
Non sono un mostro di razionalità.
Tu sei tutta cuore, m'aveva detto lui.
Tu sei una ragazza col cuore sulle spalle, m'aveva detto Paolo.
Le passioni mi invadono, mi inondano, mi squassano. So sempre che prima o poi dovrò pensare alle conseguenze delle mie azioni, ma preferisco e scelgo di rimandare il pensarci a quando proprio devo sbatterci la testa contro. Il più delle volte questo succede quando sono sommersa dall'alta marea e dalle molteplici onde confuse e a-direzionali dei casini che ho creato attorno a me.
Un tempo non ero così. Un tempo ero misurata, pensavo, ponderavo, e lo facevo così tanto che poi non combinavo mai niente.
Ora invece seguo l'odore dei frutti di bosco e mi scosto dal sentiero per andarli a mangiare. Poi vedo gli alberi del bosco e mi affascino a guardarli, e dimentico il profumo e il languore per arrampicarmici sopra. E salendo vedo il cielo e mi immobilizzo e dimentico gli alberi perdendo lo sguardo nella sfumatura cerulea dell'aria. Ma da lassù a un certo punto vedo il sentiero. Ecco, so sempre dove sto andando in realtà. Ma le deviaziono diventano a volte altrettanto importanti, quanto la strada, magari diventano persino la strada.
Sono confusa, ma come la spiego la quiete felina che ho nel cuore? Bisogna provarla per capirla. Bisogna vedere come sorrido, per capirla. E sentire quanto rido. E quanto ho voglia di giocare ed essere leggera e vivere.
Domattina. Tazza. Mirtilli. Banane. Tè caldo. Pensiero ondeggiante nella testa. Ieri sera. Ieri sera. Ieri sera. Ieri sera. E ancora. Ancora. Ancora. Le giornate nuove, quanto sono belle. Sottotesto: sono felice.
Stasera sono tornata a casa con un palloncino rosso a forma di cuore. Me lo ha regalato un clown. Se a questo punto mi innamorassi di un clown, sarebbe la cosa più coerente che potrei fare.
Inviato da: cassetta2
il 13/12/2020 alle 14:30
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il 26/04/2011 alle 22:42
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il 13/07/2009 alle 04:20
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