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Oggi si parla di...Serial killers
Post n°51 pubblicato il 13 Ottobre 2007 da ladydark27
I serial killer sono un fenomeno erroneamente considerato recente,
anche se nell'era moderna (dal 1900 in poi) il numero dei casi è sicuramente aumentato in maniera esponenziale. Ad essere recente, molto recente, è soltanto il termine "Serial killer". La prima volta che venne usato un termine per indicare una certa continuità di fatti criminosi commessi da una stessa persona, fu nel 1957, quando venne coniato il termine "chain killer", per indicare appunto, un omicida che lasciava dietro di sè una "catena di omicidi" (dall'inglese chain = catena). Alcuni anni dopo si parlò per la prima volta di "serial murderer" e, soltanto negli anni '70, venne definitivamente coniato il termine "serial killer". La paternità del termine viene attribuita all'agente speciale dell'FBI Robert Ressler, uno dei padri fondatori della Behavioral Science Unit (Unità si scienze comportamentali), la prima unità che studiò da vicino il fenomeno dei serial killer. Questo però non deve far credere che prima i serial killer fossero rari. Quello che mancava era la tecnologia per poter collegare i casi che avvenivano a distanza di molto tempo o in posti diversi e distanti tra loro, e la conoscenza del fenomeno stesso, con i meccanismi perversi che possono fare di un essere umano, un predatore dei suoi stessi simili. E' indiscutibile, comunque, che negli ultimi decenni nelle cronache sono sempre più frequenti casi di questo tipo, soprattutto per il modello di vita completamente cambiato, complice la civiltà odierna che ci bombarda di immagini, visioni, modelli di ogni tipo, risaltando, spesso colpevolmente, proprio quelli più pericolosi. Ma qual'è la definizione ufficiale che la criminologia moderna dà al termine serial killer? Quella universalmente accettata è la definizione che l'FBI dà nel Crime Classification Manual pubblicato nel 1992 che cita testualmente: "l'omicida seriale è colui il quale commette tre o più omicidi, in tre o più località distinte, intervallate da un periodo di raffreddamento emozionale" L'aspetto più importante della definizione non sta tanto nel numero degli omicidi commessi, o nelle località, ma proprio in quel "raffreddamento emozionale" che differenziano il serial killer da un mass murderer e da uno spree killer.
Il serial killer "puro" è qualcosa di completamente diverso. Risponde a degli schemi recisi che si costruisce nella sua mente, derivanti quasi sempre da esperienze traumatiche vissute nel passato o nell'infanzia, e che esegue i suoi atti criminosi secondo un rigore spesso meticoloso. A differenza degli altri due tipi di killer appena citati, il più delle volte pianifica nei minimi dettagli l'agguato, la vittima deve rispondere a dei requisiti ben precisi (ma diversi da killer a killer) e il tutto deve avvenire secondo una specie di rituale atto a soddisfare le sue fantasie distorte e che poi identificherà, quasi in modo univoco, "quel" serial killer. |















Inviato da: comelunadinonsolopol
il 22/06/2009 alle 22:36
Inviato da: BluWarrior_Soul
il 18/09/2008 alle 13:23
Inviato da: BluWarrior_Soul
il 15/09/2008 alle 15:41
Inviato da: elvi.gepri
il 21/01/2008 alle 15:26
Inviato da: capitan.succoso
il 03/01/2008 alle 07:50