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I RUSSI NON STIMAVANO GORBACIOV

Post n°2152 pubblicato il 31 Agosto 2022 da massimocoppa
 

I RUSSI NON STIMAVANO GORBACIOV
La morte di Gorbaciov è stata annunciata dai media russi con uno stringato comunicato.
La cosa non sorprende. Egli era amato solo in Occidente, dove molti pensano, ed è vero, che l’ultimo segretario del Partito Comunista sovietico sia un personaggio storico e gli sono grati per aver distrutto un minaccioso Stato totalitario e militarista. Ma i russi non la pensano così: non lo hanno amato a suo tempo, non lo hanno amato dopo e non lo amano oggi. Sono insomma diverse generazioni di suoi concittadini che ne hanno una pessima opinione. Perché? Perché lo ritengono personalmente responsabile della fine dell’Unione Sovietica: parere che è anche di Putin, per il quale questo fatto è stato “la più grande catastrofe geopolitica della storia”.
Sin da ragazzo, ed anche successivamente, ho sempre letto e sentito dire che i russi, poveretti, erano oppressi dallo Stato sovietico. Poi, quando è subentrata l’anarchia, il capitalismo pirata e le privatizzazioni selvagge, e quindi la crisi economica, abbiamo saputo che i russi odiavano, logicamente, questi sviluppi e rimpiangevano l’URSS.
Ed in effetti, è proprio così. Ancora oggi. Ad aver sofferto sotto lo Stato sovietico sono stati alcuni intellettuali, alcuni scrittori, alcuni artisti: i dissidenti. Ma, dopo lo stalinismo, la stragrande maggioranza del popolo russo stava bene: c’era poco, ma quel poco (casa, lavoro, un pasto, assistenza sanitaria) era garantito a tutti. Il cittadino sovietico era tutelato dalla culla alla tomba. Bastava che non si occupasse di politica, che non contestasse le autorità apertamente, e tutto andava bene. Persino il mugugno ed il sarcasmo erano tollerati, purché non espressi pubblicamente.
Il nazionalismo ipertrofico tipico dei russi era abbondantemente soddisfatto dal fatto che l’Unione Sovietica fosse una superpotenza nucleare in grado di gareggiare con gli americani.
Inoltre, bisogna sempre tener presente che la sensibilità democratica dei russi è un concetto molto labile: la Russia non è mai stata democratica. Nel 1917 è passata dall’essere uno Stato feudale, al cui vertice c’era lo Zar ma dove comandavano i proprietari terrieri, che amministravano contadini aventi lo status medievale di servi della gleba (nel Novecento!), all’essere uno Stato “sovietico”, governato da fantomatici “soviet”, assemblee del popolo ma dove, in realtà, comandava solo il Partito Bolscevico.
Infine, siamo giunti al putinismo, che è tutto dire.
Dunque, se penetriamo nella psicologia collettiva russa, è logico che Gorbaciov sia odiato: ha distrutto una superpotenza, dalle cui ceneri è nata una potenza media, minata alle fondamenta, inefficiente, rugginosa e corrotta, incapace persino di vincere una guerra contro la derelitta ucraina.

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