Creato da kallinikos il 14/10/2006

WHAT'S NEW

UPDATE DEL SITO:300 LIBRI FAMOSI

 

 

« PENSIERI DI Vittorio HφsleIl primo esempio di Banca »

Apuleio di Madaura

Post n°3 pubblicato il 25 Ottobre 2006 da kallinikos

Il retore africano Apuleio di Madaura (120-180 circa) scrisse intorno al 160 il noto romanzo Le metamorfosi (conosciuto anche come L’asino d’oro), in cui si narrano le peripezie di un certo Lucio che, trasformato in asino, subirà ogni sorta di avventure prima di essere nuovamente riportato alla propria condizione originaria.

Ad un certo punto del racconto Lucio, già in forma di asino, viene acquistato da un onesto mugnaio, maritato ad una donna dissoluta così descritta:

“Quel mugnaio, che mi aveva fatto sua proprietà pagandomi, un uomo peraltro buono e soprattutto modesto, aveva ottenuto in sorte come moglie una donna pessima, di gran lunga la peggiore di tutte le donne, e sosteneva pene estreme in casa e a letto, al punto che, per Ercole, anche io me ne doglievo in silenzio per lui. Non mancava alcun vizio a quella pessima donna, ma tutte le nefandezze erano confluite nel suo animo come in una melmosa latrina: crudele, funesta, ammaliatrice, ubriacona, ostinata, caparbia, vergognosamente avara nell’arraffare, scialacquatrice nelle spese per le sue porcherie, nemica della fede, avversaria del pudore. In quel tempo, disprezzati e calpestati i divini numi, al posto della religione stabilita fingeva sacrilegamente di credere in un Dio che proclama unico, osservando cerimonie inconsistenti e ingannando tutti gli uomini e il suo misero consorte, dandosi fin dal mattino al vizio e offrendo continuamente il suo corpo alla fornicazione” (Metam. IX, 14).

Alcuni critici hanno creduto di vedere, nel ritratto di questa donna, una cristiana; gli elementi a favore sono innanzitutto l’allusione alla credenza in un Dio unico e alle inconsistenti cerimonie. In secondo luogo, la terminologia usata per descrivere la sua dissolutezza, ricorda da vicino quella utilizzata ad esempio da Tacito nei confronti dei Cristiani (i flagitia), e gli aggettivi “ostinata” e “caparbia” richiamano alla mente la pertinacia e l’obstinatio dell’epistola di Plinio a Traiano.

In mancanza di ulteriori elementi, tale interpretazione rimane comunque un’ipotesi

per approfondire

 
 
 
Vai alla Home Page del blog

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Gennaio 2026 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
      1 2 3 4
5 6 7 8 9 10 11
12 13 14 15 16 17 18
19 20 21 22 23 24 25
26 27 28 29 30 31  
 
 

FACEBOOK

 
 

I MIEI LINK PREFERITI

ULTIME VISITE AL BLOG

nalyadidyforeverErik721psyke62socialbutterflyilmondodisusy
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
Citazioni nei Blog Amici: 4
 
 
 

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963