Creato da liberante il 05/03/2005
Che anche nella più delirante delle fantasie il bianco su cui scrivo sia la mia verità.

IO

immagine

 

Ultimi commenti

Sei una persona speciale, forse non quella a cui mi...
Inviato da: liberante
il 03/06/2019 alle 12:21
 
Non se speciale o meno.. ma io, quel vasetto di margherite,...
Inviato da: di passaggio
il 03/06/2019 alle 06:51
 
...ah, scrivi... Ogni tanto. Un abbraccio. Rob.
Inviato da: Ruggero
il 30/12/2018 alle 01:34
 
Anche a me piaceva il tuo blog...titti
Inviato da: titti
il 16/12/2018 alle 17:15
 
Gentile Ospite, hai ragione. Le margherite ti guardano...
Inviato da: titti
il 16/12/2018 alle 17:13
 
 

Ultime visite al Blog

andre.ribesil_tempo_che_verraalea4dglUomopiricomariomancino.mla_locandaossimoraliberantetastoexploraditantestelleannisexantaCoulomb2003Narcyssedaunfiore
 

Area personale

 

FACEBOOK

 
 
Citazioni nei Blog Amici: 57
 

Chi può scrivere sul blog

Solo i membri di questo Blog possono pubblicare messaggi e tutti possono pubblicare commenti.
 

Copyright ©

Creative Commons License
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons.
 

 

« sedici e quarantottoquindici e zero uno »

dieci e quarantanove

Post n°576 pubblicato il 22 Novembre 2017 da liberante

Apro piano la porta. Sono emozionata. È troppo tempo che non entro ed immagino polvere ed odore di chiuso e quel senso di abbandono che solo i luoghi tanto amati e non più frequentati sanno dare. Sì, è vero sono venuta per il 25 aprile di ogni anno perché è un giorno in cui non posso non esserci, con la doppia negazione che odio ma che rende bene il senso, ma non basta per far ridiventare mio questo posto. Qui c'è davvero una parte di me e non potrei fare a meno di tutto quello che ho scritto in quegli anni. E quindi la domanda: perché non ho più scritto? Alibi e scusanti ne ho tanti. Mancanza di tempo è la più gettonata, ma anche mancanza di voglia. Eppure nei momenti in cui fumo la mia eterna sigaretta affacciata al balcone dell'ufficio nella mia testa i pensieri si allineano come parole e scrivo storie, che restano lì, in un cassetto della memoria e forse un giorno le tirerò fuori. Altra domanda. E perché oggi scrivo? Ma qui la risposta è facile. Perché ho voglia di trovare sulla tastiera i miei pensieri. Di inseguirli di nuovo tra tasto e tasto e cercare tra gli spazi bianchi il senso di me. Egoismo? Esibizionismo? Certo, ma anche emozione. E quindi mi racconto.

Periodo difficile perché finalmente mancano poco più di tre mesi alla pensione e di questo sono felice ed anche di più, ma … che c'è sempre un ma … il mio lavoro, che nonostante tutto amo, mi è diventato pesante. Pesante il tempo che mi porta via al benessere che provo a fare le cose che mi piacciono. Pesante il dovere fare a quell'ora quella cosa e non scegliere io quando svegliarmi, vestirmi, fare la lavatrice, andare a spasso ed altre sciocchezze che sciocchezze non sono. E poi la vecchiezza (!) con quel che si porta appresso di acciacchi. Le trascuratezze del tempo giovane le sto scontanto nel tempo vecchio.

Periodo sereno, positivo, allegro e perfino felice. La cosa che più mi spaventava e cioè il tornare a vivere con M. dopo una separazione di ben cinque anni si è rivelata la cosa migliore che potesse succedermi. Non è stato facile e nemmeno breve, però, dopo più di sei anni di ri-convivenza, posso dire che sto bene con lui. Siamo riusciti per un miracolo inspiegabile a trovare un equilibrio tra i nostri difetti e le nostre virtù e questo ha portato il rapporto ad un livello diverso da come non era mai stato. Amicizia. Quando lo amavo di quell'amore malato, forte ed egoista che pretendeva di cambiarlo, di non accettare le nostre differenze, con lui stavo male. Ormai, e forse la vecchiezza in questo aiuta, ho capito che tutti i miei difetti sono pari a tutti i suoi difetti e quindi accettando lui accetto me stessa.

Periodo meraviglioso e di orgoglio puro per il figlio, quello che era il Venticinquenne Pargolo, detto V.P., ora è un uomo di quasi trentacinque anni, che si sta costruendo la vita che vuole, con la sua meravigliosa compagna, che per me è la figlia che avrei voluto e che adesso ho. Sono insieme da un bel po' e vivono insieme a Milano da cinque anni. Sono a volte incredula e ammirata di quanto sono cresciuti insieme e di quanto stanno facendo per la loro vita e per il loro futuro e di quanto mi rendano orgogliosa. Sono emozioni così belle che mi fanno stare bene e molto. Penso che quasi tutto il benessere che provo mi derivi da questo vedere compiersi una tale magia. Certo sono anche preoccupata che il Pargolo troppo lavora, anche se capisco che sta investendo in una carriera importante e i successi quando arrivano sono bombe di fiducia e felicità. Sono anche preoccupata per la sua donna che ancora non ha un lavoro a tempo indeterminato, ma lo so che la situazione per i giovani è troppo brutta e che è già un miracolo avere un contratto di sei o nove mesi.


Ecco per oggi può bastare. Ho pulito questo luogo e ho messo un vasetto di margherite sul davanzale della finestra e chissà che una persona davvero speciale non lo veda.



 
Condividi e segnala Condividi e segnala - permalink - Segnala abuso
 
 
Commenti al Post:
massimocoppa
massimocoppa il 22/11/17 alle 12:45 via WEB
"ho messo un vasetto di margherite sul davanzale della finestra": io l'ho visto... :-)
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 23/11/17 alle 11:32 via WEB
... ed io ho visto te! Buona giornata. titti
(Rispondi)
 
merizeta21
merizeta21 il 22/11/17 alle 13:35 via WEB
mia cara, anche per me è così: le tue parole sono le mie, anche io adesso vivo con l'uomo che mi ha amato tanto da tornare ed accettare di vivere con una persona che ha solo un pezzetto di cuore. Ci siamo persino sposati, pensa!! il mio primo matrimonio con un abito quasi bianco, a sessant'anni. Lui ne ha 10 di meno, ma io non me ne accorgo. Io ho ancora cinque anni alla pensione, e il lavoro, che pure amo, pesa anche a me. Ed il figlio che lui ha avuto con un'altra e che è stato sempre anche un po' mio figlio, si divide fra sua madre (che non pone ostacoli, anzi!) e noi. Sono serena. E' già tanto in questo universo lanciato verso un destino che spero di non vedere.
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 23/11/17 alle 11:36 via WEB
Mia cara, il vivere sereni è quello che fa la differenza. La serenità è quel comodo vestito che ti copre del giusto tepore con la morbidezza che in alcuni momenti hai bisogno. L'ho capito tardi, ma il benessere è il vero bene di essere, di essere se stessi e di accettarsi. Ho capito che nel momento in cui non pretendevo da altri cambiamenti impossibili, sarei stata bene anche con me stessa. Buona giornata con un abbraccio.
(Rispondi)
 
Narcysse
Narcysse il 25/11/17 alle 00:50 via WEB
(I)Son venuto e ho trovato la risposta alla mia speranza... che siate voi sereni!! Scrivere è leggere il vero in sè... trovare parole che altri leggendo, sentiranno proprie... e si sentiranno in debito di umanità... perchè è cosi che mi sento io leggendoti: in debito d’almeno un fiore ogni volta!!
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 25/11/17 alle 15:06 via WEB
Non sentirti mai in debito con me, perchè le tue conchiglie ancora mi sorridono ogni volta che mi siedo in cucina. E' per me importante ritrovarti esattamente come sei nel mio ricordo.
(Rispondi)
 
JON.L
JON.L il 11/12/17 alle 10:58 via WEB
Buon giorno, è passato del tempo, ma è sempre piacevole leggerti.Leggo che stai bene e ti manca un soffio per la meritata pensione. Il figlio che ha 35 anni e si sta costruendo una vita, mi fa pensare hai miei 35, a quel tempo tutto accadeva prima,nei miei 35 avevo già sistemato una casa e stavo per rivenderla per acquistarne una nuova,lavoravo già da 17 anni, mia figlia aveva già 4 anni,ero sposato da 6 anni e convivevo da 8, la mia passione era già coronata e volavo già da 9 anni. Ora mia figlia ha 26 anni, si è laureata e sta facendo un master e, io pensavo di potermi rilassare per godermi serenamente questa età. Tuttavia le aspettative, "sempre" vengono deluse. Mi hanno detto che dovrò lavorare ancora 6 anni, salvo variazioni possibili, ad oggi sono più di 40 anni che lavoro, ma non bastano più. Mia figli finirà il suo percorso verso i 30 anni e poi dovrà cercarsi un lavoro. Accade tutto dopo, si è spostato il baricentro, ma i figli? Nascono anche loro dopo? O dopo, è troppo dopo ed è maglio lasciar stare? Un Abbraccio ed un sorriso :-) jo
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 14/12/17 alle 10:06 via WEB
Carissimo! Sempre emozionante ritrovarti, anche se in realtà ti seguo su FB, però qui è diverso ed anche se trascuro questo luogo ho un legame molto forte con il mio blog e con tutto il mondo che gira intorno. Un caro saluto. titti
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
wow il 22/09/18 alle 22:49 via WEB
Son belle le margherite perché durano. Sui davanzali di certe finestre che affacciano sul mare, poi... e non sai mai se guardano davanti o dentro.
(Rispondi)
 
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
titti il 16/12/18 alle 17:13 via WEB
Gentile Ospite, hai ragione. Le margherite ti guardano comunque, ti seguono e sanno sorriderti quando ne hai bisogno... Ciao e spero di rivederti tra le mie parole e le mie margherite. titti
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
Ruggero il 30/12/18 alle 01:34 via WEB
...ah, scrivi... Ogni tanto. Un abbraccio. Rob.
(Rispondi)
 
Utente non iscritto alla Community di Libero
di passaggio il 03/06/19 alle 06:51 via WEB
Non se speciale o meno.. ma io, quel vasetto di margherite, nel mio piccolo passaggio, le ho scorse. Come ho scorso questo diario eccezionale che non si lascia scrivere più...
Liberante è un nome potente, bellissimo. Spero possa tornare a comporre ancora altro, altre parole, pensieri, un nuovo flusso.
(Grazie dello spazio)
(Rispondi)
 
 
liberante
liberante il 03/06/19 alle 12:21 via WEB
Sei una persona speciale, forse non quella a cui mi riferivo, ma comunque lo sei. Ti sei fermato e hai avuto il tempo e la voglia di passeggiare tra le mie parole e mi hai lasciato le tue, che mi hanno emozionato e fatto riflettere. No, è vero, non scrivo e mi manca. Mi manca la fantasia e l'impegno. Ci devo pensare e devo ritrovare la forza delle parole. Quindi sono io che dico grazie a te e qui lo spazio certo non manca. Grazie ancora. Mi ha fatto bene leggerti.
(Rispondi)
 
Gli Ospiti sono gli utenti non iscritti alla Community di Libero.
 
 

Archivio messaggi

 
 << Ottobre 2020 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

DA LEGGERE

 

Antonio Gramsci "La Città Futura" (1917)   

 

" Odio gli indifferenti: credo come Federico Hebbel che “vivere vuol dire essere partigiani”. Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e partigiano. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L’indifferenza è il peso morto della storia. E’ la palla di piombo per il rinnovatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che circonda la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scoraggia e qualche volta li fa desistere dall’impresa “eroica”. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. ".......

..... continua qui  

 

Tag