Tana del Leprecano

Di solito non sono uno che prega, ma se sei lassù, per favore salvami, Superman. (Homer J. Simpson)

 

 

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Da Torino all'isola

Post n°59 pubblicato il 28 Febbraio 2006 da duffogrup
 
Foto di duffogrup

A causa della pigrizia anch'io come Rocca mi sono rebaltato ed ho consentito al maestro Perboni di battermi sul tempo. Il primo post postolimpico l'ha scritto lui. Ora che sono finite mi sento comunque di proferire ancora qualcosa in merito alle Olimpiadi, un po' come l'avvoltoio che banchetta tra i cadaveri a battaglia finita. C'è da dire che le gare alla fine sono filate via lisce, molti si sono divertiti. Si è detto che gli italiani hanno scoperto nuovi sport che li hanno appassionati, confidiamo che li dimenticheranno nei prossimi mesi molto velocemente. Caso mai ce ne fosse bisogno, il mondiale di calcio tedesco completerà l'opera spazzando via ogni ricordo. Torino tornerà ad essere triste. Carolina Kostner finalmente si dovrà spogliare per riconquistare le copertine dei settimanali. I curlinghisti torneranno a scopare il retro del McDonald's di Cortina. Fabris si ritroverà a pattinare di nuovo solo soletto sui laghetti ghiacciati dell'altopiano di Asiago. Che forse, per lui, è meglio così. L'attualità lascerà lo spazio alla nostalgia dunque. Ma prima che anch'essi vengano avvolti da una salutare saudaji, volevo parlare di due aspetti che hanno intristito non poco la pantomima olimpica. Il primo è l'inno nazionale cantato dalla bambina. Ora, la prima volta mi va pure bene: la cerimonia d'apertura, la sorpresa, il candore che emanava la bimbetta. Sono disposto persino ad accettare la pacchianamente eccessiva retorica patriottica. Ma alla premiazione di Di Centa dovevano proprio farcela sentire di nuovo?? Un minimo di pietà per la marcetta di Michele Novaro che è già bruttina di suo ma che di solito riesce ad ispirare anche un cincinino di simpatia. In quel momento metteva solo tristezza e faceva cambiar canale. E ve lo dice uno che nel 2001 ha cantato l'inno sull'attenti per circa 300 giorni di fila (licenze a parte) alle 7 di mattina e vi assicuro che farlo a Trieste d'inverno non è una bella cosa. Il secondo momento triste è in realtà un successo dell'organizzazione e di mamma Rai: la riabilitazione mediatica di Alberto Tomba. Al carabiniere più antipatico d'Italia hanno fatto fare il tedoforo nella cerimonia d'apertura, e fino a lì è sopportabile: sta zitto e corre. Ma gli hanno fatto pure fare l'opinionista fisso alla trasmissione della sera!! Ma cosa pretendono da quella mente? Discorsi compiuti? Chi lo conosce lo sa. Non potevano mettergli solamente degli sci ai piedi e un blocco di ghiaccio in testa e usarlo per impersonare la mascotte Gliz impegnata nello slalom? D'altrocanto alla Rai sono buoni, ai loro abbonati ci tengono. Non spingerebbero mai le loro fedeli vecchiette al suicidio con un overdose del 2° Albertone nazionale. Lo stillano in piccole dosi, per prepararci per benino alla prossima isola dei famosi.

 
 
 
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Data di creazione: 21/01/2006
 

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