Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

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(dal più recente
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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

Libertà e stampa, l'inizio della fine?

Post n°2072 pubblicato il 07 Agosto 2019 da massimocoppa
 

LIBERTA’ E STAMPA, L’INIZIO DELLA FINE?

Non posso fare la fine di Giampaolo Pansa, cacciato da “Panorama” perché scriveva troppo su e contro Salvini, il nuovo padrone d’Italia, per il semplice fatto che il blog è mio; ma “Libero”, se opportunamente sollecitato, potrebbe forse oscurare i post: vedremo. Comunque, non penso di dare così tanto fastidio da meritare questa censura…

Tuttavia vorrei scrivere d’altro, anche perché magari i miei (oramai) pochi lettori si potrebbero legittimamente stufare. Ma come si fa – dico, come? – a far finta di niente davanti al caso della moto d’acqua della Polizia su cui è andato il figlio del ministro dell’Interno e di tutto quello che ne è seguito?

La vicenda è troppo nota per riepilogarla. Balziamo, dunque, direttamente alle considerazioni.

1)     Si tratta di un uso privato di un mezzo pubblico, pagato da noi tutti con le tasse. E’ un reato, come ha giustamente sottolineato il generale Costa, oggi ministro dell’Ambiente. Per inciso, paghiamo anche lo stipendio del poliziotto che guidava la moto scarrozzando il rampollo salviniano. Non è corretto che il capo della Polizia dica che questo aspetto non gli interessa: è un’omissione!

2)     L’atteggiamento del ministro dell’Interno e dei suoi gorilla verso un giornalista è inaccettabile ed inammissibile. È fondamento di una democrazia il libero svolgimento dell’opera giornalistica di documentazione e denuncia. Comprimere la libertà di stampa è un passo verso un governo autoritario, per non dire verso la dittatura. In un Paese più civile un fatto simile avrebbe portato direttamente alle dimissioni di questo Duce in sedicesimo, che oltretutto si rifiuta di rispondere ad ogni domanda su questo episodio e su altri, come quello dei soldi dalla Russia.

3)     I giornalisti italiani dovrebbero solo vergognarsi di non reagire di fronte agli insulti e alle minacce di un ministro in conferenza stampa (oltretutto balneare…) verso un collega. Ma questa è la stampa italiana, bellezza...

Sono preoccupato, oltre che scandalizzato. Mi sembra davvero che gli spazi di libertà vadano restringendosi, sia di fatto che di diritto. Il nuovo pacchetto sulla sicurezza, approvato grazie a quei pavidi dei Grillini, è un altro chiodo messo sulla bara della nostra libertà: ed il tutto accade col contorno di folle festanti che ballano in spiaggia davanti al ministro ed a cubiste leopardate, senza rendersi conto di inneggiare alla fine della democrazia.


AGGIORNAMENTO

Da un pacchetto di normative cosiddette sulla “sicurezza” io mi aspetto misure rivolte a contenere la criminalità organizzata e spicciola, non leggi draconiane contro dei poveri cristi sui canotti o, ancora peggio, contro la libertà di manifestare in piazza contro il governo (praticamente ci stiamo incamminando a diventare come la Russia, dove ogni manifestazione finisce in repressione).

Ieri, a Roma (nella capitale, non a Scampia o nella Sicilia profonda), un piccolo boss laziale è stato assassinato mentre faceva jogging in un parco. La criminalità colpisce ormai dove e come vuole (ricordate gli agguati a Milano di qualche mese fa?) ed il ministro dell’Interno, Salvini, che fa? Si balocca in leggi liberticide e xenofobe!

 
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Soldi alla Lega dalla Russia: è “intelligenza” con una superpotenza nemica

Post n°2071 pubblicato il 15 Luglio 2019 da massimocoppa
 

SOLDI ALLA LEGA DALLA RUSSIA: È “INTELLIGENZA” CON UNA SUPERPOTENZA NEMICA

Sono curioso di conoscere cosa ci diranno, i prossimi sondaggi, sulle intenzioni di voto e sul gradimento degli italiani verso la Lega ed il suo leader Salvini, dopo che è scoppiato lo scandalo di un presunto tentativo di finanziamento al partito proveniente da ambienti vicini al governo russo.

Non che mi aspetti un tracollo nei consensi, anche perché dai media cartacei ed on line la vicenda appare abbastanza chiara nella sua gravità, ma potrebbe non essere sufficiente. Non so come venga presentata dai telegiornali a cui si abbevera ancora la maggior parte delle persone: sono anni che non li guardo più; ma la mia esperienza mi suggerisce di non essere ottimista, soprattutto per quanto concerne la Rai e, segnatamente, Rai 1, la quale ormai è stata a dir poco colonizzata dal nuovo Duce italiano in sedicesimo.

Tuttavia devo dire che anche dai giornali, pur in larga parte critici, non viene sottolineato quello che è un dato fondamentale: il problema non è solo, e non è tanto, che la Lega possa ricevere finanziamenti dall’estero, i quali comunque sono attualmente vietati (e con il senno di poi è a dir poco sospetto che i leghisti abbiano cercato di cancellare questo reato, mesi fa), quanto il fatto che ricevere soldi dalla Russia significa, in pratica, farsi finanziare da una superpotenza militare la quale, sostanzialmente, è ancora nemica dell’Occidente: nostra nemica, cioè, oltre ad essere uno Stato quantomeno autoritario, vale a dire non una democrazia liberale.

Siamo di fronte, insomma, a quella che può essere inquadrata come “intelligenza con una potenza nemica”: un tradimento, in pratica, definito in maniera più raffinata e tecnica.

Questo fatto è gravissimo in qualsiasi Paese del mondo; ma ancor più grave dovrebbe essere per un politico ed un partito che si definiscono super-patriottici, “sovranisti”, come si dice oggi.

È gravissimo che Salvini non voglia parlarne in Parlamento, cioè nella sede politica più appropriata e democraticamente rappresentativa del popolo italiano: è un atteggiamento antidemocratico ed irrispettoso della sovranità popolare che lui dice di voler difendere; o forse bisogna difenderla solo contro quattro poveracci migranti?

Del resto chi dice di ammirare Mosca e Putin tende logicamente a comportarsi allo stesso modo.

 
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“La settima fata”, il nuovo thriller di Angelo Paratico che strizza l’occhio a Forsyth

Post n°2070 pubblicato il 11 Luglio 2019 da massimocoppa
 

 

“LA SETTIMA FATA”, IL NUOVO THRILLER DI ANGELO PARATICO CHE STRIZZA L’OCCHIO A FORSYTH

“La settima fata” è il nuovo libro di Angelo Paratico, vecchio amico di questo blog e, ça va sans dire, del suo animatore.

Il giornalista, ora anche editore (ha acquisito la Gingko Edizioni, rivoluzionandone il catalogo), ha pubblicato “La settima fata”: un thriller politico basato sull’organizzazione dell’assassinio del leader cinese Xi Jinping, nella quale è implicato anche un italiano.

Si legge tutto d’un fiato e mi ha ricordato “Il giorno dello sciacallo” di Frederick Forsyth: e scusate se è poco!

Peraltro questo romanzo ha una storia tormentata, a sua volta un thriller: Paratico l’aveva pubblicato in inglese ed in tiratura limitata ad Hong Kong, città dove ha risieduto per trent’anni: stava per essere distribuito, quando un suo amico cinese gli ha fatto notare che lo scritto conteneva degli aspetti che avrebbero potuto dare molto fastidio alle autorità cinesi, le quali poi avrebbero dato fastidio a lui (l’autore)...

Il libro andò al macero: praticamente ucciso in fasce.

Ma ora l’autore è tornato stabilmente in Italia, è diventato editore ed ha voluto “togliersi lo sfizio”: lo ha tradotto in italiano e se lo è pubblicato.

Ovviamente è acquistabile e/o ordinabile sia nelle librerie che su tutti gli store di libri on line (Amazon in primis) e, naturalmente, anche sullo stesso sito Internet della Gingko.

 
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"La faccia oscura della rete", il mio nuovo libro

Post n°2069 pubblicato il 08 Luglio 2019 da massimocoppa
 

 

“LA FACCIA OSCURA DELLA RETE”, IL MIO NUOVO LIBRO

Lasciate che vi presenti il mio nuovo libro.

Si intitola “La faccia oscura della Rete” ed in esso cerco di rispondere, con un linguaggio divulgativo, ad alcune domande: che cos’è il “Deep Web”? Che cos’è il “Dark Web”?

Questo libro è un rapido viaggio nel mondo sommerso di Internet, per capire cosa contiene, quali sono i pericoli e come comportarsi per uscirne indenni.

Analogamente agli altri miei libri, è ordinabile presso qualsiasi libreria o acquistabile on line su molti store, tra i quali Youcanprint, Amazon, Ibs, Mondadori e Feltrinelli.

 
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Morgan, il vip che insulta i lavoratori

Post n°2068 pubblicato il 26 Giugno 2019 da massimocoppa
 

MORGAN, IL VIP CHE INSULTA I LAVORATORI

Ieri è stato eseguito lo sfratto del cantante Morgan dalla sua casa di Monza: l’abitazione è stata pignorata a causa di debiti accumulati per non aver pagato gli alimenti all’ex moglie Asia Argento (ed alla loro figliola), oltre che ad un’altra ex.

Sono brutti momenti che, ovviamente, dalle “vittime” vengono vissuti come un’ingiustizia.

Tuttavia non è giusto il fiume di contumelie che il cantante ha vomitato contro l’ufficiale giudiziario venuto ad eseguire lo sfratto e contro gli agenti di polizia che l’accompagnavano: tutte persone che non c’entrano niente in questa triste vicenda e che stavano solo facendo il loro lavoro, in cambio di uno stipendio molto probabilmente assai modesto.

Sul sito Internet di “Repubblica” è apparso un filmato, sottotitolato, che documenta la violenza verbale di Morgan, il quale si atteggia a vittima ed a martire della libertà: “Boia, faccia da sbirro, analfabeti, ridicoli, facce di gente che ha preso sempre cinque a scuola”, sono alcune delle sue espressioni riservate agli esecutori dello sfratto. E dopo, ai giornalisti, ha dichiarato che lui ha usato le armi della parola, declamando ai poliziotti sonetti di Shakespeare e loro, per reazione, hanno portato la mano alla pistola: due circostanze a dir poco inverosimili (i sonetti da Morgan e la reazione eccessiva dei poliziotti).

Mi sento molto vicino agli agenti ed al personale del Tribunale, veri proletari che, per campare, devono sorbirsi le ingiurie di Morgan, un vip che si sente in diritto di offendere dei lavoratori per attirare su di sé compassione.

Non siamo in una dittatura (non ancora, almeno), non c’è nessun arbitrio dietro il provvedimento di sfratto, ma il culmine di una lunghissima procedura giudiziaria e fiscale dove il cantante ha avuto tutte le possibilità di difendersi, e dove sono state rispettate le norme ed i regolamenti, per quanto triste sia stato l’epilogo.

La polizia, poi, come si dice dalle mie parti, “dove vede e dove ceca”: fosse stato un povero cristo, di fronte a questa reazione avrebbe reagito come minimo con una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Invece, nessuna reazione. Perché? Perché si tratta di un cantante “famoso”?

Il sindacato nazionale dei poliziotti non ha niente da dire su questa vergognosa circostanza che vede degli operatori mortificati gratuitamente?

Nel filmato si vede l’immagine di un giovane, probabilmente un poliziotto in borghese, evidentemente amareggiato per il boccone amaro che ha dovuto subire; il linguaggio del corpo sembra voler dire: “che si deve fare, per campare”…

Alla fine l’ex Bluvertigo ne ha avute anche per quelli che ha definito falsi amici: Vasco Rossi, Jovanotti e Ligabue, forse colpevoli di non essersi voluti svenare per le sue pazzie. Secondo lui, essi pensano solo al loro ultimo disco, come se tutto il mondo aspettasse questo, neanche se fossero Stockhausen o Stravinskij”...

Ebbene, caro Morgan, ho una brutta notizia per te: il mondo aspetta effettivamente i dischi di Vasco, Jova e Ligabue: semmai sono i tuoi dischi che non sono attesi da nessuno. Fai un bagno di umiltà e di realismo.

 
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