Creato da Ish_tar il 06/10/2008

un giorno per caso

che il mare sia la mia canzone e il vento la sua melodia

 

 

Amore

Post n°1128 pubblicato il 04 Ottobre 2020 da Ish_tar

 

 

 

 

Amore,

entità multiforme,

incorporea,

tempestata di occhi

che guardano l’oltre.

Tu sei il Principio

e la Fine,

se pur eterno.

Perduri dirimendoti

in istanti,

lasciando impronte latenti

che nessun tempo

riesce a far defluire.

Per questo cagioni

Mancanza

a chi di Te si sostenta.

Misero inseguitore

di un mistero insondabile

che non ha mai Fine,

della quale perfino l’infinito

è corteggiatore insistente. 

 

 
 
 

***

Post n°1126 pubblicato il 20 Settembre 2020 da Ish_tar

Scusami. 

Ti chiedo scusa per averti lasciato nel silenzio, in quel limbo amaro della non consapevolezza, nel buio triste delle supposizioni, nel timore di aver fatto qualcosa di sbagliato che possa avermi ferita. Perdona la superficialità con cui a volte sono passata lasciandoti un'impronta... e la mia fuga repentina, prima che cambiassi idea e mi venisse voglia di metterti a parte della mia vita, senza rispettare la tua che ha il diritto di scorrere serena. A volte è molto più semplice tacere, chissà perché non ce ne accorgiamo anche quando siamo noi a ritrovarci all'oscuro? In quell'occasione la sofferenza si fa greve e urge forte contro il petto, l'ansia si impossessa di ogni piccolo battito e le labbra non riescono a fare a meno di chiedere, quando non feriscono in preda all'istinto. Forse è nell'ordine delle cose che si capisca l'importanza del proprio comportamento solo quando a farne le spese siamo noi stessi, in un circolo chiuso di egoismo e di compartecipazione che crediamo di avere diritto di pretendere. Fatto sta che adesso ho bisogno di farti sapere che spesso ho pensato al benessere che mi procurava lo starti vicina, quando ti affidavo gli eventi della mia quotidianità nel modo che il momento mi suggeriva... ed al senso di pace che ogni fine mi lasciava dentro. Come in un incomprensibile paradosso, visto che la fine ha di per sé, intrinseco, un che di incomparabile con il sollievo che a me perveniva. Ho potuto starti distante, forse perché avevo paura di scoprire che guardarmi dentro è più temibile del far caso all'esteriorità o magari perché ero stanca di 'vedere' con i miei stessi occhi quello che già vedevo con tutto il mio essere, ogni giorno. Oggi sono qui, come quando si bussa alla porta di un amico che forse ha cambiato domicilio, con la paura recondita di non trovare nessuno o di non avere risposta, senza tuttavia tornare sui propri passi.

Sei come casa, quando ti accoglie... stanca, arrabbiata, o semplicemente bramosa di normalità.

Volevo dirti solo questo. Grazie.

 
 
 

7 novembre 2019

Post n°1125 pubblicato il 07 Novembre 2019 da Ish_tar

 

Forse avrebbe potuto compensarsi con quella personalissima poesia che da sempre l’aveva aiutata a superare ed a corroborarsi, scongiurando, almeno con il pensiero, l’inevitabile che comunque avrebbe dovuto sondare in tutta la sua profondità. Anche contro la sua innata risolutezza, anche contro la sua volontà.  Se lo chiedeva ogni giorno, senza sapersi dare una risposta. Nonostante tutto era felice di aver previsto ciò che le era stato concesso di intuire, sebbene i momenti di inevitabile ansia avessero a tratti prostrato quel coraggio che a fatica era riuscita a radunare dentro di sé. Quello che la sua mente, se pur percettiva  e vivace, non era riuscita a colmare era il vuoto che avrebbe seguito gli eventi. Quel senso di perdita che ti fa sfinire davanti al fatale, all’ineluttabile, che raccoglie il tuo corpo come in un guscio, nell’intento di aiutarti a ritrarre quel che di fragile ed avverso ti sta attraversando come una sferzata, quando tutto sembra troppo difficile da affrontare ed oltrepassare. Così era andata avanti lasciando che tutto accadesse, come si fa quando non esistono alternative. Ed erano arrivati giorni di solitudine e di incompletezza, giorni di pianto e di disperazione, giorni che sembravano lenti inespressive attraverso le quali a malapena si intravedeva la possibilità di riaffiorare da quella terra che l’aveva stremata, attirandola a sé e stringendola al suolo come in una morsa infinita.  In quei giorni fai tuoi, a spese della tua pelle,  i convincimenti che ti hanno trasfuso fin da quando eri piccola: “Il tempo ti guarirà…” . Poi ti accorgi che davvero i progressi arrivano, a passi quasi impercettibili e ti regalano piccole conquiste che ti aiutano a riemergere, ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, e capisci che realmente esiste un balsamo più efficace di tutti che è la Speranza. Tempo, Speranza, Credo. E il dolore ti affranca sconfitto, mentre riprendi in mano la tua vita.

 

 
 
 

Un momento nel tempo

Post n°1124 pubblicato il 03 Settembre 2019 da Ish_tar

 

 

 

Dammi un momento,

un attimo ancora,

perché io possa tornare indietro

a riafferrare i giorni

che ho lasciato andare,

confidando che sarebbero stati infiniti.

Voglio essere di nuovo lì

mentre volano verso questi che vivo,

per poter dire loro di frenare

quella corsa verso quella che sono.

Ancora un baleno di tempo,

per non svegliare quel sogno

ma restare con lui

tra lenzuola stropicciate d’azzurro

Concedimi un solo istante

perché ritrovi quella che ero

e le riveli che non ha solo un bivio.

 

 
 
 

***

Post n°1122 pubblicato il 18 Gennaio 2019 da Ish_tar

 

 

 

Risultati immagini per scrivere un diario

 

Sembra ieri, eppure sono passati gli anni senza che ce ne accorgessimo. 

Storie di vita racchiuse in manciate di righe, ordinatamente assemblate per

piacersi, prima che per piacere. Insiemi solitari di lettere che si sono ritrovate

sotto lo stesso tetto di un nido virtuale, sempre accogliente... come un

caminetto scoppiettante che manda pagliuzze di gioia negli occhi di chi lo

alimenta, in una calda cucina di emozioni dal buon profumo di vaniglia e

cannella che intride l'aria. Sensi di vuoto che si alternano in modo

ordinato nel caos dei giorni senza un filo coerente, sonni profondi senza

sentore di vita e lunghi risvegli in compagnia di nuove sorprese. Ricerca di

volti già noti, di note sorridenti tra i versi di altre dita febbrili, sensazione di

casa... di caldo ritorno a se stessi, con la consapevolezza di non essere soli.

 
 
 


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voli

 

voli

 

Il tuo più tenue sguardo - Edward Estlin Cummings


 


Il tuo più tenue sguardo

facilmente

mi aprirà

benché abbia chiuso me stesso

come dita sempre mi apri

petalo per petalo

come la primavera fa

toccando accortamente

misteriosamente

la sua prima rosa

e io non so

quello che c'è in te

che chiude e apre

solo qualcosa in me

comprende

che è più profonda

la voce dei tuoi occhi

di tutte le rose

nessuno

neanche la pioggia

ha così piccole mani

 

voli

 

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