Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

HITLER E LA SINISTRA, QUANDO GLI ESTREMI SI TOCCANO DALLO PSICANALISTA…

Post n°2055 pubblicato il 10 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

HITLER E LA SINISTRA, QUANDO GLI ESTREMI
SI TOCCANO DALLO PSICANALISTA…

Con grande piacere posso finalmente annunciare che il mio amico Angelo Paratico è diventato “anche” editore.

Viaggiatore instancabile, giornalista, bibliofilo, esperto d’arte, scrittore di thriller storico-politici, saggista di vaglia (autore, tra l’altro, di un innovativo studio su Leonardo Da Vinci, dapprima edito all’estero e di cui avevo parlato QUI), profondo conoscitore della politica, della società e dell’economia cinesi, imprenditore vissuto ad Hong Kong per decenni e da qualche mese rientrato definitivamente in Italia, Paratico ha acquistato una piccola ma battagliera casa editrice, la Gingko Edizioni di Verona, il cui motto è “Oltre la sinistra e la destra”: nel senso che predilige testi controcorrente, mai banali, mai scontati e, soprattutto, anticonformisti al punto da creare disagio nei cultori del “politically correct”.

Tra le ultime pubblicazioni volute e curate proprio dal nuovo editore, voglio presentare tre interessanti novità.

Le prime due rispecchiano perfettamente il manifesto programmatico di andare oltre gli steccati ideologici tradizionali: il primo è, di fatto, un libro profondamente anti-hitleriano; ma il secondo è, al contrario, un missile nucleare rivolto alla sinistra mondiale.

In “Viaggio al centro della mente di Adolf Hitler”, la Gingko propone una nuova traduzione di un famoso rapporto dell’OSS (l’agenzia di intelligence americana antesignana della CIA) sul profilo psicologico di Adolf Hitler. Pubblicato nel 1943, curato dallo studioso Walter Langer, è ancora oggi un testo interessante per vari motivi, a partire dal metodo di ricerca, serissimo e di marca freudiana, che è stato in grado di tratteggiare la più intima identità del dittatore tedesco, mettendo a fuoco aspetti che, successivamente, sono stati confermati dai fatti; inoltre, partendo dalla ricostruzione della mente del fondatore del nazismo, a suo tempo Langer predisse quello che sarebbe puntualmente accaduto, e cioè la deriva collerica ed autodistruttiva del Fuhrer, che sarebbe culminata con la distruzione della Germania ed il proprio suicidio.

La profilazione dei leader politici, dopo quest’opera, diverrà modus operandi consueto per l’intelligence statunitense e mondiale, che ancora oggi, normalmente, cerca di penetrare a distanza nella mente dei leader politici più discussi, specialmente dei dittatori (come il nordcoreano Kim Jong-Un).

Di segno opposto è “La sinistra psicopatica”, di Kerry Bolton, prima edizione italiana di un saggio che, nel mondo anglosassone, ha suscitato scalpore: innanzitutto per il profilo del suo autore, accusato di simpatie di estrema destra, e poi per il suo contenuto. Bolton, con sagacia ed ironia, traccia un profilo psicoanalitico dell’essenza stessa del pensiero storico della sinistra mondiale, dai bolscevichi ai laburisti di ieri e di oggi, passando per i grandi nomi che l’hanno creata e definita: Marx, Lenin, Mao, fino ad arrivare ai movimenti femministi. La chiave dello studio è che le ideologie di estrema sinistra ed il nazismo sono molto più vicine di quanto si possa pensare: entrambe hanno profonde radici psicopatologiche e puntano alla più drammatica e sanguinosa massificazione possibile, letteralmente decapitando ogni eccellenza e ricercando il livellamento degli esseri umani nello squallore. Per Bolton la sinistra mondiale è stata maestra di propaganda, essendo capace di fornire di sé un’immagine idilliaca profondamente falsa e demonizzando anche le destre conservatrici e liberali.

Infine, ultimo ma non ultimo, “Pilota di Stuka”: l’autobiografia di Hans Ulrich Rudel, asso dell’aviazione tedesca nella seconda guerra mondiale. Rudel fu abbattuto trenta volte (!) dalla contraerea sovietica e realizzò 2.530 missioni di guerra: un record tuttora ineguagliato.

Militare puro, nazista semplicemente perché operava al tempo di un regime che aveva preso il potere in Germania, a riprova che non fu mai un volgare criminale di guerra le sue memorie godono della prefazione di Douglas Bader, colonnello della RAF britannica, che lo definisce “un gentiluomo”, e furono uno dei maggiori successi editoriali del secondo dopoguerra.

Angelo Paratico si è divertito a tradurre in italiano sia queste memorie che il libro di Bolton, aggiungendo al suo già ricco carnet intellettuale anche il profilo di traduttore.

 
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L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI E’ PIU’ ANTICA DELLA NORMALE DI PISA, MA LA LEGA RAZZISTA NON LO SA…

Post n°2054 pubblicato il 07 Dicembre 2018 da massimocoppa
 

L’UNIVERSITA’ DI NAPOLI E’ PIU’ ANTICA
DELLA NORMALE DI PISA, MA LA LEGA RAZZISTA
NON LO SA…

Il preside della Scuola Normale di Pisa, istituto universitario rinomato, ha promosso l’apertura di una succursale a Napoli: “Fa parte del programma con il quale sono stato eletto alla guida della ‘Normale’”, ha chiosato soddisfatto perché la Commissione Bilancio della Camera ha approvato l’iniziativa, stanziando anche i fondi necessari a quello che sarà un triennio di sperimentazione, dopo il quale la nuova sede sarà confermata o soppressa.

Ma il sindaco leghista di Pisa, Michele Conti, è apertamente contrario all’apertura di una sede a Napoli. Pare che lo stesso Salvini non veda di buon occhio l’iniziativa e stia valutando di bloccarla, almeno a quanto riferisce l’edizione campana di “Repubblica”.

Questa vicenda è emblematica dell’atteggiamento razzista che la Lega continua ad avere verso il Meridione d’Italia. Questo vorrei ricordare ai moltissimi napoletani e meridionali che, attualmente, sono presi da improvviso, passionale amore verso la Lega ed il suo leader il quale, a sua volta, ha tolto la parola “Nord” dalla ragione sociale del partito per intendere che esso si rivolge a tutto il Paese, e non più solo al Settentrione.

In realtà i riflessi razzisti scattano ancora in automatico, come si vede: non c’è altra spiegazione.

Eppure al sindaco di Pisa vorrei far notare che Napoli ha una storia culturale enorme, che risale a centinaia di anni addietro. Senza voler scomodare la Magna Grecia, basterà considerare che l’Università di Napoli “Federico II”, tuttora esistente, è nata nel XIII secolo, fondata dall’omonimo imperatore normanno, considerato padre delle arti e delle scienze, definito “stupor mundi”, “stupore del mondo”.

L’Università di Napoli è tra le più antiche d’Italia e del mondo, mentre l’Università di Pisa è stata fondata un secolo dopo e la “Normale” addirittura nell’Ottocento!

Prima, dunque, di stracciarsi le vesti pensando che la “Normale” viene a sporcarsi, colonizzando una terra di selvaggi, il sindaco pisano e Salvini farebbero bene a studiare un po’ di storia. È facile, oggi: basterebbe almeno consultare Wikipedia…

AGGIORNAMENTO AL 12 DICEMBRE: La politica più deteriore ha vinto. La Lega ha ottenuto che la "Normale" non apra una sezione a Napoli. Complimenti a tutti e, soprattutto, ai meridionali che votano per Salvini.

 
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LA GRAN BRETAGNA, IN CRISI ECONOMICA, TRATTIENE L’ORO ALTRUI…

Post n°2053 pubblicato il 29 Novembre 2018 da massimocoppa
 

LA GRAN BRETAGNA, IN CRISI ECONOMICA, TRATTIENE L’ORO ALTRUI…

A conferma del fatto che, dopotutto, Dio esiste, apprendiamo che l’altezzosa Gran Bretagna, dopo aver votato in un referendum l’uscita dall’Unione Europea, dopo aver visto un certo ambiente politico sciovinista protestare perché la premier May sarebbe troppo soft nell’attuare il risultato elettorale, mentre invece ci vorrebbe una “hard Brexit”, ebbene, dopo tutto ciò, emerge che tutti i tipi di uscita dall’Unione saranno negativi per l’economia britannica.

Ma ancora peggio sarà se il parlamento boccerà l’intesa del governo per un’uscita morbida, ordinata e dilazionata nel tempo. La Banca centrale britannica ha reso note le proprie proiezioni. In caso di Brexit rude il Pil si ridurrà dell’8 per cento entro un anno, che è una grandezza enorme; nel contempo la sterlina perderà il 25 per cento del suo valore e gli immobili si deprezzeranno del 30 per cento.

Insomma, un disastro.

Chissà se quelli che hanno votato per abbandonare l’Europa si stanno rendendo conto del guaio che hanno combinato. E chissà se noi italiani trarremo insegnamento da quanto sta accadendo…

Il governo May ha confermato queste stime, anche perché gli conviene dipingere un quadro tenebroso, per strappare il consenso delle Camere al piano di uscita messo a punto in accordo con Bruxelles.

Tuttavia, a certificare che la situazione sia obiettivamente delicata arriva un dettaglio che sembra provenire da un romanzo di fantapolitica: la Gran Bretagna non intende restituire le riserve d’oro che custodisce per conto terzi.

Il Venezuela, Paese in gravissime difficoltà economiche, ha chiesto ad agosto di riavere, con cortese urgenza, 14 tonnellate di lingotti d’oro. Siamo ormai a dicembre ed il prezioso metallo è ancora a Londra. Come rivela il “Sole 24 Ore” di oggi, la cosa sconcertante è che esisterebbe una clausola che consente alla Gran Bretagna di “non restituire l’oro sovrano in custodia e di impedirne anche la visione”. Quale Paese può aver firmato un accordo del genere? O la clausola è stata aggiunta successivamente? Ed è stata approvata dai “clienti”? C’è da dubitarne.

Stante la persistente crisi economica mondiale, pare che diversi Paesi abbiano chiesto di tornare a disporre del proprio tesoretto aureo: l’oro, infatti, sta tornando prepotentemente a rappresentare un bene rifugio ed un ancoraggio solido delle economie nazionali, come lo è stato per centinaia di anni. Ma la Gran Bretagna non sta ridando niente a nessuno.

Anche l’Italia, purtroppo, ha ben 300 tonnellate d’oro depositate a Londra ed altrettante ne custodisce la Federal Reserve americana. Speriamo di non averne mai bisogno, perché rischiamo di non recuperarli…

Pure gli Stati Uniti hanno il vizietto di far finta di niente: la Germania ha dovuto minacciare una crisi diplomatica per riavere il proprio oro, e ha dovuto sbraitare per un anno.

Questi atteggiamenti sono sconvolgenti: è come se la nostra banca non volesse più ridarci i nostri soldi o ci impedisse di accedere alle nostre cassette di sicurezza. Allora chiediamoci: perché uno Stato moderno, civile, avanzato e democratico si comporta così? L’unica spiegazione è: perché ha paura della crisi economica e cerca di conservare oro finché è possibile, anche se quell’oro… non è suo. Da qui a pensare che ne abbia già disposto in qualche modo e, quindi, non ce l’abbia più in custodia, avendolo utilizzato e speso, il passo è breve: e fa venire i brividi.

 
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IL DILEMMA DEI TERMOVALORIZZATORI NELL’EPOCA DELLE FAKE NEWS

Post n°2052 pubblicato il 19 Novembre 2018 da massimocoppa
 

 

IL DILEMMA DEI TERMOVALORIZZATORI NELL’EPOCA DELLE FAKE NEWS

Nel governo giallo-verde fa scandalo che si litighi ogni giorno. I Grillini affermano una cosa, i leghisti ribattono duramente. E viceversa. In realtà il fatto è meno inedito e problematico di quanto sembri: la storia repubblicana italiana è piena di governi di coalizione dove le maggiori forze politiche si sono contrastate, anche apertamente; eppure siamo andati avanti lo stesso.

Tuttavia, quando le posizioni sono diametralmente opposte, nel cittadino si crea sconcerto, anche perché, in un’epoca deteriore, superficiale ed analfabeta come la nostra, dove le opinioni e le fake news contano come i fatti acclarati, diventa quasi impossibile capire dove sia la realtà e dove la mistificazione. Ancora peggio accade quando l’argomento in oggetto è utilizzato a scopi politici, in quello stile demagogico che ormai è in uso anche nelle più avanzate democrazie del mondo.

Lo scontro tra Di Maio e Salvini sugli inceneritori per i rifiuti, o termovalorizzatori che dir si voglia, ne è un esempio lampante.

È nota la questione di fondo: da almeno vent’anni la Campania ha il gravissimo problema dello smaltimento dell’immondizia, aggravato da una percentuale di differenziamento abbastanza scarsa.

Nel governo si stanno affrontando le due posizioni classiche sul tema: per i Grillini la soluzione non è il termovalorizzatore, ma bisogna insistere sul riciclaggio; per Salvini ci vorrebbe un bruciatore per ogni provincia, così da risolvere definitivamente il problema e ricavarne gas, calore ed elettricità.

Quel che è certo è che all’estero i rifiuti sono considerati oro: solo qui in Italia non sappiamo che farne.

Il problema di fondo è la presunta pericolosità degli impianti. Inquinano o no? Sono pericolosi per la salute o no?

Purtroppo sulla questione non c’è una risposta certa; soprattutto, non c’è una risposta serena e sincera. Gli studi si accavallano: alcuni promuovono i termovalorizzatori, altri li bocciano.

Come uscire da questo terribile dubbio?

Bisognerebbe usare il buonsenso, come in tutte le cose.

Che senso ha bandire i termovalorizzatori in Campania, in un posto, cioè, dove i rifiuti si ammassano selvaggiamente ovunque e poi vengono bruciati abusivamente, appestando l’aria?! In un caso come nell’altro il danno per la salute è un dato certo.

Che senso ha fare la guerra a questi impianti perché (forse, non è sicuro, gli studi danno risultati contrastanti) magari fanno male alla salute? E il traffico automobilistico non fa male alla salute?! Perché nessuno parla di bloccare il traffico nel mondo?

Diciamo che, come qualsiasi impianto industriale, sicuramente un termovalorizzatore inquina. Ma premesso che non parliamo più degli inceneritori rozzi di una volta, tutto sta nel capire “quanto” inquina. Una volta lessi che il famoso impianto di Brescia inquina come otto automobili sempre accese: se ciò fosse vero, sarebbe nulla, di fatto, rispetto al traffico che c’è in Lombardia!

Quindi credo che, nel rapporto costi-benefici, se si chiarisce bene questo aspetto, si può ragionare più serenamente. Ma nessuno vuole farlo, perché è più comodo – come sempre – lanciare slogan.

 
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CON LA SCUSA DEL METEO FORZA ITALIA MASCHERA IL SUO SFACELO…

Post n°2051 pubblicato il 24 Ottobre 2018 da massimocoppa
 

 

CON LA SCUSA DEL METEO FORZA ITALIA MASCHERA IL SUO SFACELO…

Sabato 27 e domenica 28 ottobre Forza Italia avrebbe dovuto tenere sull’isola d’Ischia nientemeno che gli “Stati Generali” del partito per il Sud Italia: un nome che scimmiotta i prodromi della Rivoluzione Francese ma che, più semplicemente, qui vorrebbe significare una specie di convention generale dei forzisti meridionali, alla quale avrebbe partecipato anche Berlusconi oltre che tutti i Parlamentari azzurri.

Tuttavia non si farà più niente, almeno per ora.

Ieri Forza Italia ha diffuso un comunicato nel quale si legge che la convention è rinviata “in relazione alle avverse condizioni meteo che prevedono forti precipitazioni atmosferiche, vento forte e mare eccezionalmente mosso, tale da poter rendere impraticabili i collegamenti da Napoli con le isole del Golfo”.

Sarà che ora c’è il sole e non si muove un filo d’aria, ma mi sono insospettito ed ho visionato alcuni dei siti Internet meteo più accorsati: l’Aeronautica Militare, il Meteo.it, e 3bmeteo. Tutti concordano nel dire che, nel Golfo di Napoli, sabato e domenica potrà piovere e ci sarà un po’ di vento: ma niente di disastroso e tale da mettere i collegamenti a rischio!

Quali previsioni hanno guardato, in Forza Italia?!

Del resto la decisione, presa già ieri, 23 ottobre, si è basata su fantomatiche previsioni a ben cinque giorni di distanza: tutti sappiamo che i siti mettono proiezioni anche a dieci giorni, ma in molti (specie quelli che, come me, si sono diplomati al Nautico) sappiamo anche che, superati i tre giorni, le previsioni non hanno alcuna attendibilità. Infatti un famoso sito utilizzato dai velisti, Windfinder, non mette proiezioni oltre i tre giorni…

La cosa puzza di scusa.

Ho l’impressione che gli “Stati Generali” di Forza Italia siano saltati per problematiche interne ad un partito che è ormai allo sfascio: in caduta libera di voti e di consensi, con un leader troppo invecchiato e con una fuga di massa verso la Lega di Salvini. Il centrodestra, insomma, non è più Forza Italia ma, semmai, è la Lega: un centrodestra divenuto ancora più becero e populista, va da sé, ma questa è la situazione.

 
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