Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

LICENZIATI DALLA FIAT PER UNA PROTESTA

Post n°2041 pubblicato il 07 Giugno 2018 da massimocoppa
 

 

La Cassazione ha confermato il provvedimento illiberale!
LICENZIATI DALLA FIAT PER UNA PROTESTA

Cinque dipendenti della Fiat-FCA di Pomigliano d’Arco (Napoli) furono licenziati perché, durante una manifestazione, avevano impiccato in effigie quel simpaticone del manager Sergio Marchionne.

Già il provvedimento appariva eccessivo ed illiberale, in quanto è tradizione italica tollerare tutte le forme di protesta, se non violente. Inoltre, era evidente l’intento sarcastico dell’atto.

Questi signori fecero ricorso al Giudice del Lavoro e furono reintegrati.

Ebbene, ieri, nell’ultimo grado di giudizio, la Cassazione del Lavoro ha deciso che il licenziamento era giusto! Questi operai hanno definitivamente perso il posto di lavoro.

Il metodo applicato dalla Fiat è chiaro, benché mutuato da Mao Tse Tung: colpirne uno per educarne cento. È difficile pensare che ci sarà mai un’altra protesta, a Pomigliano, dove adesso andranno in cassa integrazione 4.500 lavoratori…

Ecco cosa sta diventando questo Paese: un luogo dove i diritti dei lavoratori contano sempre meno e dove si può essere licenziati per una protesta.

Il turbo-capitalismo selvaggio sta vincendo.

 
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LA CANNABIS? AD ISCHIA E’ LEGALE E APPARE SUI BUS…

Post n°2040 pubblicato il 05 Giugno 2018 da massimocoppa
 

 

L’isola verde ha superato nei fatti il dibattito sulla liceità
LA CANNABIS? AD ISCHIA E’ LEGALE E APPARE
SUI BUS…

Si discute da tempo sulla possibilità di legalizzare e liberalizzare la cannabis anche in Italia (in Olanda lo è da sempre e in alcuni Stati americani lo è per uso terapeutico).

I pro e i contro sono tantissimi e gli schieramenti agguerriti.

Ma sull’isola d’Ischia abbiamo già risolto di fatto la querelle: abbiamo scelto la legalizzazione, e la pubblicizziamo pure!

Non ci credete? La foto che ripropongo è tratta dal sito Internet “Isolaverdetv” e mostra un bus del servizio pubblico di linea, l’EAV, destinato oltretutto al trasporto degli studenti delle scuole medie a Casamicciola Terme, uno dei sei Comuni isolani.

Come si può vedere, dunque, ad Ischia siamo già avanti anni luce.

“Legalize it!”, insomma.

Ma com’è possibile che tutto ciò sia legale? Lo è perché, in realtà, ad essere pubblicizzato è un franchising i cui store vendono prodotti a base di cannabis per uso commestibile. È incredibile quante cose si possano fare aromatizzandole alla canapa: lecca lecca, gomme, birra, cioccolata ecc.

La cannabis o canapa, di per sé, infatti, è legale. È il coltivarne e spacciarne una certa varietà per uso psicotropo, ed adoperarla in questo senso, ad essere illegale.

Tuttavia l’assessore casamicciolese Nunzia Piro ha chiesto all’EAV, con toni perentori, di abolire l’utilizzo di quel bus così griffato, perché diseducativo verso le nuove generazioni.

 
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IO NON STO CON MATTARELLA

Post n°2039 pubblicato il 30 Maggio 2018 da massimocoppa
 

Che democrazia siamo se non possiamo criticare
il capo dello Stato?!

IO NON STO CON MATTARELLA

Premetto che alle ultime elezioni, per la prima volta in vita mia, non sono andato a votare. Quindi non mi si può sospettare di simpatie per i Grillini o per la Lega… Però c’è una cosa che ho sempre combattuto: l’ipocrisia; e c’è una cosa per cui ho sempre lottato: la verità dei fatti, al di là delle cortine fumogene ipocrite e perbeniste.

Per questo “combinato disposto” di fattori non posso esimermi dal dire, parafrasando un hashtag opposto che sta facendo il giro della rete, che “Io non sto con Mattarella”, o #IoNONstoconMattarella, se vi piace di più…

Intendiamoci: non giustifico minimamente, ma condanno, quei molti concittadini beceri e incivili che hanno insultato e minacciato il presidente della Repubblica. Ma mi irrita leggere che sono al vaglio degli inquirenti (non hanno di meglio da fare?) anche critiche più civili a questa figura istituzionale, perché in Italia esiste il reato di vilipendio al capo dello Stato che, sostanzialmente, si può applicare anche politicamente: cioè può essere usato per punire un’opinione: atteggiamento odioso e particolarmente caratteristico dei regimi illiberali di ogni epoca.

Sperando, dunque, di non incorrere nelle censure di qualche occhiuto questurino telematico, affermo che abbiamo anche il diritto di criticare Mattarella: ovviamente una critica ragionata, che proverò a fare in sintesi.

Dunque: gli italiani hanno votato soprattutto per il Movimento 5 Stelle e per la Lega (ex Nord). I Grillini risultano la forza politica singola più votata, mentre la Lega è il partito trainante della coalizione più votata (il centrodestra). Quindi, entrambi sono le forze politiche maggiormente preferite al momento: piaccia o no. A me, per esempio, questa cosa non fa fremere di contentezza, ma bisogna prendere atto della situazione.

“Prendere atto della situazione” significa, secondo me, che bisogna accettare l’esito delle ultime elezioni e consentire a questi signori di governare.

Bloccarli col pretesto di un potenziale ministro, Savona, sgradito all’Unione Europea e, specialmente, alla Germania, dominus della UE, non è un atteggiamento corretto e rispettoso della volontà popolare.

Il capo dello Stato non può bloccare un economista di fama solo perché ha espresso l’opinione, sostenendola con argomentazioni assolutamente valide e condivisibili, che l’Unione Europea, così come è ora e così come funziona adesso, NON VA BENE.

Mattarella non può rimandarci alle urne (con quello che costa!) perché all’Europa non va bene un uomo il quale, in puro stile keynesiano (come è la mia formazione accademica), predica che la spesa pubblica, anche in deficit, non è un male in sé, se serve a rilanciare l’economia ed a ricercare la piena occupazione. Oggi in Europa impera invece il feticcio del bilancio in pareggio, che è solo una teoria economica, peraltro costantemente sputtanata dai risultati disastrosi dei Paesi dove viene applicata con la forza (vedi la Grecia). Invece la teoria keynesiana ha consentito il superamento di crisi mondiali storiche, come quella del 1929, ed ha regalato al mondo occidentale decenni di prosperità, facendo degli Stati Uniti una superpotenza anche economica. Ha superato, insomma, la prova dei fatti.

Mattarella non può bocciare un uomo che pensa che l’Euro non sia stato probabilmente il miglior regalo che potevamo farci…

Non sono opinioni politiche; o non sono solo politiche. Sono anche suffragate dai ragionamenti e dagli studi di un professore universitario che ha firmato decine di libri. È un pensatore eretico? E chi se ne frega! Meglio! Il pensiero si nutre di eresia, altrimenti muore nell’imborghesimento e nell’ipocrisia.

Non capisco proprio quale solidarietà ci viene chiesta a Mattarella. I Grillini e la Lega hanno attentato alla sovranità del popolo? Alla sua unità? Alla democrazia? Alle istituzioni? Hanno espresso idee neonaziste, estremistiche, terroristiche, che incitano alla violenza? Non mi sembra proprio!

Che poi, se vogliamo, c’è anche da ridere: il presidente della Repubblica non ha esitato a conferire il mandato per fare il governo ad un uomo, Conte, che si è gonfiato il curriculum ed ha evaso cinquantamila euro di tasse! E poi si è rifiutato di accettare come ministro un professore universitario che è anche un vero studioso, solo perché “pare brutto” in Europa!

L’argomento delle Borse che crollano e dello spread che sale non tiene: questo è un attacco ed un ricatto all’Italia, non è colpa di Lega e M5S. Sarebbe come dire che le donne sono colpevoli per aver subito una violenza sessuale. Si confonde la vittima con il carnefice.

Anzi, generalmente, in queste situazioni il messaggio dovrebbe essere: teniamo duro ed andiamo avanti con le nostre idee. Anche solo per una questione di dignità nazionale!

 
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NO, UN ALTRO PROFESSORE NO!

Post n°2038 pubblicato il 22 Maggio 2018 da massimocoppa
 

 

Di nuovo un docente universitario a capo
del governo, dopo la pessima esperienza
con Prodi e Monti…
NO, UN ALTRO PROFESSORE NO!

Alla fine, la montagna politica dell’alleanza Lega-Grillini ha partorito il topolino del capo del governo. Ma è un topolino che non mi piace proprio!

Non ci è bastato Romano Prodi? Non ci è bastato Mario Monti? Di nuovo questa menata di un professore universitario a capo del governo?!

Da dove esce questo Giuseppe Conte?

Un professore universitario di diritto privato ed un avvocato civilista: come dire, due delle materie e specializzazioni professionali più noiose che possano esistere al mondo.

Se Romano Prodi aveva modi soporiferi ed ha reintrodotto tasse abolite (come quella sulla successione), se Mario Monti ci ha letteralmente massacrato di imposte e di tagli ai servizi pur di “apparare” il bilancio dello Stato (perché ce lo chiede l’Europa, ovviamente), come hanno fatto due movimenti populisti, demagogici, alternativi, diciamo pure rivoluzionari ed antieuropeisti a tirare fuori dal cilindro questo coniglio così scontato e banale, se non addirittura inquietante?

E poi, ancora crediamo all’utilità/validità dei professori e dei tecnici al governo? Credo che ne siamo abbastanza stufi!

I professori devono insegnare e consigliare, non governare!

 
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LA BUFALA DELLE “BANDIERE BLU”: NON RAPPRESENTANO NIENTE

Post n°2037 pubblicato il 08 Maggio 2018 da massimocoppa
 

Un mare inquinato può riceverle ed uno cristallino
vedersele negare...
LA BUFALA DELLE “BANDIERE BLU”:
NON RAPPRESENTANO NIENTE

È un rituale tipico di ogni anno, tra maggio e giugno: il tormentone delle cosiddette “Bandiere Blu”.

E’ incredibile come questo istituto resista al tempo ed alle mode, splendendo sempre di seriosa luminosità ed austera credibilità.
Sono oramai oltre trent’anni che subiamo, ma compiaciuti, questa pagliacciata delle “Bandiere”, vale a dire i contrassegni che certificano teoricamente la qualità delle acque di balneazione delle località costiere e consacrano queste ultime, quindi, agli onori delle cronache. O, al contrario, all’inferno dell’ignominia, qualora ricevano meno bandiere rispetto all’anno precedente o non ne ricevano affatto.
Ogni anno ci sono delle polemiche: chi ne ha avute di più rispetto all’anno prima, chi di meno, chi nessuna ancora una volta. E giù a ragionare di acque pulite, di scarichi fognari, di depurazione e così via.

Ma, in realtà, se c’è qualcosa che non rispecchia fedelmente ed obiettivamente la realtà delle situazioni, questa è proprio la Bandiera Blu: e male facciamo a conferirle tutta quest’importanza.
Era il 1987 quando la Bandiera Blu veniva inventata dalla FEE, “Foundation for Environmental Education”, cioè “Fondazione per l’Educazione Ambientale”, vale a dire un’organizzazione ambientale privata: anche se, spesso, si ha l’impressione che sia la stessa Unione Europea ad interessarsi alla questione ed a conferire il prestigioso riconoscimento… È un equivoco molto diffuso: ma l’Unione Europea non ha nulla a che fare con la Bandiera Blu!
In questi anni, quindi, la FEE è riuscita ad imporsi brillantemente dal punto di vista comunicativo e “politico”, e non vi è oggi nessuno che non abbia sentito parlare, almeno una volta, delle “Bandiere Blu”; così come non vi è amministratore, albergatore, ambientalista o giornalista locale che non abbia gioito o si sia rammaricato per l’assegnazione o la perdita delle stesse nella propria località di riferimento.

I media dedicano grande spazio e visibilità all’argomento; ma se ci siamo compiaciuti o ci siamo dispiaciuti per la classifica delle “Bandiere Blu”, abbiamo semplicemente sbagliato. Perché le “Bandiere Blu”, in realtà, non rispecchiano la vera situazione di una località marina.
Lo scoprì nell’oramai lontano 2007 Stefano Salvi, ex indimenticabile inviato di “Striscia la notizia”, che sul suo sito Internet “Si Salvi chi può” riversò un servizio televisivo a puntate, da lui realizzato, con il quale svelò il meccanismo di assegnazione del riconoscimento.
In pratica la diramazione italiana della FEE non effettua alcun sopralluogo, alcuna analisi, alcuna ricognizione. Niente. Semplicemente, ogni anno viene inviato, alle amministrazioni comunali delle principali località costiere italiane, un questionario cartaceo, nel quale si domandano informazioni e notizie sulla qualità delle acque, sui servizi ai bagnanti, sulla raccolta dei rifiuti e, insomma, vengono chieste delucidazioni su tutti quei parametri che contribuiscono a qualificare una località turistica.
Quindi, spiegava il giustamente indignato Stefano Salvi, per ottenere la “Bandiera Blu” basta che un’amministrazione municipale abbia un ufficio che compili bene il questionario, rimpinzandolo di belle notizie. Non fa niente se poi la realtà è ben diversa: tanto nessuno verrà mai a controllare.
In pratica siamo di fronte ad un’autocertificazione del Comune: basta compilare bene il questionario, riempiendolo di dati positivi, e rispedirlo indietro. La “Bandiera Blu” è assicurata.
Perciò, rivelava Salvi, nel mare ci può anche finire una fogna senza depurazione: la “Bandiera” arriva lo stesso. Viceversa, un mare cristallino può vedersela negata perché l’amministrazione municipale, per negligenza, ha sbagliato la compilazione del questionario, o l’ha lasciato incompleto, o non l’ha rispedito, o l’ha spedito in ritardo…
Purtroppo questa dirompente denuncia, peraltro corredata da dichiarazioni di diversi sindaci, non è riuscita a scalfire la formidabile immagine che le “Bandiere Blu” si sono acriticamente conquistate nel tempo e, anzi, è rimasta la classica voce che grida nel desero. Certo è che, oggi, il riconoscimento è davvero considerato importantissimo, e gode di un’ottima ricaduta comunicativa, di immagine e pubblicitaria.

 
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