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« Creativita&#768; e Quali...TRASPARENZA! »

La buona notizia oggi sono le donne filosofe

Post n°27 pubblicato il 18 Febbraio 2011 da petercapra
 

Pubblico la lettera inviata a Stefania Rossini Risponde, ispirata da una corrispondenza apparsa nella sua rubrica dal titolo " Slivio figlio dei Fiori" su  L'espresso n.6 del 10/02/2011.


Gent. Dott.ssa Rossini,

da protagonista, allora quattordicenne ma spinto da impulso  irrinunciabile sull’onda di un prematuro Rimbaud e sull’esempio di libertà girovaga (rifiutando insieme recisamente le droghe e gli stati artefatti) della nascente Bit Generation, del maggio ’68  e seguenti fui vero protagonista di quella parte libertaria non violenta, purtroppo minoritaria,  che tanto determinò per la parità sessuale, per la liberazione della donna (riconoscendo in essa la libertà dell’uomo), per la lotta all’anticultura imperante, per la felicità condivisa di “Paradise now” :  (Il Paradiso sarà collettivo o non sarà - Julian Beck).

Il dramma di quella generazione fu il conflitto tra amori liberi e perdutamente sensuali di una finalmente scoperta ed eletta parità sessuale, e dall’altra parte l’azione politica anche violenta; il dissidio fu poeticamente svolto da un ispirato Bertolucci in “ THE DREAMERS” che pose in relazione i due mondi americano e francese dove nacquero i fermenti primi di quelle tensioni.

C’è chi come Lei  ne riconosce i meriti, di quei pochi, donne e uomini libertari, pur soverchiati prima dalle manifestazioni  politiche, poi dal terrorismo, quando perfino il situazionista Roul Vaneigen si chiedeva: Terrorisme ou révolution (è nella tradizione francese la violenza anche in Paul Éluard e nel suo gesto surrealista perfetto) e successivamente dallo yuppismo, di cui complici e protagonisti tanti politicizzati compagni dell’ora prima.

Per  i ricercatori di storia e filosofia, quale mi adopero, non stupisce l’attuale società: Guy Debord prima del collega Roul, nel 1967 dava alle stampe “La Sociétè du Spectacle” applicando da vero filosofo la lezione del maestro Feuerbach che nell’Essenza del Cristianesimo già scriveva:  ...è senza dubbio il nostro tempo, preferisce l’immagine alla cosa, la copia all’originale, la rappresentazione alla realtà, l’apparenza all’essere... Ciò che per esso è sacro non è che l’illusione, ma ciò che è profano è la verità...

La buona notizia oggi sono le donne filosofe a cui Lei acutamente ci riporta.

La filosofia, quella vera, la cui punta di pensiero al momento è ferma a Herbert Marcuse di Eros e Civiltà (oltre che all’analisi di una magnifica Juliet Mitchell),  non è in grande auge oggi, e tuttavia ancora una volta sarà proprio lei, la filosofia, ancora una volta, a modellare, ispirare la civiltà che ci attende.

Le scrivo sia perché Lei cita, en passant, la psicoanalisi e sia perché la memoria storica va riportata e mi piacerebbe che Lei, che ha dimostrato tante volte luminosità e civiltà, rammentasse nel dibattito culturale, Lei che ne ha i mezzi,  quanto ebbe a lavorare e insistere Juliet Mitchell: La maggioranza del movimento femminista ha identificato in Freud  il nemico. Si ritiene che la psicoanalisi asserisca che le donne sono inferiori e che possono conseguire la vera femminilità solo in veste di mogli e di madri; si pensa che essa serva a giustificare lo status quo borghese e patriarcale di cui Freud è ritenuto la personificazione. Convengo che il freudismo popolarizzato si attaglia a questa descrizione; ma questo libro (si tratta di Psicoanalisi e femminismo, 1974) vuole provare che il rifiuto della psicoanalisi e delle opere di Freud è fatale al femminismo. Qualunque sia l’uso  che è stato fatto della psicoanalisi essa non è in favore di una società patriarcale ma si limita ad analizzarne una; se ci interessa comprendere e combattere l’oppressione della donna non possiamo permetterci di ignorarla.

La rivoluzione di Freud l’umanità non l’ha ancora digerita e neppure rielaborata: non c’è da stupirsi stante la rivoluzione precedente, quella che tolse la terra dal centro dell’universo che ne vide perfino uomini bruciati o accecati. Questa, che sconvolge l’interno umano, come fece la Klein che indagò sui bambini preverbali, laddove le emozioni si rivelano l’autentica cerniera tra fisico e psichico, terrorizza ancora e troppo, produce mostri e fantasmi, dalla Shoah, alle devastazioni nucleari a Chernobil alla politica malata, ecc…..ecc…..ecc…...al predominio delle guerre sui periodi di pace.

Ecco, cara Rossini, quello che le nuove filosofe non dovrebbero trascurare: da qui partire per quelle maturazioni di pensiero e civiltà, laddove finalmente donne e uomini si incontrano, nudi, l’una di fronte all’altro e di lì proseguono verso la felicità condivisa.

Roma, 16 febbraio 2011

Segue, al riguardo, una mia poesia del 1995.                              

DONNE E UOMINI

Sebbene nel fiume della massa
muoia la splendente idea
del paradiso, io vi canto
nuove donne e uomini
che volgete in pace
sul tramonto rosso
del sangue e dell'angoscia.

Donne e Uomini
che vi stringete la mano
capaci d'amare, di spogliare,
di donarvi la passione e la giustizia,
che dividete i figli con letizia,
credete nel lavoro e nella forza,
costruite coi sogni pacati
lo scorrere della vita:
non temete la morte.

Donne che per vivere insieme
rinunciate all'eterna attesa;
Uomini che per amore
cedete lo scettro del potere.
Donne mai esauste d'abbandoni,
Uomini mai paghi di coraggio.

Popolo che fronteggi il buio
delle tenebre angosciose:
io vi canto angeli presenti
che spengete dolcemente
l'inferno che arrovella i cervelli,
nutrite divina imago
del paradiso in terra.

Popolo silenzioso
schiaccerai l'arroganza,
popolo di vita
che restituisci a Dio
immagine e somiglianza.

©Peter Capra

Tratta da "Le Due Sorelle"
Asefi Editrice, Milano,1996.
ISBN 88-86818-04-1

 

 
 
 
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