
G.G. Allin (1956-1993), poeta, crooner raffinatissimo, coprofilo, coprofago, antisociale. Più volte arrestato per atti osceni e aggressione, G.G., con la sua band, i Murder Junkies (Tossici assassini), ha portato oscenità e distruzione in giro per l’America fino a che la morte, da lui più volte invocata, lo ha sorpreso sotto forma di overdose, impedendogli di tener fede al suo proposito di uccidersi sul palco. Idolatrato da branchi di freak e derelitti, ricambiava il loro amore attaccandoli all’improvviso e riempiendoli di botte durante i concerti (e venendo ripagato con la stessa moneta). Di G.G. rimane una bellissima foto funebre in cui il cadavere, che secondo il suo volere non era stato lavato, appare vestito in alta uniforme: il chiodo, il sospensorio, il volto tumefatto. Una bottiglia di Jack Daniels in una mano, il microfono (che G.G. amava utilizzare come arma per infliggersi ferite e frantumarsi i denti) stretto in pugno.
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il 25/03/2009 alle 00:50
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