Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

I MIEI LIBRI
(in ordine discendente cronologico
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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

L’allegra indifferenza verso lo sterminio: ieri degli ebrei, oggi dei migranti

Post n°2058 pubblicato il 25 Gennaio 2019 da massimocoppa
 

L’ALLEGRA INDIFFERENZA VERSO LO STERMINIO:
IERI DEGLI EBREI, OGGI DEI MIGRANTI

Per il “Giorno della memoria” (27 gennaio) di quest’anno mi sono ricordato di una poesia apparsa nel libro “Gli ebrei dell’Europa orientale dall’utopia alla rivolta” (Edizioni di Comunità, 1985).

Contiene gli atti di un convegno internazionale tenutosi l’anno prima, e tracciano la tragica storia delle comunità ebraiche dell’Europa dell’Est finite nel tritacarne del nazismo e caratterizzate da un unico impeto di ribellione, la rivolta del Ghetto di Varsavia.

La passività con la quale gli ebrei europei si sono lasciati distruggere è un doloroso ed inquietante problema storico, culturale e, direi, anche psicologico che tuttora la cultura ebraica non riesce a spiegarsi compiutamente, e che resta un oscuro vulnus nella storia di un popolo altrimenti orgoglioso.

Ad un certo punto del libro vengono citati alcuni versi di un poeta polacco, Czeslaw Milosz, relativi alla sanguinosa repressione della rivolta ebraica di Varsavia, duramente soffocata a suon di morti, feriti, deportazioni e distruzione delle case degli ebrei.

Ci fa capire come la “soluzione finale” hitleriana si sia svolta, molto spesso, nella totale ed allegra indifferenza di popolazioni che pure avevano sempre convissuto con la cultura ebraica. Lo sconcerto aumenta se consideriamo che i polacchi sono stati martirizzati dal nazismo (e poi dal comunismo sovietico): e tuttavia non sembrano provare grande pena per i loro concittadini ebrei.

Sono versi dal terribile significato, quelli di Milosz, perché mascherano l’orrore sotto la coltre apparentemente allegra di una serata di svago.

L’episodio a cui si riferiscono è reale: mentre il Ghetto di Varsavia bruciava dopo la repressione tedesca, e si sentivano le fucilate delle esecuzioni, una giostra funzionava a pochi metri dal suo confine e le coppiette si divertivano senza pudore.

La poesia è del 1944 e si intitola “Campo dei Fiori”.

 

Mi ricordai di Campo dei Fiori

A Varsavia presso la giostra,

Una chiara sera d’aprile,

Al suono d’una musica allegra,

Le salve dal muro del ghetto

Soffocava l’allegra melodia

E le coppie si levavano

Alte nel cielo sereno.


Il vento dalle case in fiamme

Portava neri aquiloni,

La gente in corsa sulle giostre

Acchiappava i fiocchi nell’aria.

Gonfiava le gonne alle ragazze

Quel vento dalle case in fiamme,

Rideva allegra la folla

Nella bella domenica di Varsavia.

(…)

E questi, morenti, soli

Già dimenticati dal mondo,

La loro lingua ci è estranea

Come lingua di antico pianeta.

(…)

Non dobbiamo però pensare che queste cose non succedano più. L’indifferenza dei polacchi verso il massacro degli ebrei locali assomiglia moltissimo alla nostra italica indifferenza verso i migranti che annegano in mare; anzi, ci sono forze politiche (come la Lega) che istigano all’odio razziale verso questi nuovi ebrei erranti per aumentare il proprio bagaglio di voti. E gli italiani, gli straccioni migranti di ieri, diventano nazisti senza nemmeno accorgersene.

 
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“MINORITY REPORT” DIVENTA REALE

Post n°2057 pubblicato il 27 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

“MINORITY REPORT” DIVENTA REALE

Riferisce il “Corriere del Mezzogiorno” (quotidiano campano allegato al “Corriere della Sera”) che a Napoli “X-law”, un software in grado di prevedere i reati, ha sventato un furto!

Un ignoto (finora) agente della Questura locale ha messo a punto un programma informatico (applicato con successo anche a Venezia) capace di elaborare e valutare migliaia di dati relativi alla criminalità: zona, orari, pregiudicati in giro e così via, fino ad arrivare alla possibilità, basata statisticamente e sul calcolo delle probabilità, di prevedere la commissione di un reato.

A quanto pare il programma funziona: alla vigilia di Natale, intorno alle 10.00, il sistema lanciava un allarme automatico secondo cui si sarebbe verificato un furto con scasso alle spalle di Piazza Medaglie D’Oro. Una pattuglia della polizia si è messa di vedetta e, in effetti, ha beccato due pregiudicati con un piede di porco al seguito: un arnese da scasso, un ferro del mestiere, insomma… Il reato non lo avevano compiuto ancora, essendo stato prevenuto, ma uno di loro, un pregiudicato di 24 anni, è stato denunciato per possesso ingiustificato di strumenti atti allo scasso.

Stranamente, il giornale non ha notato l’inquietante rassomiglianza con “Minority report”: l’ennesima prova che, spesso, la letteratura precede la realtà. In quel celeberrimo racconto distopico del visionario Philip K. Dick, trasposto nel 2002 in un bellissimo film con Tom Cruise, diretto da Steven Spielberg, si narra appunto di una società del futuro dove viene varato un sistema che, basandosi sulla precognizione di tre soggetti dotati di super-poteri mentali, è in grado di sventare i reati gravi prima che vengano commessi.

Tuttavia la procedura cozza contro i principi di uno “Stato di diritto”, perché è impossibile e profondamente ingiusto condannare una persona per una cosa che non ha fatto. Ma si va avanti comunque, in un mondo dove i diritti umani hanno subito un forte ridimensionamento a favore della sicurezza, finché il sistema non comincia a sbagliare e ad incastrare degli innocenti.

Un mondo dove si rinuncia alla libertà in favore della sicurezza… Non ci ricorda qualcosa? Non è il nostro mondo, disposto ormai a tutto pur di difendersi dal terrorismo e dalla criminalità? E come non restare inquieti di fronte all’arrivo di un programma di polizia in grado (teoricamente) di essere preveggente? Come ci si proteggerà dalle distorsioni e dagli abusi di un software?

 
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IMMIGRATO MUORE PER INFARTO, NESSUNO LO SOCCORRE

Post n°2056 pubblicato il 18 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

 

IMMIGRATO MUORE PER INFARTO, NESSUNO LO SOCCORRE

Il fatto che questa notizia sia apparsa su un unico mass media, e cioè l’edizione campana del quotidiano “la Repubblica”, e non sia stata ripresa da nessun altro, fa capire che persino il mondo dell’informazione è ormai assuefatto e rassegnato al razzismo di un popolo insospettabile come quello italiano.

E non solo gli italiani si confermano ogni giorno razzisti e fans di un partito razzista come la Lega, ma si scopre che anche i meridionali (!), cioè le vittime del razzismo settentrionale, sono a loro volta razzisti con gli immigrati.

La tristissima vicenda è presto detta: un immigrato senegalese viene colto da infarto e non solo non viene soccorso, ma viene anche cacciato via da un negozio. Si accascia su un marciapiede, nell’indifferenza generale, ed arriva all’ospedale di Eboli (Salerno) già morto.

Potrebbe benissimo essere che l’uomo, pur soccorso tempestivamente, sarebbe morto ugualmente: era infatti cardiopatico, ed era venuto in Italia anche per curarsi adeguatamente. Ma io proprio non riesco a capire come sia possibile che degli esseri umani (umani?) lascino morire un altro essere umano senza muovere un dito o battere ciglio. E questo in un Paese teoricamente cattolico, dove risiede il Papa, e sotto Natale!

Mi domando che Paese siamo, che popolo stiamo diventando, se siamo sempre stati razzisti o lo siamo diventati.

“Italiani, brava gente”, si diceva un tempo… E noi italiani siamo stati immigrati e abbiamo subito sulla nostra pelle la bruciante esperienza di un razzismo disumano che, adesso, esercitiamo sugli uomini meno fortunati di noi.

 
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HITLER E LA SINISTRA, QUANDO GLI ESTREMI SI TOCCANO DALLO PSICANALISTA…

Post n°2055 pubblicato il 10 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

HITLER E LA SINISTRA, QUANDO GLI ESTREMI
SI TOCCANO DALLO PSICANALISTA…

Con grande piacere posso finalmente annunciare che il mio amico Angelo Paratico è diventato “anche” editore.

Viaggiatore instancabile, giornalista, bibliofilo, esperto d’arte, scrittore di thriller storico-politici, saggista di vaglia (autore, tra l’altro, di un innovativo studio su Leonardo Da Vinci, dapprima edito all’estero e di cui avevo parlato QUI), profondo conoscitore della politica, della società e dell’economia cinesi, imprenditore vissuto ad Hong Kong per decenni e da qualche mese rientrato definitivamente in Italia, Paratico ha acquistato una piccola ma battagliera casa editrice, la Gingko Edizioni di Verona, il cui motto è “Oltre la sinistra e la destra”: nel senso che predilige testi controcorrente, mai banali, mai scontati e, soprattutto, anticonformisti al punto da creare disagio nei cultori del “politically correct”.

Tra le ultime pubblicazioni volute e curate proprio dal nuovo editore, voglio presentare tre interessanti novità.

Le prime due rispecchiano perfettamente il manifesto programmatico di andare oltre gli steccati ideologici tradizionali: il primo è, di fatto, un libro profondamente anti-hitleriano; ma il secondo è, al contrario, un missile nucleare rivolto alla sinistra mondiale.

In “Viaggio al centro della mente di Adolf Hitler”, la Gingko propone una nuova traduzione di un famoso rapporto dell’OSS (l’agenzia di intelligence americana antesignana della CIA) sul profilo psicologico di Adolf Hitler. Pubblicato nel 1943, curato dallo studioso Walter Langer, è ancora oggi un testo interessante per vari motivi, a partire dal metodo di ricerca, serissimo e di marca freudiana, che è stato in grado di tratteggiare la più intima identità del dittatore tedesco, mettendo a fuoco aspetti che, successivamente, sono stati confermati dai fatti; inoltre, partendo dalla ricostruzione della mente del fondatore del nazismo, a suo tempo Langer predisse quello che sarebbe puntualmente accaduto, e cioè la deriva collerica ed autodistruttiva del Fuhrer, che sarebbe culminata con la distruzione della Germania ed il proprio suicidio.

La profilazione dei leader politici, dopo quest’opera, diverrà modus operandi consueto per l’intelligence statunitense e mondiale, che ancora oggi, normalmente, cerca di penetrare a distanza nella mente dei leader politici più discussi, specialmente dei dittatori (come il nordcoreano Kim Jong-Un).

Di segno opposto è “La sinistra psicopatica”, di Kerry Bolton, prima edizione italiana di un saggio che, nel mondo anglosassone, ha suscitato scalpore: innanzitutto per il profilo del suo autore, accusato di simpatie di estrema destra, e poi per il suo contenuto. Bolton, con sagacia ed ironia, traccia un profilo psicoanalitico dell’essenza stessa del pensiero storico della sinistra mondiale, dai bolscevichi ai laburisti di ieri e di oggi, passando per i grandi nomi che l’hanno creata e definita: Marx, Lenin, Mao, fino ad arrivare ai movimenti femministi. La chiave dello studio è che le ideologie di estrema sinistra ed il nazismo sono molto più vicine di quanto si possa pensare: entrambe hanno profonde radici psicopatologiche e puntano alla più drammatica e sanguinosa massificazione possibile, letteralmente decapitando ogni eccellenza e ricercando il livellamento degli esseri umani nello squallore. Per Bolton la sinistra mondiale è stata maestra di propaganda, essendo capace di fornire di sé un’immagine idilliaca profondamente falsa e demonizzando anche le destre conservatrici e liberali.

Infine, ultimo ma non ultimo, “Pilota di Stuka”: l’autobiografia di Hans Ulrich Rudel, asso dell’aviazione tedesca nella seconda guerra mondiale. Rudel fu abbattuto trenta volte (!) dalla contraerea sovietica e realizzò 2.530 missioni di guerra: un record tuttora ineguagliato.

Militare puro, nazista semplicemente perché operava al tempo di un regime che aveva preso il potere in Germania, a riprova che non fu mai un volgare criminale di guerra le sue memorie godono della prefazione di Douglas Bader, colonnello della RAF britannica, che lo definisce “un gentiluomo”, e furono uno dei maggiori successi editoriali del secondo dopoguerra.

Angelo Paratico si è divertito a tradurre in italiano sia queste memorie che il libro di Bolton, aggiungendo al suo già ricco carnet intellettuale anche il profilo di traduttore.

 
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L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI E’ PIU’ ANTICA DELLA NORMALE DI PISA, MA LA LEGA RAZZISTA NON LO SA…

Post n°2054 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI E’ PIU’ ANTICA
DELLA NORMALE DI PISA, MA LA LEGA RAZZISTA
NON LO SA…

Il preside della Scuola Normale di Pisa, istituto universitario rinomato, ha promosso l’apertura di una succursale a Napoli: “Fa parte del programma con il quale sono stato eletto alla guida della ‘Normale’”, ha chiosato soddisfatto perché la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’iniziativa, stanziando anche i fondi necessari a quello che sarà un triennio di sperimentazione, dopo il quale la nuova sede sarà confermata o soppressa.

Ma il sindaco leghista di Pisa, Michele Conti, è apertamente contrario all’apertura di una sede a Napoli. Pare che lo stesso Salvini non veda di buon occhio l’iniziativa e stia valutando di bloccarla, almeno a quanto riferisce l’edizione campana di “Repubblica”.

Questa vicenda è emblematica dell’atteggiamento razzista che la Lega continua ad avere verso il Meridione d’Italia. Questo vorrei ricordare ai moltissimi napoletani e meridionali che, attualmente, sono presi da improvviso, passionale amore verso la Lega ed il suo leader il quale, a sua volta, ha tolto la parola “Nord” dalla ragione sociale del partito per intendere che esso si rivolge a tutto il Paese, e non più solo al Settentrione.

In realtà i riflessi razzisti scattano ancora in automatico, come si vede: non c’è altra spiegazione.

Eppure al sindaco di Pisa vorrei far notare che Napoli ha una storia culturale enorme, che risale a centinaia di anni addietro. Senza voler scomodare la Magna Grecia, basterà considerare che l’Università di Napoli “Federico II”, tuttora esistente, è nata nel XIII secolo, fondata dall’omonimo imperatore normanno, considerato padre delle arti e delle scienze, definito “stupor mundi”, “stupore del mondo”.

L’Università di Napoli è tra le più antiche d’Italia e del mondo, mentre l’Università di Pisa è stata fondata un secolo dopo e la “Normale” addirittura nell’Ottocento!

Prima, dunque, di stracciarsi le vesti pensando che la “Normale” viene a sporcarsi, colonizzando una terra di selvaggi, il sindaco pisano e Salvini farebbero bene a studiare un po’ di storia. È facile, oggi: basterebbe almeno consultare Wikipedia…

AGGIORNAMENTO AL 12 DICEMBRE: La politica più deteriore ha vinto. La Lega ha ottenuto che la "Normale" non apra una sezione a Napoli. Complimenti a tutti e, soprattutto, ai meridionali che votano per Salvini.

 
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