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Raccolta di scatole e flaconi di farmaci di ieri - di Giulia Bovone

 

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Approfondimento Bayer: la bufala, il mistero e la triste realtà

Post n°59 pubblicato il 09 Febbraio 2011 da lafarmaciadepoca
 

Buona giornata a tutti, ecco il primo approfondimento riguardante la Bayer.

Ho deciso di riportare tre casi emblematici: una bufala, un mistero ed una triste realtà.

La bufala: assumere un mix di Aspirina e Coca – Cola produrrebbe gli stessi effetti di una droga pesante.

Totalmente falso. Nonostante ciò che sostengono Grease ed Elio, quello delle Storie Tese (offro Coca-Cola con l'aspirina a tutti), Aspirina e Coca – Cola  non sono né allucinogene né afrodisiache, sono solo la solita leggenda metropolitana nata per dimostrare che tutte le multinazionali sono brutte, sporche, cattive e ci vogliono uccidere tutti, dal primo all’ultimo, collezionisti di scatole di latta compresi.
Perché si tratta di una bufala? Basta analizzare gli ingredienti che compongono la nota bevanda e capirete tutto: acqua, zucchero, anidride carbonica, acido ortofosforico (conservante, fornisce una buona acidità di stomaco, ma non interagisce con l’Aspirina), caramello (colorante)e caffeina (l’unico ingrediente potenzialmente pericoloso).
La caffeina è un potente vasodilatatore, che non ostacola gli effetti del farmaco, casomai li amplifica. Non vi è mai capitato di prendere il caffè e poi l’Aspirina, vero?
Che la bufala sia stata inventata da qualche genitore esperto di chimica, per indirizzare i suoi pargoli verso l’uso di finte droghe e “proteggerli” da quelle vere, o sia il parto del cospirazionista di turno, rimane un mistero.

Il mistero: Felix Hoffmann non ha sintetizzato l’Aspirina. È stato  Arthur Eichengrün, un chimico di origini
ebraiche il primo a sintetizzarla.

Arthur Eichengrün nacque nel 1867 ad Aachen (Aix la chapelle, situato al confine con la Francia), dove compì gli studi in chimica. Nel 1896 iniziò a lavorare per la Bayer, che lascerà nel 1908, fondando la sua casa farmaceutica: la Cellon-Werke, a Berlino.
Con il Nazionalsocialismo, l’industria farmaceutica gli fu espropriata nel 1938, in seguito alle accuse di aver impropriamente utilizzato il sostantivo “Israele” nel nome dell’industria. Dopo essere stato arrestato per ben due volte, nel 1944 ( all’età di 77 anni!) Arthur Eichengrün fu condannato ad essere deportato nel campo di concentramento di Theresienstadt, a cui sopravvisse (che tempra!).
Morì nel 1949 a Bad Wiessee.
Pochi mesi prima di morire, il chimico decise di pubblicare delle carte, in cui sosteneva di essere il vero inventore del processo di sintesi dell’Aspirina: l’arianissimo Felix Hoffmann, non solo aveva copiato il processo di sana pianta, ma aveva ottenuto l’approvazione e la paternità dell’invenzione dalla stessa Bayer, che aveva preferito che il padre dell’Aspirina fosse un chimico “100% pura razza teutonica”, piuttosto che un povero ebreo. Altrochè babbo malato con l’artrite che non voleva prendere la medicina!
Ad oggi, le carte non sono considerate attendibili dalla comunità scientifica e la paternità del procedimento di sintesi dell’Aspirina è attribuita a Felix Hoffmann.

 

La triste realtà: la Bayer ha condotto esperimenti atroci nei campi di concentramento.

Chi ha letto il mio post sulla tubercolosi, sa che negli anni della guerra, non esisteva ancora un vaccino e una cura efficace contro le infezioni da Mycobacter tuberculosis, particolarmente pericolosa per i soldati europei in maniera generale.

Per cercare una risoluzione al problema, la Bayer decise di condurre degli studi su 114 prigionieri del campo di concentramento di Dachau e su 120 nel campo di concentramento di Neuengamme. Tutti i prigionieri furono infettati dalla tubercolosi in modo artificiale e sottoposti ad ogni genere di “esperimenti” o meglio atrocità.  Il ricercatore capo era un tal Helmuth Vetter, il cui compito principale, oltre alla ricerca del vaccino, fu quello di sperimentare il Rutenol, il Peristol  e alcuni preparati sperimentali:  B-1034, B-1036, 3538 e P-111.
Gli esperimenti non portarono a nessuna conclusione, se non un magro articolo scientifico firmato da Vetter e la morte di 234 persone.

Grazie per aver letto il post.

 
 
 
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