentre ancora non mi capacito della riuscita dell’impresa, il mio collega ha preso un foglio di carta e con un pennarello ha scritto -QUANDO SI USA L’ALIMENTATORE AUTOMATICO TENERE PREMUTO QUI- Poi lo ha attaccato con lo scotch sul coperchio.

Alla faccia della Xerox. Tiè!

Alla prossima, chi vuole.

 
 
 
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Benvenuti nel mio blog.

Quello che scrivo prende spunto da quello che vedo e sento intorno a me, dalla vita e dalle occasioni che essa ci offre. Alcune sensazioni girano un pò per la testa e svaniscono, altre si concretizzano, prendono corpo e diventano storie.

Il mio motto è post fata resurgo, perchè sono morto e risorto dalle mie ceneri e anche questa è una delle mie storie, una delle tante.

Potete fermarvi a leggere, se vi piace, oppure passare oltre. Non mi sentirò offeso e non verrò a bussarvi a casa per rendermene conto. Sentitevi liberi di scegliere, io sarò sempre qua ad aspettarvi perchè... io sono la Fenice.

I testi sono miei, tutto il resto viene dalla rete. Prima di mandarmi i carabinieri a casa per violazione del copyright, avvisatemi e rimuoverò il materiale.

 

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