Creato da: massimocoppa il 22/08/2006
"Ci sedemmo dalla parte del torto perché tutti gli altri posti erano occupati"


"There is no dark side
of the moon, really.
Matter of fact,
it's all dark"

Pink Floyd

 

 

 

I MIEI LIBRI
(in ordine discendente cronologico
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"Conosceremo una grande quantità di persone sole e dolenti nei prossimi giorni, nei mesi e negli anni a venire. E quando ci domanderanno che cosa stiamo facendo, tu potrai rispondere loro: ricordiamo".

Ray Bradbury, "Fahrenheit 451"

 

Area personale

 

 

"And all this science,
I don't understand:
it's just my job,
five days a week...
A rocket man"

Elton John

 

Un uomo può perdonare
a un altro uomo
qualunque cosa, eccetto
una cattiva prosa

                     Winston
                        Churchill

 
 

Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

Cazzarola!

 

 

 

Morgan, il vip che insulta i lavoratori

Post n°2068 pubblicato il 26 Giugno 2019 da massimocoppa
 

MORGAN, IL VIP CHE INSULTA I LAVORATORI

Ieri è stato eseguito lo sfratto del cantante Morgan dalla sua casa di Monza: l’abitazione è stata pignorata a causa di debiti accumulati per non aver pagato gli alimenti all’ex moglie Asia Argento (ed alla loro figliola), oltre che ad un’altra ex.

Sono brutti momenti che, ovviamente, dalle “vittime” vengono vissuti come un’ingiustizia.

Tuttavia non è giusto il fiume di contumelie che il cantante ha vomitato contro l’ufficiale giudiziario venuto ad eseguire lo sfratto e contro gli agenti di polizia che l’accompagnavano: tutte persone che non c’entrano niente in questa triste vicenda e che stavano solo facendo il loro lavoro, in cambio di uno stipendio molto probabilmente assai modesto.

Sul sito Internet di “Repubblica” è apparso un filmato, sottotitolato, che documenta la violenza verbale di Morgan, il quale si atteggia a vittima ed a martire della libertà: “Boia, faccia da sbirro, analfabeti, ridicoli, facce di gente che ha preso sempre cinque a scuola”, sono alcune delle sue espressioni riservate agli esecutori dello sfratto. E dopo, ai giornalisti, ha dichiarato che lui ha usato le armi della parola, declamando ai poliziotti sonetti di Shakespeare e loro, per reazione, hanno portato la mano alla pistola: due circostanze a dir poco inverosimili (i sonetti da Morgan e la reazione eccessiva dei poliziotti).

Mi sento molto vicino agli agenti ed al personale del Tribunale, veri proletari che, per campare, devono sorbirsi le ingiurie di Morgan, un vip che si sente in diritto di offendere dei lavoratori per attirare su di sé compassione.

Non siamo in una dittatura (non ancora, almeno), non c’è nessun arbitrio dietro il provvedimento di sfratto, ma il culmine di una lunghissima procedura giudiziaria e fiscale dove il cantante ha avuto tutte le possibilità di difendersi, e dove sono state rispettate le norme ed i regolamenti, per quanto triste sia stato l’epilogo.

La polizia, poi, come si dice dalle mie parti, “dove vede e dove ceca”: fosse stato un povero cristo, di fronte a questa reazione avrebbe reagito come minimo con una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. Invece, nessuna reazione. Perché? Perché si tratta di un cantante “famoso”?

Il sindacato nazionale dei poliziotti non ha niente da dire su questa vergognosa circostanza che vede degli operatori mortificati gratuitamente?

Nel filmato si vede l’immagine di un giovane, probabilmente un poliziotto in borghese, evidentemente amareggiato per il boccone amaro che ha dovuto subire; il linguaggio del corpo sembra voler dire: “che si deve fare, per campare”…

Alla fine l’ex Bluvertigo ne ha avute anche per quelli che ha definito falsi amici: Vasco Rossi, Jovanotti e Ligabue, forse colpevoli di non essersi voluti svenare per le sue pazzie. Secondo lui, essi pensano solo al loro ultimo disco, come se tutto il mondo aspettasse questo, neanche se fossero Stockhausen o Stravinskij”...

Ebbene, caro Morgan, ho una brutta notizia per te: il mondo aspetta effettivamente i dischi di Vasco, Jova e Ligabue: semmai sono i tuoi dischi che non sono attesi da nessuno. Fai un bagno di umiltà e di realismo.

 
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L’“AMICA GENIALE” E QUELL’ITALIA IMMAGINARIA...

Post n°2067 pubblicato il 17 Giugno 2019 da massimocoppa
 

 

L’“AMICA GENIALE” E QUELL’ITALIA IMMAGINARIA...

In queste settimane si sta girando, anche sull’isola d’Ischia, la fiction televisiva “L’amica immaginaria”, tratta dai romanzi della misteriosa Elena Ferrante.

Tra gli ingredienti del successo riscosso dalla serie anche negli Stati Uniti c’è pure che, all’estero, guardano al Meridione d’Italia immaginandolo come era negli anni Cinquanta del Novecento: una cartolina che non esiste più, nella realtà, ammesso che sia mai esistita.

Nei Comuni ischitani di Ischia, Lacco Ameno e Forio sono state ricostruite le location per le riprese, in puro stile anni Cinquanta. Specialmente il corso principale di Forio si è trasformato: i negozi hanno cambiato fisionomia esterna e sono state installate insegne d’epoca; l’arredo urbano (lampioni, infissi, fioriere ecc.) è stato modificato in stile rétro.

L’effetto complessivo è stato, a detta di tutti, bellissimo.

Naturalmente nessuno (né le amministrazioni comunali, né i commercianti) ha pensato di proporre di lasciare tutto così: eppure questa potrebbe essere un’idea vincente.

Se i privati sono così ottusi da non capire quanto sia orribile una insegna di plastica e neon in un centro storico antico, dovrebbero allora essere i Comuni, con un regolamento apposito, ad imporre l’utilizzo di materiali naturali (come il legno), artisticamente abbelliti. Che fascino quelle porte di una volta, quelle insegne dipinte a mano, quegli espositori in legno e vetro, quelle fioriere in ferro battuto… Stop alla plastica, ai materiali dozzinali, alla volgarità!

Ai turisti piace questa idea di Italia e, perbacco!, dovremmo dargliela. Ci ritroveremmo con dei centri storici ridisegnati e dotati di un nuovo fascino. Non è complicato e non comporta chissà quali spese: basterebbe volerlo. E non è nemmeno questa grande idea geniale: ci sono numerosi posti, in tutta Italia, che sono stati conservati così.

 
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Neruda ad Ischia

Post n°2066 pubblicato il 29 Maggio 2019 da massimocoppa
 

NERUDA AD ISCHIA

Finalmente è stato pubblicato il nuovo numero di “Nerudiana”, la rivista internazionale in spagnolo di studi sul poeta cileno Pablo Neruda.

Il giornale contiene anche un mio articolo-inchiesta sulla permanenza di Neruda sull’isola d’Ischia, nel 1952. Avendo sostenuto l’esame di spagnolo oramai trent’anni fa, ho preferito che il mio scritto venisse tradotto direttamente dalla redazione, ed a farlo è stato il direttore del magazine, il luminare di studi nerudiani prof. Hernan Loyola.

Questo il link per leggere il file in PDF:

 https://fundacionneruda.org/2019/05/nerudiana-23-24/

 Il mio articolo parte da pag. 43.

E scusate se mi sto “atteggiando” un poco, ma per un nerudiano come me (passione trasmessami da mia madre) è una bella soddisfazione vedersi richiedere un articolo dalla rivista della Fondazione Neruda, veder comparire il proprio nome sulla copertina e ricevere parole di elogio nell’editoriale del direttore!

:-)

Comunque, se la cosa vi interessa davvero, gli stessi concetti li ho espressi in un articolo molto più esteso, in italiano, comparso sulla rivista culturale “La Rassegna d’Ischia” qualche mese fa, e leggibile anche qui:

 http://www.ischialarassegna.com/rassegna/Rassegna2019/rass01-19/neruda.pdf

 
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Trump ha deciso che devo buttare il mio cellulare Huawei…

Post n°2065 pubblicato il 21 Maggio 2019 da massimocoppa
 

TRUMP HA DECISO CHE DEVO BUTTARE IL MIO CELLULARE HUAWEI…

La guerra economica che gli Stati Uniti hanno dichiarato alla Cina sta uscendo dal quadro delle schermaglie propagandistiche e sta diventando qualcosa di molto grosso e di maledettamente serio.

È notorio che il presidente Trump sembra avere un conto aperto con Pechino e, di recente, ha inaugurato una salva di dazi che penalizza enormemente una gran quantità di merci di produzione cinese, rendendole di fatto non più concorrenziali sul territorio americano.

C’è poi la guerra contro Huawei.

Qualche giorno fa, Trump ha vietato la commercializzazione, sul territorio americano, non solo di impianti Huawei (reti, router, server ecc.), ma anche di telefoni cellulari.

Ma la cosa ancora più grave è che ieri Google, mostrandosi più realista del re, ha annunciato che ritirerà ai cinesi la licenza per il sistema operativo Android, utilizzato anche dagli smartphone Huawei.

In realtà Android, praticamente usato su tutti i telefonini che non siano iPhone, è un “open source”, cioè un sistema gratuito aperto, da tutti modificabile. A sua volta Huawei l’ha già modificato, perché usa un sistema che si chiama Emui.

Ma Google si fa pagare l’utilizzo delle app più importanti, come Gmail, Maps, Youtube, Chrome ed altri.

In pratica, nel giro di qualche tempo non solo il sistema operativo montato sugli smartphone Huawei rischia di non potersi aggiornare più, creando problemi di sicurezza, oltre che di funzionalità, quanto bisognerà rinunciare ad applicazioni che sono oramai indispensabili.

Io ho un Huawei, detto per inciso, e questa cosa mi sta provocando una grandissima irritazione.

In pratica Trump ha deciso che dovrò spendere molto di più per un cellulare, perché Apple e Samsung sono molto più costosi, specie nei modelli di punta. Huawei è invece un ottimo compromesso tra qualità e prezzo: ma evidentemente questo dà fastidio a qualcuno. Maledetto capitalismo di merda.

 
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Incredibile: Salvini era comunista!

Post n°2064 pubblicato il 17 Maggio 2019 da massimocoppa
 

 

INCREDIBILE: SALVINI ERA COMUNISTA!

Un giorno sì e l’altro pure il ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, si scaglia contro i “comunisti”, accusandoli di ogni nefandezza e, soprattutto, di contestarlo ai comizi. Fa niente che ci siano tra loro professionisti, imprenditori, mamme con i figli piccoli: tutti “comunisti”. Peggio ancora: verrebbero tutti dagli odiati “centri sociali”…

Pensavo che i “comunisti” esistessero ormai solo nella fantasia di Berlusconi; ma a questi si è aggiunto un degno erede: Salvini, appunto.

Potrete dunque immaginare con quale sorpresa ho appreso, dal “Corriere della Sera” di oggi, che Salvini, in gioventù, è stato… comunista!

Gian Antonio Stella ha dato notizia dell’uscita di un nuovo libro che indaga sulle inquietanti vicinanze tra la Lega ed il neofascismo (Claudio Gatti, “I demoni di Salvini”, edito da Chiarelettere).

Gatti (o Stella?) ha fatto una semplice ricerca nell’archivio degli articoli del quotidiano milanese (una cosa che possiamo fare tutti stando comodamente al computer, ma che in effetti nessuno aveva fatto) ed ha scoperto una cronaca del 1994, quando Salvini era un giovane consigliere comunale di Milano. In un intervento in consiglio, il futuro “uomo di ferro” d’Italia difendeva i ragazzi di uno dei centri sociali di estrema sinistra più famosi della storia, il “Leoncavallo” di Milano, affermando di “avere per anni frequentato” quella struttura, dicendo di conoscere “quei ragazzi; i violenti sono pochi” e spiegando che lì “ci si trova per discutere, confrontarsi, bere una birra e divertirsi”.

Grande Matteo, uomo di lotta e di governo!

 
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