
Sperando che finisca la tempesta provocata dal maestro Perboni e di tornare al più presto negli angoli nascosti dei server di Libero, continuiamo.
L'altro giorno, parlando con il mio ex collega Glassman (che scrive di fumetti su Non Annesso ma Connesso) ci siamo trovati a parlare di Roma, il telefilm, megaproduzione ammerigana ma a cui hanno partecipato anche BBC e Rai, che in questo periodo viene trasmesso da Rai Due. La serie è decisamente a tinte forti. La tendenza attuale aldilà dell'oceano è di rappresentare la società romana in maniera meno bucolica: sesso, droga e gladiator. Per la verità non è che la cosa mi sconvolga. In Italia per molto tempo gli inglesi erano stravaganti ometti con la bombetta e l'ombrello che lavoravano in una banca o in un'assicurazione, poi sono arrivati i film di Ken Loach e abbiamo scoperto che esistevano i poveri anche da loro. Quello che è sconvolgente è che i dirigenti della nostra tv nazionale abbiano espressamente chiesto agli ammerigani che dal montaggio per la trasmissione in Rai venissero tolte alcune scene e altre fossero girate in modo diverso. Riporto dal forum del sito desperate.it un passaggio: "Tra le scene omesse si ricordano molti nudi maschili integrali, l'incesto tra due fratelli e i predoni che, derubando il giovane Ottaviano, lo violentano. Anche nel doppiaggio italiano molti termini sono stati sostituiti come di consueto è avvenuto anche per altre serie come Desperate Housewives". Complimenti ad Antonio Marano (direttore Rai Due) ed Antonio Saccà (direttore Rai Fiction). Ormai siamo arrivati all'auto censura militante. Tolta la censura di legge, pensavamo che ormai ci considerassero esseri pensanti autocoscienti. E invece no. Poveri sciocchi, dobbiamo ancora capire che i soldi del canone non ci danno alcun diritto su ciò che viene trasmesso. Non possiamo pretendere di vedere la versione integrale di Roma, magari trasmessa alle 3 di notte. Sarebbe un sopruso verso i bambini sonnambuli o insonni. La nostra sensibilità di pubblico potrebbe essere scossa in maniera irrimediabile se dal tubo catodico spuntasero d'un tratto un pene e dei testicoli. Strano che al David di Michelangelo non abbiano messo il divieto di visione ai minori di 14 anni o un bel bollino giallo sul piedistallo.
Negli anni '70 e '80 sembrava di essersi liberati definitivamente da certe tare mentali. Cosa è successo per essere tornati indietro di 30 anni? E' successo che gruppi di pressione come il Moige, Cittadinanza Attiva, alcuni gruppi di consumatori e il sottobosco di associazioni religiose, con la scusa del bene comune stanno imponendo il loro modo di vivere e pensare. Ci viene imposta una visione del mondo che magari a noi non sta bene. Questa lobby della purezza ha creato ormai un clima tale che un'azienda di intrattenimento, come la Rai o la Disney, pone dei limiti di libertà espressiva ai propri autori addirittura prima che l'opera stessa venga creata. Mi ricordano per analogia i patetici doppiaggi Mediaset dei cartoni giapponesi che trasformavano Kasuya e Tatsuya in Kim e Tom e addirittura gli Yen in Lire. Ma ad un bambino che trauma può creare sapere che esistono gli Yen??? Tutt'al più imparerà qualcosa di nuovo. Non so, forse è vero che alla fine bisognerà per forza passare a Sky. Ma perchè devo pagare un altro canone per avere libertà d'espressione? E se Murdoch si alza una mattina e decide di fare solo documentari religiosi e telefilm su preti e carabinieri?
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
Inviato da: bimbayoko
il 23/12/2007 alle 01:27
Inviato da: meddixtuticus
il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57