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Il Cavaliere Oscuro e' tornato

Post n°116 pubblicato il 05 Agosto 2006 da duffogrup
 
Tag: Cinema
Foto di duffogrup

Mi ero rifiutato più volte di guardare Batman Begins per il solo fatto che il doppiaggio del protagonista era stato affidato al nuovo talento del cinema italiano Claudio Santamaria. Coccolato dalla critica che ne tesse le lodi ogni volta che può, Santamaria fa parte di quel gruppo di attori che comprende Accorsi, Rossi Stuart, Lo Cascio, ecc. ecc, fino al Muccinino (che vale ZERO, proprio come la sua tariffa telefonica). Mi sorge il dubbio che se fossero così bravi come dicono giornali e TV, il cinema italiano non si troverebbe in questa situazione.
Comunque il nostro Santamaria ha doppiato Bruce Wayne in maniera tutto sommato soddisfacente, non fosse per l'accento romanesco che ogni tanto spuntava in bocca al bravo Christian Bale. Il film è molto piacevole anche se qualche dialogo in meno avrebbe giovato al ritmo, soprattutto all'inizio. Il regista Christopher Nolan (bravissimo autore di Memento) e lo sceneggiatore David Goyer hanno comunque il merito di aver riportato la filosofia del personaggio entro i confini del Cavaliere Oscuro dei fumetti. Infatti, tralasciando gli ultimi due film dedicati a Batman che erano vera e propria robaccia, i precedenti targati Tim Burton avevano il pregio di ricreare una Gotham City molto vicina a quella dell'immaginario collettivo dei lettori condita da un'atmosfera anni '50, con tanto di Kim Besinger in versione Gilda e Michelle Pfeiffer gatta sadomaso. In questo contesto la figura di Batman non andava al di là dello stereotipo dell'eroe misterioso. Dando vita ad un personaggio ancora più irreale se a interpretarlo ci metti un attore votato alla commedia come Michael Keaton. In Batman Begins invece non ci sono vamp, sono banditi lustrini e pagliette e manca qualsiasi vena di sensualità. Gotham è una città che, nonostante sia controllata quasi totalmente da un'unica grande compagnia (la Wayne Enterprises), si ritrova sull'orlo del collasso a causa della povertà e dell'emarginazione che attanagliano gran parte della popolazione e che danno origine alla criminalità. In un mondo così complicato Batman ritrova la sua complessità: torna ad essere l'eroe che combatte i criminali non oltrepassando la legge ma che viene anche tentato dalla voglia di farsi giustizia con le proprie mani. Insomma Batman rappresenta allo stesso tempo l'America e il lato oscuro dell'America.
Per concludere volevo spendere due righe sul Dr. Fredric Wertham che negli anni '50 capeggiò un movimento per la messa al bando dei fumetti, Batman compreso. Wertham sosteneva che i comics plagiassero le menti dei ragazzi avviandole alla violenza e alla depravazione. C'è da dire che se queste teorie fossero state vere, cioè che Batman, l'eroe che non accetta l'occhio per occhio e non si sporca le mani di sangue per vendetta, fosse stato veramente in grado di influenzare le menti dei giovani ammerigani, l'America oggi non si ritroverebbe con quasi il 75% della popolazione a favore della pena di morte.

 
 
 
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Data di creazione: 21/01/2006
 

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