
Quali misteri si celavano dietro il concerto dei Baustelle al Velvet di Aviano di cui abbiamo parlato qualche post fa?
Brividi! Mistero! Intrighi internazionali! Formule segrete
Una Pop-Produzione Tana del Leprecano
Con Francesco Bianconi, Rachele Bastreghi, Josip Broz
Trama: In realtà Bianconi è il celebre criminale Baustellik che, assieme alla fidata Rachele Kant, è giunto ad Aviano per rubare i progetti di un nuovo aereo spia che gli americani, con il beneplacito del Presidente Saragat, stanno mettendo a punto col proposito di usarlo per spiare le mosse del Maresciallo Tito quando va in vacanza nelle isolette croate. Gli americani vogliono carpire all’ignaro maresciallo il segreto delle sue impeccabili uniformi bianche. Il loro proposito è di fare un’uniforme più bianca del bianco, immergerla in un micidiale veleno ad azione ritardata e farne dono a Fidel Castro per eliminarlo una volta per tutte. Bianconi/Baustellik, dopo che Rachele ha addormentato le sentinelle della base NATO con una versione soporifera di Corvo Joe, si introduce nel quartier generale, dove seduce con suo sguardo languido la generalessa Steelbreast. Appropriatisi dei documenti segretissimi, i due kriminali fanno in tempo a tornare al Velvet giusto in tempo per iniziare il loro concerto. Nel frattempo, però, le sentinelle, dopo essersi svegliate fanno rinvenire la generalessa facendole leccare un intero foglio di LSD con sopra impresso il volto di Eisenower. Messi in allerta gli agenti CIA di tutto il Friuli Venezia Giulia, gli americani iniziano a dare la caccia ai documenti scomparsi. Un sensore speciale, in grado di rilevare l’onda radio emessa dai criminali, sviluppato da Von Braun e Majorana (rapito da loro molti anni prima) individua nel Velvet il possibile covo dei malfattori. Le onde radio delle strumentazioni americane interferiscono però con la strumentazione della band di Baustellik, che finisce il concerto alla bell’e meglio per non destare sospetti e fugge assieme a Rachele su una Lancia Fulvia in direzione di Trieste, con gli americani alle calcagna. Dopo un rocambolesco inseguimento sulla costiera, i due arrivano in città. Uno scontro a fuoco in via Oberdan li spinge a distruggere i documenti segreti. Ormai rassegnati a darsi la morte, si rifugiano in un edificio li vicino. Mentre stanno per accendersi l’ultima Muratti, con solo due colpi nella loro Luger, una voce dall’inconfondibile accento slavo li blocca: “Bela arma, anca io ne o una così”, Baustellik e Rachele Kant si voltano. Un uomo in mutande li fissa da un camerino di prova. Con loro sommo stupore si rendono conto che si tratta del Maresciallo Tito che sta comprando una partita di uniformi nuove a Trieste: “Vegno sempre da Godina a far spese!” dice soddisfatto il noto statista. In quel mentre le guardie del corpo del Maresciallo si rendono conto che il negozio di Godina è circondato da agenti della CIA e militari. “Muli, steme drio!” dice Josip Broz a Baustellik e Rachele. La strana comitiva sale sul tetto di Godina. Arrivano in cima al palazzo, l’elicottero silenzioso di Tito è già avviato. Tutti salgono e si dirigono, festanti, verso Brioni, lasciando gli americani con un pugno di mosche.
FINE (o forse no…)
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
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il 23/01/2008 alle 11:30
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il 23/12/2007 alle 01:27
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il 31/01/2007 alle 14:50
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il 05/01/2007 alle 10:57