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Creato da promaso il 09/10/2011

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La mèrdre e i politici

Post n°7 pubblicato il 22 Ottobre 2012 da promaso
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A.Jarry, autore di teatro francese, amava far usare ai suoi personaggi, come intercalare, la parola mèrdre, più fine del vocabolo solitamente utilizzato dai suoi connazionali.  Oggi, in Italia, è di moda su Internet associare la traduzione italiana di tale vocabolo a politici nostrani, in alternativa a termini di derivazione suina.  Probabilmente ciò denota un certo malcontento popolare.  Da un lato la casta, con stipendi da nababbi, che taglia stipendi e servizi aumentando il carico di tasse, dall’altra il popolino che si sente dire che non ci sono più soldi e che occorre salvare l’Italia (non è chiaro di quale Italia e di quale pericolo si parli). Questa vecchietta si limita a consigliare un purgante, forse sponsorizzata dalla multinazionale che possiede Falqui (esiste ancora questo prodotto?). Possiamo darle torto?  Questa immagine mi fa pensare ai cessi alla turca condominiali di un tempo, più igienici delle tazze attuali.  Chissà se pure i cessi dei politici sono d’oro massiccio, come quello presentato tempo fa alla fiera del lusso di Mosca. Ad ogni modo ci si caga dentro sempre la stessa m…

 
 
 

La nuova Babele

Post n°6 pubblicato il 30 Settembre 2012 da promaso
Foto di promaso

 

Alcuni aspetti del linguaggio umano sono universali:

quello della musica, quello visivo, quello della geometria e della matematica.

Naturalmente non sono universali i significati convenzionali che possono essere arbitrariamente collegati a uno specifico suono, ad una determinata immagine, ad un certo oggetto geometrico o a un numero particolare. Tuttavia, ad esempio, il cinguettio di un passero viene interpretato come tale da chiunque, come viene riconosciuta l’immagine di un albero o la figura di un cerchio, indipendentemente dal ceppo linguistico e dal contesto culturale.  I numeri e le relative operazioni possono essere scritte con simboli diversi, ma i ragionamenti che sono alla base della matematica, come le figure della geometria, sono universali. In altri termini culture diverse che non hanno la possibilità di entrare in contatto tra loro, potranno sviluppare linguaggi diversi, ma la geometria e la matematica non potranno essere differenti: differente potrà essere il livello di sviluppo dei concetti, non i concetti in sé.  Paradossalmente, il calcolatore elettronico che è basato su concetti universali di logica e di matematica, sta creando una vera e propria Babele.  Decine o centinaia se non migliaia di programmi differenti che usano linguaggi e convenzioni diversi, che spesso non possono interagire tra loro e che necessitano l’uso di traduttori, che non sempre funzionano.  L’uso di interfacce puramente convenzionali ed intuitive suddivise in menu e sottomenu sempre più complessi. E’ follia pura, che fa perdere l’orientamento e che costringe a limitare il proprio spazio operativo, dato che occorre restringere sempre di più il campo di specializzazione, dato che non è umanamente possibile inseguire tutto questo proliferare di linguaggi operativi e di convenzioni dissonanti. Con programmi che si fanno sempre più pesanti, con un sempre maggior numero di opzioni, escludendo sempre di più l’intervento diretto dell’operatore attraverso il linguaggio della logica e della matematica, che viene criptato.  Pertanto la logica, che è alla base di ogni conoscenza e, soprattutto, che dovrebbe essere alla base della formazione della personalità, viene infine trascurata per essere sostituita con i menu, dove spesso, per riuscire ad orientarsi, si deve procedere a casaccio.  Non c’è dunque da meravigliarsi che più la tecnologia si fa complessa, più regrediscono i comportamenti umani: un giorno, sopraffatti dalla tecnologia, ci esprimeremo solo o con la tastiera o con i grugniti.

 

 
 
 

Cristiani in politica

Post n°4 pubblicato il 14 Luglio 2012 da promaso
Foto di promaso

 

I cristiani in politica, se così in effetti fossero, dovrebbero ispirarsi al Modello che dice “imparate da me che sono mite e umile di cuore”.   Che dire allora delle zuffe in parlamento, dell’arroganza verso i deboli e della acquiescenza verso i forti, del continuo accumulo di beni e di lussi ?   Qualche politico “cristiano” ha fatto pure voto di povertà e di castità, ma pare che, oltre a incassare stipendi da nababbo, faccia pure vacanze milionarie: se cosi è la povertà, figuriamoci la castità !    Naturalmente la doppiezza, in politica, non è solo dei “cristiani”:  che dire di chi parlava di lavoratori e di proletariato ? Che dire di chi predicava la pace e la difesa dell’ambiente, ma che è rimasto incollato alla sedia quando partivano dall’Italia i bombardieri con i proiettili ad uranio impoverito ? Che dire ancora di chi ha difeso mafiosi in nome della supremazia del Nord ?   Le sedie del parlamento devono essere spalmate di una colla speciale, che fa ritrarre tutto quanto si è detto prima, pur di non staccarsi dalla poltrona.

 

 
 
 
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