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Con la mente a Tortora e gli occhi su Contrada

Post n°677 pubblicato il 20 Maggio 2008 da vocedimegaride
 

servizio di Marina Salvadore
riprese e montaggio Mauro Caiano

LA CRONACA SENZA PELI SULLA LINGUA
di Marina Salvadore

Il miglior convegno sull’Ingiustizia, questo organizzato in Napoli a vent’anni dalla scomparsa di Enzo Tortora presso l’Unione Industriali e patrocinato anche dal locale Ordine degli Avvocati. Relatori d’eccezione illustri avvocati come Della Valle e Pisapia che abbiamo abbondantemente conosciuto in Tv ed altri altrettanto agguerriti anche se meno patinati. C’era, finalmente, una buona rappresentanza della Stampa,a prendere appunti nonostante il boicottaggio del blocco autostradale dalle 9,00 alle 13,00 decretato da quel bontempone dell’assessore comunale Nasti con la sua surreale Domenica Ecologica e le strade ancora lorde di tonnellate di monnezza sparse dal popolo in rivolta; situazioni da“cacio sui maccheroni” ad uso dei giacobini e degli “intellettuali” napoletani, fantasmi cattivi della Repubblica di Robespierre, in auge ancora e SOLO in questa colonia italiana. Ci spiace l’aver riscontrato, in questa manifestazione controcorrente, l’assenza di contraddittorio… un qualsivoglia accenno di talk-show a lavori finiti, tra il nobile consesso ed il pubblico lì giunto dopo le fatiche del suddetto Camel Trophey napoletano. E’ in queste rare, preziose occasioni che si dovrebbe favorire il confronto con la platea perché tutte le belle relazioni ed interventi non restino solo limitati al piacere dell’esercizio di lessico, dell’orazione fine a se stessa, come videoclips stampate in un nostalgico album dei ricordi, con il pericolo di scadere nelle muffe della retorica, in particolare per chi, da anni, in tema di Ingiustizia se la suona e se la canta, purtroppo, da solo. Peccato! Un’occasione mancata di “interAzione”, laddove la presenza dell’avvocato Lipera e di Salvo Giorgio, il primo ed unico giornalista a perorare testardamente da subito la causa giusta dell’ingiustiziato Bruno Contrada, è stata intesa più a corredo scenografico della kermesse piuttostochè quale testimonianza efficace dell’attualità del processo di totale involuzione della Giustizia; tema medesimo del convegno. Riflettori accesi sulla vicenda incresciosa - ma meno penosa, al confronto - vissuta da Sandra Lonardo (presidente dell’intollerabile e ormai quasi “abusivo” Consiglio Regionale) presente tra i relatori e dal coniuge, (l’ex Guardasigilli del precedente Governo, famoso per il controverso Indulto)… Comunque, l’importante - per la difesa Contrada e per noi sostenitori - è “esserci stati”, avervi fatto parte, anche se nel ruolo di attori non protagonisti… aver ricordato, grazie all’intervento di Salvo Giorgio, il caso Contrada… presenti in sala tutti i suoi stanchi, vecchi ed acciaccati fratelli e sorelle. Così, anche la consegna da parte di “Megaride” delle firme raccolte con la petizione per la piena riabilitazione del Prefetto Bruno Contrada e le decine di istanze d’asilo politico allo Stato Vaticano di cittadini italiani che si dissociano dalla sentenza di condanna a morte a fuoco lento in carcere, in esecuzione, è stata effettuata in maniera ufficiosa, lontano dagli occhi dei giornalisti e giornalai presenti; soprattutto lontano dagli occhi dei relatori, principi dell’evento, per il pudore che ci ha fatto desistere dall’approfittare della graziosa ospitalità in casa altrui per un evento peraltro organizzato per la presentazione de libro “Applausi e Sputi” sulla vicenda Tortora, pubblicato dal moderatore dell’incontro, Vittorio Pezzuto. Della giornata, tuttavia commovente anche se non propositiva, ci rimane impressa la coraggiosa testimonianza in video del presidente Cossiga, assente per motivi di salute… e la parola gentile di Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora, che ha sottolineato come e quanto una parte politica sia quasi “collusa” con certa Magistratura mentre l’altra parte non ha il coraggio – per timore? – di avversarla francamente. Noi, invece, continuiamo a chiederci perché i radicali abbiano così debolmente sostenuto il caso Contrada, di gran lunga peggiore del caso Tortora. Abbiamo apprezzato con qualche riserva l’intervento dell’avvocato Pisapia sulla depenalizzazione dei reati minori e sul disegno di riforma del Codice Penale. Inspiegabile ci è parsa l’assenza – anche solo di un contributo in video – del senatore Lino Jannuzzi, vero leader di settore. Relativamente all’importanza della location partenopea, teatro della vicenda Tortora, peccato anche non aver invitato, da parte degli organizzatori, l’ingegner Pietrangelo Gregorio, pioniere della tv privata in Italia, Canale 21, indiscusso altro primato nazionale (nonché nave-scuola di “Megaride”). L’”ingegnere”, com’è affettuosamente appellato Gregorio da quando conduceva la seguitissima trasmissione “Filo Diretto”, era molto amico di Tortora: insieme battagliarono per la liberalizzazione della tv via cavo e via etere. Unitamente a Pannella, l’ingegner Gregorio dal pulpito della sua trasmissione dimostrò con i fatti che le accuse rivolte a Tortora erano completamente infondate. Non appena assolto, Enzo Tortora volle concedere un’esclusiva a “Filo Diretto”, nel corso della quale ringraziò il conduttore del programma per averlo sostenuto con vigore estremo, Marco Pannella e l’avvocato Antonio Coppola per la sua difesa. L’intervista, passata alla storia, fu ritrasmessa, poi, da tutte le reti RAI e Mediaset. Tortora, che serbava comunque Napoli nel cuore per motivi dinastici, in quell’intervista dichiarò: “…da Napoli sono partite le più infamanti ed assurde accuse sul mio conto ed avrei tutte le ragioni per odiare questa meravigliosa città, se da Napoli non avessi ricevuto una grande prova d’affetto da amici come Pietrangelo Gregorio, che ha sempre creduto nella mia innocenza e si è strenuamente battuto nel suo Filo Diretto, per proclamarla contro tutto e contro tutti e, sempre da Napoli, non fosse arrivato il mio completo riscatto, grazie all’avvocato Antonio Coppola, che con la sua appassionata difesa è riuscito a dimostrare la infondatezza delle assurde accuse ed a smascherare chi le aveva formulate con tanta incosciente malvagità..”

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Commenti al Post:
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/05/08 alle 13:26 via WEB
Condivido il pensiero della giornalista. ero presente al convegno napoletano e ne ho colto le medesime deduzioni: Enzo Tortora è divenuto ormai il classico protomartire cristiano, utile a celebrare mille funzioni religiose per ogni culto professato. La maniera migliore per celebrarlo, visto che i vecchi dimenticano ed i giovani non sanno, avrebbe richiesto l'impegno di tutti gli autorevoli relatori a sostenere gli ingiustiziati venuti dopo di lui. Il convegno si è ridotto ad uno sterile narcisismo di pochi ed anch'io rilevo che la vicenda Contrada ha fatto solo da dessèrt all'abbuffata pantagruelica di taluni personaggi, mentre ci si trovava nella sede più opportuna a riportare alla ribalta, sull'esempio eclatante del caso del dottor Contrada, l'imbarbarimento sempre più cinico del potere di certe toghe. Enzo Bonfiglio
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/05/08 alle 13:28 via WEB

Ho prima letto il post, poi mi sono visto il video...
Risultato :
ho firmato anche io la petizione (non lo avevo ancora fatto). Ora sono il numero 669
Ambro
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/05/08 alle 15:06 via WEB
Grazie a voi. Difendere una vittima della malagiustizia politicizzata come Bruno Contrada ci appare un dovere morale cui ci è impossibile sotttrarci. Lo faremo fino al giorno in cui avremo un Presidente della Repubblica onesto e coscienzioso che a Contrada tributerà la medaglia al valore per il suo impegno contro la mafia e contro i "professionisti dell'antimafia". Abu Ibrahim Kalim Webmaster ----------------------------------------------------------------------- Istituto Culturale della Comunità Islamica Italiana http://www.amislam.com mailto:islam.inst@alice.it
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/05/08 alle 20:21 via WEB
Un rimpianto. Rimpiango di non essere stato presente al convegno su Tortora e sui mali della giustizia. Da sempre contesto i convegni dove non vi sia spazio per un civile pronunciamento degli intervenuti e sicuramente lo avrei fatto. Me lo avrebbero impedito. Sepolcri imbiancati, parrucconi e codini. Ho visto il video, ho letto l’articolo ed ho ascoltato quanto hai detto. Sono sempre più convinto che la storia è fatta da chi vince, da chi detiene il potere , da chi lo amministra e con ogni mezzo. Povero Tortora, diciamo oggi e chi ha vissuto quei momenti, ricorda con sconcerto un personaggio familiare, entrato nelle nostre case attraverso la televisione, come lui all’apice del successo portato in catene. Bisogna che ci sia una giornata riservata anche a coloro che sono stati vittime ingiuste di una giustizia, cieca, irrazionale, giacobina e giustizialista. Una massa di affabulatori, opinionisti, pennivendoli e prezzolati, sono le iene a cui dare in pasto personaggi come Tortora, come il nostro Contrada e come tutti coloro che hanno sofferto carcere e condanna, disonore e morte in seguito alle fallimentari indagini di “ Mani Pulite “. Irresponsabili di tutto ciò, di lutti e rovine, siedono premiati in Parlamento, nelle Procure più prestigiose, o come altri saranno premiati con onorificenze e cariche prestigiose al CSM o alla Procura Antimafia. Nonostante la legge, il referendum votato dal popolo, gabbato, non pagheranno mai. I loro non sono errori, non è prepotenza, non è ignoranza. Una casta, una corporazione, forte e intoccabile. Mettiamoci l’anima in pace, come ho già avuto modo di scrivere nel mio articolo “ la maschera di ferro”, Contrada morirà in carcere. Questo è quello che vogliono. Altri affabulatori, opinionisti, pennivendoli, scrittori prezzolati, giustizialisti e non, scriveranno su di lui, come su Tortora, scoprendolo solo allora e l’assassineranno ancora.. Maledetti loro ed i loro ispiratori. Domenico Di Renzo.
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 20/05/08 alle 22:35 via WEB
"MEGLIO MORIRE IN PIEDI, CHE VIVERE UNA VITA IN GINOCCHIO".... lo disse Mussolini, a Torino, il 23 ottobre 1932... ma avrebbero potuto dirlo anche Stalin,Napoleone, Togliatti... e il sottoscritto. Forza, dottor Contrada! La sua DIGNITA' Le sopravvivrà in eterno. Glielo dice l'ex "comunista" Carmine Esposito, operaio, proletario... e UOMO come Lei!
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Anonimo il 21/05/08 alle 14:57 via WEB
“Hanno deciso che devo morire in carcere” Mag 18 Dom 14.08 - “Ho 77 anni e molte malattie. Sto perdendo la vista dall’occhio destro, ho avuto un ictus, soffro di cuore, di diabete e tanti altri acciacchi. Ho perso 20 chili da quando sono entrato in carcere. Hanno detto che devo morire dietro le sbarre. In effetti non ho molto tempo a disposizione...”. Lo ha detto Bruno Contrada al parlamentare del Pdl, Giancarlo Lehner che ieri si è recato in visita nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere per accertare le condizioni di salute dell’ex funzionario del Sisde, condannato con sentenza definitiva della Cassazione nel maggio 2007 a dieci anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Nello stesso istituto di pena Lehner ha visitato anche l’altro ex funzionario di polizia, Ignazio D’Antone, che sta scontando anche lui una condanna a dieci anni per concorso esterno in associazione mafiosa. “Sono rimasto impressionato -osserva Lehner- dalle condizioni fisiche di Contrada, che è riuscito a raccontarmi la sua storia solo dopo aver preso alcune pillole. L’unica cosa umana da fare è quella di consentire che sia Contrada che D’Antone possano finire di scontare questa pena a casa loro, visto che il tasso di pericolosità sociale è pari a zero. Una pena comminata tra l’altro per un reato che non esiste”. “Confido che le istituzioni -conclude Lehner- vogliano assumere un impegno a carattere umanitario per consentire a Contrada di morire a casa sua e non in carcere e all’ex questore D’Antone di riposare finalmente nel suo letto e non passare le sue notti insonni su una poltroncina”. di Redazione Lab
 
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PREMIO MASANIELLO 2009
Napoletani Protagonisti 
a Marina Salvadore

Motivazione: “Pregate Dio di trovarvi dove si vince, perché chi si trova dove si perde è imputato di infinite cose di cui è inculpabilissimo”… La storia nascosta, ignorata, adulterata, passata sotto silenzio. Quella storia, narrata con competenza, efficienza, la trovate su “La Voce di Megaride” di Marina Salvadore… Marina Salvadore: una voce contro, contro i deboli di pensiero, i mistificatori, i defecatori. Una voce contro l’assenza di valori, la decomposizione, la dissoluzione, la sudditanza, il servilismo. Una voce a favore della Napoli che vale.”…

 

PREMIO INARS CIOCIARIA 2006

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A www.vocedimegaride.it è stato conferito il prestigioso riconoscimento INARS 2006:
a) per la Comunicazione in tema di meridionalismo, a Marina Salvadore;
b) per il documentario "Napoli Capitale" , a Mauro Caiano
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