Tana del Leprecano

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Arrivano i druidi

Post n°44 pubblicato il 15 Febbraio 2006 da maestro.perboni
 
Tag: Cinema
Foto di duffogrup

È sempre più raro che un film si imprima nella nostra memoria. La visione di un’opera cinematografica difficilmente diviene un’esperienza di visione che ci cambia dall’interno. Uno dei pochi film che riescono in questa impresa è senza dubbio l’imprescindibile Druids, con Max von Sydow e Klaus Maria Brandauer. Megaproduzione (!) francese diretta da Jacques Dorfmann in cui stelle internazionali come quelle appena citate fanno da corona a un’interpretazione indimenticabile di Cristopher Lambert. L’ineffabile francese dallo sguardo strabico interpreta Vercingetorige (proprio quello che in Asterix getta le armi ai piedi di Cesare). A differenza di molti registi che scelgono di affidare ad attori diversi le varie fasi della vita di un personaggio, Dorfmann fa interpretare a Lambert Vercingetorige dai diciotto anni in avanti. L’apparizione del giovane capo Gallo, adolescente imberbe impersonato dal quarantenne Lambert è di quelle che lasciano il segno. E il regista segue, per raccontare l’evoluzione del personaggio, la strategia del baffo: è infatti dalla misura dei baffi del Vercinge che ci rendiamo conto che il tempo passa, mentre il pietrificato Lambert non cambia mai espressione per tutta la durata del film. I momenti che rimangono impressi nella memoria dello spettatore sono molti, da Von Sydow che fa il druido (e, come nota Mereghetti, non possiamo non pensare al venerabile Panoramix) a un Brandauer dall’aria porcina che sembra la comparsa di un parco a tema. C’è anche Bruto che, non si sa per scelta d’autore o per la legge di Ed Wood (buona la prima), non riesce a conficcare al primo colpo un coltello su un palo di legno. Forse un’allusione sottile al destino omicida del figlio di Cesare? Ma una scena eleva il film al rango di esperienza mistica: l’assalto finale e disperato dei Galli a Gergovia. La scena di massa vede l’intervento di un’accozzaglia di personaggi recuperati dalle peggiori bettole della Bretagna (e pagati probabilmente con generose razioni di Grog). Uno di essi, forse già stroncato dalle libagioni, si getta contro il nemico camminando tranquillamente in mezzo ai suoi compagni di assalto! Il tragico epilogo viene suggerito dal regista senza mostrarci nulla (e l’ellisse è in fondo una delle leggi del grande cinema). Vediamo solo le lance romane scagliate verso un bersaglio inesistente e poi tutti i galli morti o morenti sulla tragica spianata. I maligni suggeriranno che probabilmente erano finiti i soldi, ma noi sappiamo che ancora una volta è stata una scelta d’autore. Suggerito per chi si sta preparando sul “De bello gallico” per un’interrogazione.

 
 
 
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