La fanciulla in un mondo di illogiche chimere
perse di vista il proprio punto di vista.
Lei sa che non ha giustificazioni per essersi voluta precipitare giù dal precipizio dietro al bianconiglio.
Allora mente, e dice che le chimere sono splendidi uccelli piumati.
Perlomeno piccioni, dico io. Ma già mi accorgo che lei ha le piume attaccate alle palpebre. Giele indico e rido. Lei mi dice che sono invidiosa. Le dico un po' instupidita "ma ti sei scimunita?". Lei risponde "non è colpa mia se nessuno ti ha insegnato a vedere gli uccelli piumati".
Corro a cercare uno specchio.
Lo sollevo contro il mio viso.
Cosa vedo?
Il mio viso.
Cos'ho attaccato alle palpebre?
Niente.
Cosa sono quelle? Mi indico le chimere sulla testa.
Chimere.
Un tempo venne K, mi prese le mani e mi pose tra esse un batuffolo piccolo e caldo che pulsava veloce pizzicando le dita. Guardai fra le mie mani: mi aveva donato un piccolo, dolce, tenero e variopinto uccello piumato.
Ripassa il bianconiglio e la fanciulla sempre dietro. Corro da lei. L'afferro con una mano. Lei si ferma e mi guarda. Io apro l'altra mano e lo splendido uccello piumato si staglia contro il cielo con tutti i suoi colori. Sorrido, così felice.
Un piccione puzzone, dice lei.
E via dietro al bianconiglio.
Resto ancora un po' instupidita, poi penso che in fin dei conti io non sono Alice.
Non posso salvarli.
E questo sarà mica il paese delle meraviglie.
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