
Una volta entrati nell'ottica dell'utilizzo dei tempi morti si percepisce subito l'importanza del sedile anteriore destro della propria auto. Uno spazio, inutilizzato dal 90% della popolazione che ogni mattina si reca al lavoro in macchina (visto che quasi tutti vogliono restare da soli nei momenti di sconforto), che può diventare una formidabile biblioteca per letture "da cesso". Mantengo il termine anche se nel caso specifico dovrei usare da semaforo, da ingorgo, da coda al casello. Nel grigiore del traffico invernale, quando tra le nuvolette di monossido di carbonio e le gocce di pioggia spazzate via con regolarità dal tergicristalli l'unica vivacità è data dalle luci rosse dei fanalini delle macchine, cosa c'è di meglio di allungare la mano e prendere una rivista colorata e piena di foto, una rivista come Focus insomma. Focus è stata una delle prime riviste italiane a trattare argomenti di biologia, medicina, tecnologia, storia, sociologia ecc. ma che puoi tranquillamente trovare dal barbiere. Nata originariamente in Germania (bisognerebbe deferirli all'Onu, altro che seggio nel Consiglio di sicurezza), Focus ha al suo interno un numero impressionante di articoli, box, risposte a quesiti scientifici, tutti rigorosamente al di sotto dei 5/10 minuti di lettura media. Mezza paginetta A4 per parlare dell'effetto serra. I "dossier" sono costituiti da 4/5 articoli, ognuno leggibile indipendentemente dagli altri. Le foto sono le vere protagoniste delle pagine di Focus, grandissime e bellissime, peccato che la maggiorparte siano state già pubblicate dal National Geographic. Altra costante di Focus è il servizio sul sesso nel numero di Agosto, annunciato dalla consueta donna nuda in copertina, quasi che solo d'estate ti possano interessare certi argomenti. Il successo di Focus ha fatto nascere diverse imitazioni, tra tutte Focus Jr, Newton e Quark, che hanno incominciato a intasare le edicole, relegando sugli scaffali in alto le riviste scientifiche. Ma non c'è da essere tristi. Anche i depressi redattori de "Le Scienze" fermi al semaforo, allungano la mano, prendono Focus sul sedile di fianco, leggono quanta pipì potrebbe passare ogni secondo per la cascata del Niagara e ritrovano il sorriso.
Inviato da: lottergs
il 25/03/2009 alle 00:50
Inviato da: b.raf
il 23/01/2008 alle 11:30
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il 23/12/2007 alle 01:27
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il 31/01/2007 alle 14:50
Inviato da: buknowski
il 05/01/2007 alle 10:57