Creato da Ish_tar il 06/10/2008

un giorno per caso

che il mare sia la mia canzone e il vento la sua melodia

 

 

Tuffi nel tempo

Post n°1130 pubblicato il 26 Novembre 2020 da Ish_tar

Agenzia Isola Rossa - La tua agenzia turistica per la Sardegna

 

E' strana la vita a volte, quando meno te lo aspetti ti schiude un sipario che non avevi immaginato. Puoi esserti persa nel tempo che è passato o addirittura aver dimenticato, ma lei è capace di risvegliarti un sentire che credevi rimosso per sempre. E ti accorgi che non fa più male, mentre sulle labbra ti si dipinge un sorriso e gli occhi brillano di curiosità e di contentezza, ché in fondo gli anni sono passati buttando su ogni parola una manciata di polvere che ha sopito, in qualche modo, gli entusiasmi delle contingenze. C'è nell'aria un sentore di tenerezza, i pensieri si posano lievemente sotto lo sguardo, come un castello di carte sospinto dal vento,  che nell'adagiarsi riporta in superficie le fondamenta. Non saprai mai se i tuoi dubbi resteranno tali o se verrà data una risposta, quantomeno per dirimerli, ma non ti importa, ormai sei passata oltre con la sicurezza che l'esperienza ti ha conferito, senza presunzione. Vorresti solo temporaneamente ricongiungere quel filo, per sapere come sia andata la vita, per dare una collocazione a tanti momenti rimasti nel vuoto, come tasselli senza uno sfondo, in un puzzle che non è mai esistito. Ma tu sai che quello spezzone del tuo percorso è esistito perché ti ha visto porre in essere una fiducia cieca, nel vero senso della parola, unicamente sostentata dalla buona fede e dal cuore. Vorresti solo completare il disegno di un tramonto che hai vissuto con tutta te stessa, fosse anche l'ultimo di quella storia infinita. E con un sorriso esci di scena, almeno tu, con la lealtà che ti contraddistingue. Ognuno è libero di essere o di apparire, siamo fatti di una sostanza deteriorabile, ma l'anima resta quella di sempre e nessun evento che avrebbe potuto corromperne la limpidezza, può asserire di essere riuscito in questo intento.

 

 
 
 

Il coraggio di tacere

Post n°1129 pubblicato il 05 Ottobre 2020 da Ish_tar

 

Non è un compito facile lasciar andare chi si ama. E' una grande dimostrazione di forza d'animo e di generosità, sentimento che permette di privarsi di qualcosa a cui teniamo, sapendo di fare il bene di qualcun altro. Quanta sofferenza, in realtà, dietro questo "lasciar andare"... Quanto grande e doloroso è stato lo strappo che il cuore ha subito in seguito a questa ulteriore rinuncia? La natura umana è fatta per socializzare, per creare dei rapporti consolidati che aiutino una crescita stimolante e reciproca e corroborino le persone in questione con la rispettiva presenza. Se poi si è avvezzi a concedere la fiducia senza riserve, affezionandosi al minimo gesto di reciproca attenzione, basta un nulla per crearsi tutto un mondo di amicizia e di sintonia che molto spesso sono solo unilaterali, ma questo non si sa fino a quando non si prende atto dell'intenzione dell'altro di scindere quel rapporto che si credeva dovesse durare per sempre. L'amore ha mille sfaccettature e mille forme ma, quando finisce, qualunque sia la sua natura, lascia un vuoto che niente potrà colmare, non almeno con identiche caratteristiche. Ne arriveranno di nuovi o forse ci si abituerà a stare da soli, se la contropartita di un rapporto non ricambiato è l'umiliazione continua verso se stessi. Arriva un momento in cui ci si guarda allo specchio e ci si chiede scusa, si sente in maniera eclatante la necessità di perdonarsi per aver tanto a lungo posto il proprio io al secondo se non all'ultimo posto, nel cieco tentativo di far funzionare un  rapporto a senso unico. Dove non c'è scambio, prima o poi si sforano i limiti della buona fede e si aprono occhi che prima sembravano non accorgersi delle evidenti disparità. Inevitabile la decisione di interrompere questa corrente univoca, anche con grande sofferenza se la persona della cui compagnia ci si sta privando è un affetto importante. Da questo momento la scelta più giusta è rimanere in silenzio, non per punire o per vendicarsi di quello che non si è ricevuto in cambio della nostra disponibilità, l'opzione di non dire più nulla è l'ultimo gesto d'amore verso chi sta andando via dalla nostra vita. Finita l'empatia viene spontaneo, dopo un primo momento di dolore e smarrimento, lasciarsi andare a recriminazioni e frasi cattive dettate dall'orgoglio, tutti comportamenti che servono a trasformare qualcosa che è stato bello e che continua comunque ad avere un senso nel nostro vissuto (come, ad esempio, quando si tratta di affetti familiari...) in una porta sbattuta in faccia che più che fare rumore, stride pesantemente a ridosso dei sentimenti che ognuno di noi custodisce in sé. Ben venga dunque il coraggio di tacere! il mosaico resterà integro, senza cancellazioni o distruzione di tasselli che resteranno nel quadro della nostra vita e si potranno visitare in qualunque momento, cercandoli alla voce Esperienza.

 
 
 

Amore

Post n°1128 pubblicato il 04 Ottobre 2020 da Ish_tar

 

 

 

 

Amore,

entità multiforme,

incorporea,

tempestata di occhi

che guardano l’oltre.

Tu sei il Principio

e la Fine,

se pur eterno.

Perduri dirimendoti

in istanti,

lasciando impronte latenti

che nessun tempo

riesce a far defluire.

Per questo cagioni

Mancanza

a chi di Te si sostenta.

Misero inseguitore

di un mistero insondabile

che non ha mai Fine,

della quale perfino l’infinito

è corteggiatore insistente. 

 

 
 
 

***

Post n°1126 pubblicato il 20 Settembre 2020 da Ish_tar

Scusami. 

Ti chiedo scusa per averti lasciato nel silenzio, in quel limbo amaro della non consapevolezza, nel buio triste delle supposizioni, nel timore di aver fatto qualcosa di sbagliato che possa avermi ferita. Perdona la superficialità con cui a volte sono passata lasciandoti un'impronta... e la mia fuga repentina, prima che cambiassi idea e mi venisse voglia di metterti a parte della mia vita, senza rispettare la tua che ha il diritto di scorrere serena. A volte è molto più semplice tacere, chissà perché non ce ne accorgiamo anche quando siamo noi a ritrovarci all'oscuro? In quell'occasione la sofferenza si fa greve e urge forte contro il petto, l'ansia si impossessa di ogni piccolo battito e le labbra non riescono a fare a meno di chiedere, quando non feriscono in preda all'istinto. Forse è nell'ordine delle cose che si capisca l'importanza del proprio comportamento solo quando a farne le spese siamo noi stessi, in un circolo chiuso di egoismo e di compartecipazione che crediamo di avere diritto di pretendere. Fatto sta che adesso ho bisogno di farti sapere che spesso ho pensato al benessere che mi procurava lo starti vicina, quando ti affidavo gli eventi della mia quotidianità nel modo che il momento mi suggeriva... ed al senso di pace che ogni fine mi lasciava dentro. Come in un incomprensibile paradosso, visto che la fine ha di per sé, intrinseco, un che di incomparabile con il sollievo che a me perveniva. Ho potuto starti distante, forse perché avevo paura di scoprire che guardarmi dentro è più temibile del far caso all'esteriorità o magari perché ero stanca di 'vedere' con i miei stessi occhi quello che già vedevo con tutto il mio essere, ogni giorno. Oggi sono qui, come quando si bussa alla porta di un amico che forse ha cambiato domicilio, con la paura recondita di non trovare nessuno o di non avere risposta, senza tuttavia tornare sui propri passi.

Sei come casa, quando ti accoglie... stanca, arrabbiata, o semplicemente bramosa di normalità.

Volevo dirti solo questo. Grazie.

 
 
 

7 novembre 2019

Post n°1125 pubblicato il 07 Novembre 2019 da Ish_tar

 

Forse avrebbe potuto compensarsi con quella personalissima poesia che da sempre l’aveva aiutata a superare ed a corroborarsi, scongiurando, almeno con il pensiero, l’inevitabile che comunque avrebbe dovuto sondare in tutta la sua profondità. Anche contro la sua innata risolutezza, anche contro la sua volontà.  Se lo chiedeva ogni giorno, senza sapersi dare una risposta. Nonostante tutto era felice di aver previsto ciò che le era stato concesso di intuire, sebbene i momenti di inevitabile ansia avessero a tratti prostrato quel coraggio che a fatica era riuscita a radunare dentro di sé. Quello che la sua mente, se pur percettiva  e vivace, non era riuscita a colmare era il vuoto che avrebbe seguito gli eventi. Quel senso di perdita che ti fa sfinire davanti al fatale, all’ineluttabile, che raccoglie il tuo corpo come in un guscio, nell’intento di aiutarti a ritrarre quel che di fragile ed avverso ti sta attraversando come una sferzata, quando tutto sembra troppo difficile da affrontare ed oltrepassare. Così era andata avanti lasciando che tutto accadesse, come si fa quando non esistono alternative. Ed erano arrivati giorni di solitudine e di incompletezza, giorni di pianto e di disperazione, giorni che sembravano lenti inespressive attraverso le quali a malapena si intravedeva la possibilità di riaffiorare da quella terra che l’aveva stremata, attirandola a sé e stringendola al suolo come in una morsa infinita.  In quei giorni fai tuoi, a spese della tua pelle,  i convincimenti che ti hanno trasfuso fin da quando eri piccola: “Il tempo ti guarirà…” . Poi ti accorgi che davvero i progressi arrivano, a passi quasi impercettibili e ti regalano piccole conquiste che ti aiutano a riemergere, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, e capisci che realmente esiste un balsamo più efficace di tutti che è la Speranza. Tempo, Speranza, Credo. E il dolore ti affranca sconfitto, mentre riprendi in mano la tua vita.

 

 
 
 
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voli

 

voli

 

Il tuo più tenue sguardo - Edward Estlin Cummings


 


Il tuo più tenue sguardo

facilmente

mi aprirà

benché abbia chiuso me stesso

come dita sempre mi apri

petalo per petalo

come la primavera fa

toccando accortamente

misteriosamente

la sua prima rosa

e io non so

quello che c'è in te

che chiude e apre

solo qualcosa in me

comprende

che è più profonda

la voce dei tuoi occhi

di tutte le rose

nessuno

neanche la pioggia

ha così piccole mani

 

voli

 

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