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natale

Post n°28 pubblicato il 18 Dicembre 2007 da laDiabla
Foto di laDiabla


cos'è il natale per ciascuno di noi?

oggi pomeriggio ho fatto una passeggiata per le vie della citta'...luci e colori...musica e vetrine addobbate...
sono entrata in un negozio perchè ho visto un completino intimo...ideale per l'amica che mi è stata vicina in questo ultimo periodo...

"molto carino certo...ma quanto costa?"
"reggiseno 120 euro, culotte 110, tanga 100, perizoma 90"
"insomma, si va a scalare..."

probabilmente c'entra la quantita' della stoffa...credo...anche se le culotte e il tanga non ne abbondavano eccessivamente...erano talmente minuscole che una taglia 46 avrebbe avuto gia' qualche problema...
è proprio vero che prima le mutande servivano a coprire il culo...ora è il culo che copre le mutande...

"ma sono di roberto cavalli!!!"
"o mio dio...un paio di mutande usate a questo prezzo?"
la commessa mi ha lanciato uno sguardo sprezzante...in quel momento ero la donna piu' pezzente del mondo...

io ho fatto la fuga...
e ho cominciato a chiedermi...
se davvero questo è natale...

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BUON NATALE

 
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Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

Pablo Neruda
 

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