Creato da nino_il_marinaio il 03/06/2005
L'io australe e l'io musicale

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Post n°4 pubblicato il 05 Giugno 2005 da nino_il_marinaio
Foto di nino_il_marinaio

Sono contento di aver aperto questo blog. Stasera mi serve, posso dare sfogo alla mia rabbia. La vedete la pulzella dietro le sbranghe qua a sinistra? Si chiama Schapelle Corby, venti-qualcosa anni, del Queensland (se ignorate la geografia dell'Australia sappiate che e' uno dei sei stati, quello in alto a destra, con la barriera corallina). Schapelle qualche mese fa e' stata fermata a Bali, in Indonesia, con oltre 4 kg di marijuana nascosta nel borsone che conteneva la sua tavola da surf. La ragazza ha deciso che come difesa dira' che la droga gliel'hanno piantata nel borsone dei dipendenti dell'aeroporto in Australia, che si servono di passeggeri per trafficare. Ora dovete sapere che in Indonesia, come in molti altri paesi asiatici, lo spaccio e' nel piu' dei casi abbastanza per la pena capitale. I magistrati indonesiani non ne hanno voluto sapere nulla (forse perche' quella scusa la usavo quando ero bambino se mi si venivano trovate cinquemila lire dal portafoglio di mamma nella tasca dei pantaloni), ma hanno deciso di chiedere l'ergastolo piuttosto che la pena di morte (forse per la pressione esercitata dal governo australiano su quello indonesiano). I media locali hanno dedicato spazio enorme alla vicenda (molto piu' che durante la malattia del Papa, per intenderci), e sono riusciti a convincere la maggioranza dei miei compatrioti che Schapelle e' innocente come dice, nonostante i fatti non li conosca nessuno (tranne la diretta interessata, suppongo). Dopo mesi e mesi di fandonie, interviste riciclate e aspri dibattiti, il processo c'e' stato e il verdetto e' stato dato un paio di settimane fa, con tanto di diretta nazionale a tre reti su cinque (neanche se si trovasse una cura per i tumori o se morissero di epidemia diecimila etiopi si arriverebbe a tanto). Vent'anni di galera. Un provvedimento un pochino severo ma sicuramente atteso - le poteva andare peggio. C'e' stato anche lo scoppio in lacrime, e il plateale comportamento fiero e sprezzante dopo il verdetto, ma non sta a me criticare, non so come mi comporterei io se mi sentissi dire una cosa del genere (non per niente mi comporto bene io). Ma la cosa che veramente mi ha fatto schifo e' la reazione degli australiani. Pochi minuti dopo il verdetto e' nato un sito, 'Boycott Bali', che suggeriva a tutti gli australiani di boicottare Bali come meta turistica (il turismo a Bali e' importantissimo per l'economia indonesiana, e credo che oltre il 30% dei turisti siano australiani). E gia', loro arrestano "una di noi" allora noi mettiamo in ginocchio la loro economia. Un hacker che si sta meritando la canonizzazione ha attaccato il sito poco dopo la sua nascita, e da allora non mi risulta che siano ancora riusciti a rimetterlo in piedi. Comunque la cosa piu' disgustosa non l'avete ancora letta. Numerosissimi aussies (sarebbero i miei connazionali) hanno chiesto al primo ministro di revocare l'aiuto che l'Australia (la nazione che da meno in beneficienza pro capita di qualsiasi altro paese 'occidentale') ha dato a Bali dopo lo tsunami di Santo Stefano. La Caritas e la Croce Rossa sono state inondate di richieste da persone che rivogliono indietro le somme che hanno donato. Ma vi rendete conto dello squallore, della insensatezza e dell'ingordigia di queste richieste? Vi rendete conto del potere che hanno i media? Devo forse io favorire una spacciatrice piuttosto che un povero pescatore indonesiano che ha perso tutto, solo perche' lei e' australiana? Raramente sono stato meno fiero di una delle mie patrie...  

 
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