Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

L'epoca del denaro a basso costo sta per finire?

Post n°2117 pubblicato il 16 Novembre 2021 da massimocoppa
 

L’EPOCA DEL DENARO A BASSO COSTO
STA PER FINIRE?

L’epoca dei tassi d’interesse bassi sta per finire? Sembra proprio di sì, ed il motivo è l’inflazione che rialza la testa.
Un ciclo ultradecennale di denaro a buon mercato va a concludersi, con tutto quel che ne consegue. In generale, una scorciatoia per combattere l’inflazione (che è, meglio ricordarlo, l’aumento generalizzato dei prezzi) è quella, appunto, di alzare i tassi d’interesse, il costo cioè del denaro preso in prestito (da tutti: cittadini, aziende e Stato).
Tuttavia questa ricetta non è indolore: i prezzi potranno pure fermarsi (mai scendere, sia chiaro), ma a quale costo? Una contrazione della vitalità dell’economia.
Come in tutte le cose, in ogni manovra di tipo economico o finanziario ci sono pro e contro. Domandiamoci: ci conviene vedere il ritorno del denaro a caro prezzo pur di mantenere stabile il prezzo dei beni di consumo?
Credo, e non sono il solo, che sia sempre preferibile avere un’economia in movimento, piuttosto che raffreddarla e stopparla a causa dell’inflazione. L’inflazione, entro certi limiti, è un’indice di buona salute: beninteso se i salari aumentano di pari passo e non si assiste ad una perdita del potere di acquisto.
Per ora Christine Lagarde, ex Fondo Monetario Internazionale ed ora presidentessa della Banca Centrale Europea, ha detto che per almeno un altro anno i tassi resteranno bassi: ricordiamo che è la BCE a dare il tono a tutta l’orchestra. Tuttavia la Banca Centrale tedesca ha già protestato, perché vorrebbe interventi antinflattivi immediati.
La Banca Centrale tedesca ha un potere teoricamente limitato visto che la Germania fa parte dell’Unione Europea e che la gestione di queste problematiche afferisce appunto alla BCE; ma sappiamo bene che Berlino è praticamente la padrona d’Europa: quasi sempre si fa come vuole essa, per cui c’è da credere che la resistenza della BCE sarà relativa, anche perché la filosofia monetarista e liberista, ultimamente in ritirata strategica, è sempre viva negli ambienti tedeschi. D’altronde già il fatto che la Lagarde parli di “un anno” significa che, alla lunga, l’aumento dei tassi d’interesse è praticamente ineluttabile.
Questa è, per me, una ferale notizia: non avendo ancora potuto comprare un’abitazione, ed essendo ormai ai limiti di età per un mutuo, sapere che si tornerà a tassi d’interesse alti potrebbe essere la mazzata finale per le mie pur fatue aspirazioni.

 
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Brutta sorpresa per Draghi: i sindacati non si inginocchiano più...

Post n°2116 pubblicato il 27 Ottobre 2021 da massimocoppa
 

BRUTTA SORPRESA PER DRAGHI: I SINDACATI
NON SI INGINOCCHIANO PIU’...

Si ha voglia di detestare la riforma delle pensioni targata Fornero, non si torna indietro: è la parola d’ordine del capo del governo.
A nulla vale (per ora) l’opposizione dei sindacati nazionali, incredibilmente tornati compatti a sostenere – una volta tanto – l’interesse dei lavoratori.
Pare che Draghi non si aspettasse, dalla riunione di ieri, un atteggiamento così tenace, rivendicatorio e, sostanzialmente, ostile da parte di Cgil, Cisl e Uil. Per questo è andato via prima del tempo adducendo un fantomatico impegno istituzionale. Alcuni testimoni lo hanno descritto molto seccato.
Eh, certo, l’unto del Signore è abituato a non essere contraddetto e ad essere osannato per ogni dove e qualunque cosa faccia! Finalmente qualcuno lo sta riportando con i piedi per terra.
Chi segue questo blog sa che ho avuto sin dall’inizio delle forti riserve su Mario Draghi, incoronato quale ennesimo salvatore della patria, a sua volta ennesimo presidente del consiglio non eletto da nessuno, ennesima anomalia teoricamente temporanea che governa a colpi di decreti legge e pacchetti che il Parlamento deve approvare senza fiatare, perché bisogna fronteggiare l’ennesima crisi epocale nazionale storica drammatica…
E’ un copione che sta diventando, francamente, stucchevole. Basta con questi deus ex machina che non possono essere criticati!
Finalmente almeno i sindacati si riappropriano del loro ruolo corretto; finalmente ci sono alcune parti sociali che tornano alla dialettica; finalmente qualcuno rompe questo clima artificiale di conformismo asfissiante; finalmente il manovratore viene disturbato.
Naturalmente i partiti politici, TUTTI al governo tranne Fratelli d’Italia (una quasi unanimità che è un’altra inquietante anomalia per un sistema democratico), stanno subito correndo a sostenere il povero Marietto, a cui i sindacati cattivi non consentono di fare tutto ciò che vuole. Clamorosa la posizione del PD, a conferma che di sinistra questo partito non ha mai avuto nulla, il quale non si fa scrupolo di mettere in discussione uno storico rapporto con la Cgil, che data dai tempi del Partito Comunista Italiano.
Ma di cosa ci stupiamo? Davvero scopriamo solo oggi che la missione di Draghi, uomo delle istituzioni finanziarie mondiali, è quella di distruggere tutti i diritti dei lavoratori ed introdurre in Italia il turbocapitalismo alla cinese?!
Vorrei poi dire ai sindacati: che c’è? Draghi improvvisamente è diventato cattivo? Ma non era quello che avete osannato pochi giorni fa per qualche parola di circostanza e qualche visita di cortesia dopo le manifestazioni romane No Vax da cui era scaturito un (misterioso) assalto alla sede della Cgil?
Ho una brutta notizia per loro: Draghi è sicuramente antifascista, ma non è certo anticapitalista...

AGGIORNAMENTO

Dopo che Draghi ha lasciato cadere l’argomento, rinviandolo al 2022, i sindacati si sono inginocchiati nuovamente...

 
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I “No Vax” non sono manifestanti professionali...

Post n°2115 pubblicato il 19 Ottobre 2021 da massimocoppa
 

I “NO VAX”-NO GREEN PASS NON SONO MANIFESTANTI “PROFESSIONALI”...
Le immagini che giungono da Trieste ci mostrano momenti di grossa tensione tra le forze dell’ordine ed una massa di persone composta da oppositori al “green pass”. Si vede la polizia che cerca di caricare e qualche manifestante che risponde tirando bottiglie e qualche pietra: cioè, cose che si trovava a portata di mano.
Questo è un dettaglio importante che sembra sfuggire ai media, chissà se involontariamente o dolosamente.
La differenza tra un movimento violento ed uno sostanzialmente pacifico sta proprio nella “professionalità” della protesta in piazza.
Abbiamo dimenticato cosa succede quando arrivano i “Black Bloc” o gli esponenti della cosiddetta “sinistra antagonista” (un tempo si chiamava “extraparlamentare”)? Questi esperti della contestazione violenta arrivano armati di randelli, spranghe, cumuli di pietre già pronte all’uso, catene: spesso questi arsenali vengono intercettati dalle forze dell’ordine prima delle manifestazioni, e quindi svelano la certosina organizzazione e premeditazione. Poi i manifestanti si preparano con scudi, maschere antigas contro i lacrimogeni, respingenti in gomma; indossano protezioni di ogni tipo, per mascherarsi ma anche per resistere alle manganellate.
Invece non si è visto a Trieste niente di tutto questo. Ma, in realtà, neanche a Milano ed a Roma. Cosa voglio dire? Che questa dei “no vax”-
no green pass è davvero una protesta spontanea di gente normalmente pacifica ed incensurata, ma portata ad un livello di esasperazione notevole a causa delle vessazioni subite da un governo che non vuole imporre l’obbligo di vaccinazione e cerca di aggirarlo con uno strumento odioso, illogico e ridicolo come il “green pass”, adesso anche sui luoghi di lavoro: come se chi lo avesse non potesse infettare gli altri (anche i vaccinati sono infettivi!).
Dopo la manifestazione di Roma il movimento è stato bollato come neofascista; dopo quella di Milano, anarchico: due opposti assoluti, perché i fascisti sono per la supremazia totalitaria dello Stato, mentre gli anarchici sono per il suo dissolvimento.
Queste analisi sono dunque sbagliate. I “no vax” sono un movimento popolare che non ha una leadership e, di per sé, non è estremista: per questo i movimenti estremisti stanno cercando di orientarlo ed affiliarlo a sé.
La strategia della tensione è una grossa responsabilità anche del governo e dei maggiori media, che continuano a colpevolizzare una categoria la quale, invece, merita di essere almeno ascoltata e non derisa.
Ed a proposito della presunta intolleranza dei “no vax”: mi sembra che essi, l’intolleranza, la subiscano, in tutte le sedi: lo vedo con i miei occhi ogni giorno. Del resto, come può un gruppo assolutamente minoritario nel Paese essere intollerante verso la stragrande maggioranza?! È una contraddizione logica, ma viene
continuamente ripetuta da media ed istituzioni, con sommo sprezzo del ridicolo.

 
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I gemelli Bianchi torturavano animali: perché non sono sorpreso?

Post n°2114 pubblicato il 14 Ottobre 2021 da massimocoppa
 

I GEMELLI BIANCHI TORTURAVANO ANIMALI: PERCHE’ NON SONO SORPRESO?
Secondo la pubblica accusa Marco e Gabriele Bianchi, quei gemelli terribili maniaci del fitness e delle arti marziali ed accusati di aver ucciso a botte un ragazzo di colore, si divertivano a torturare ed uccidere animali.
Nell’ambito della ricostruzione della personalità degli accusati, i magistrati hanno individuato prove per almeno due di questi reati (perché, ricordiamolo, è un reato uccidere un animale senza motivo ed ancor più torturarlo): una pecora ed un uccellino sono stati seviziati ed ammazzati dopo averli fatti soffrire per bene.
Io sono un amante degli animali: uno di quelli, per intenderci, che ferma l’auto per soccorrere un gatto in difficoltà e scomoda associazioni animaliste, veterinari ed Asl per soccorrerlo. Spesso vengo irriso e guardato con commiserazione: più di una volta mi è stato detto che noi animalisti siamo pronti a tutto pur di aiutare un animale e poi magari trascuriamo un essere umano in difficoltà.
Premesso che, molte volte, le persone “in difficoltà” lo sono per loro stessa colpa, il che obiettivamente non aiuta a commiserarle, io rispondo girando l’argomentazione al contrario: chi è crudele o indifferente verso un animale indifeso probabilmente lo è altrettanto verso gli esseri umani.
La vicenda dei fratelli Bianchi mi sembra la plastica dimostrazione che nel mio sospetto ci sia molta ragione.

 
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Astensionismo record, anticamera di ogni male

Post n°2113 pubblicato il 05 Ottobre 2021 da massimocoppa
 

ASTENSIONISMO RECORD, ANTICAMERA DI OGNI MALE
E’ il caso di fare qualche riflessione e spendere qualche parola sull’esito delle elezioni amministrative appena tenutesi in numerosi Comuni italiani e per la Regione Calabria.
Tutti i media fanno a gara a dire che il centrodestra sovranista, vale a dire la Lega e Fratelli d’Italia, ha avuto una dura battuta d’arresto. Se per la Lega questo è indubbiamente vero, bisogna però pur dire che FdI, dal 2016 ad oggi, ha moltiplicato i propri consensi: qualunque dirigente politico ci metterebbe la firma ad uno scenario simile, ma oggi la Meloni sconta il fatto che il suo partito non ha raggiunto i consensi attribuitigli da mesi dai sondaggi.
Tutti dimenticano, però, o fanno di finta di dimenticare, che le elezioni amministrative locali sono profondamente differenti da quelle legislative nazionali. A livello locale si vota considerando le amicizie, le clientele e la situazione della propria città. A livello nazionale ci si può abbandonare al voto di opinione.
Anzi, i voti presi da FdI sono ancora più pesanti se consideriamo che è l’unico partito ad essere attualmente all’opposizione in un Parlamento quasi TUTTO schierato col governo, circostanza di per sé anomala ed inquietante per una democrazia.
Oltretutto, a livello locale, bisogna dire che in alcune città chiave, come Napoli e Milano, il centrodestra ha fatto di tutto pur di perdere le elezioni: candidati scelti in ritardo, inadeguati o, addirittura, improbabili come a Milano, che non hanno voluto mischiarsi con i partiti e che hanno visto addirittura i leader nazionali mancare alle occasioni pubbliche in cui ci si mostra tutti insieme, sorridenti e coesi. Dove si è vista mai un’assurdità del genere? È un caso da manuale su come perdere le elezioni. A Napoli il candidato Maresca, di per sé ottimo, non ha voluto simboli di partito e non ha voluto incontrare Salvini e la Meloni i quali, infatti, sono stati in città ma senza incontrarlo; inoltre ha detto che non voleva i voti degli indagati Cesaro, dimenticando che essi sono praticamente l’incarnazione di Forza Italia in Campania… A Milano, Bernardo ha chiesto pubblicamente denari per la campagna elettorale (un autogol eccezionale) ed all’evento finale ha visto Salvini andare via in anticipo e la Meloni arrivare in ritardo: non lo volevano vedere, insomma.
Vincere in queste condizioni è impossibile.
Ora, giustamente, si apre uno psicodramma nel centrodestra. Ma a tirare subito le somme dovrebbe essere Salvini: dopo l’ennesima sconfitta consecutiva dovrebbe accantonare il suo ego ipertrofico e dimettersi. Naturalmente non lo farà per cui, alla fine, è pur vero che chi è causa del suo mal debba piangere sé stesso.
Clamorosamente risorge Forza Italia, che conquista la Calabria, e si riducono al lumicino i Grillini: e direi che era pure ora.
Ma il dato più preoccupante è il livello record di astensionismo a cui si è giunti. In pratica ha votato un solo italiano su due, tra quelli aventi diritto. A Napoli ancora meno. Questo è un segnale che, ovviamente, sarà ignorato da tutti, specie dai vincitori: invece è un dato essenziale, che testimonia lo scollamento sempre crescente tra cittadini e istituzioni, l’anticamera di ogni male a venire.

 
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