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Presto /
anche noi (…) saremo /
perduti in fondo a questo fresco /
pezzo di terra: ma non sarà una quiete /
la nostra, ché si mescola in essa /
troppo una vita che non ha avuto meta. /
Avremo un silenzio stento e povero, /
un sonno doloroso, che non reca /
dolcezza e pace,
ma nostalgia
e rimprovero
PIER PAOLO PASOLINI
 

 

 

 

 

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Messaggi del 21/09/2022

 

DAL PRIMO OTTOBRE SARA’ DISASTRO GAS, MA NOI PENSIAMO AD UNA STUPIDA CAMPAGNA ELETTORALE

Post n°2157 pubblicato il 21 Settembre 2022 da massimocoppa
 

DAL PRIMO OTTOBRE SARA’ DISASTRO GAS,
MA NOI PENSIAMO AD UNA STUPIDA CAMPAGNA ELETTORALE

Il governo italiano si affanna a rassicurarci che, nell’immediato, a parte la questione del costo alle stelle, di scorte di gas ne abbiamo abbastanza, in Italia, quantomeno per affrontare l’autunno e parte dell’inverno.
Per tutta l’estate si è lavorato, da brave formichine, a stoccare gas, anche utilizzando al massimo i pochi rigassificatori esistenti sul territorio nazionale.
Tuttavia, tra pochi giorni, esploderà un problema enorme: ne parla anche oggi il “Sole 24 Ore”, forse l’unico mass media che, più volte, ha lanciato l’allarme. Il primo ottobre scade il cosiddetto “anno termico”: in pratica ogni società che vende gas, anche ad utenti domestici, deve rinegoziare e contrattare l’acquisto della fornitura per l’anno successivo.
A vendere sono i colossi nazionali, come ENI ed Edison; a comprare sono i dettaglianti, vale a dire l’azienda del Comune o l’azienda privata che ci porta il gas fino a casa ed alla quale paghiamo le ormai salatissime bollette.
Quest’enorme mondo di medie e piccole imprese, che sono poi il nerbo della distribuzione, specie agli utenti domestici, difficilmente potrà ottenere gli stessi quantitativi dell’anno in scadenza perché, in generale, di gas disponibile ce n’è ora molto di meno che in passato, a causa della guerra in Ucraina, del conseguente boicottaggio europeo e della sostanziale chiusura delle forniture da parte della Russia.
Inoltre, i costi divenuti altissimi mettono molte aziende distributrici in condizioni da non poter materialmente permettersi di comprare la stessa quantità degli anni scorsi, quando fosse eventualmente disponibile, ed in ogni caso di doverla poi rivendere agli utenti finali a prezzi enormemente maggiorati.
Finora molte famiglie non si sono accorte della disastrosa situazione in cui versa il mercato del gas, perché hanno contratti firmati in passato e che garantiscono le forniture e prezzo fisso. Ma ora la pacchia sta per finire anche per loro: si troveranno a ricevere bollette altissime, come già accade da febbraio a molti di noi.
Secondo Utilitalia, la maggiore associazione italiana di imprese idriche ed energetiche (le cosiddette “utilities”), sono a concreto rischio di fallimento 70 aziende socie, tra le 450 complessive; ma secondo il “Sole 24 Ore” è una stima al ribasso, perché il giornale della Confindustria ha raccolto voci molto più pessimistiche.
In pratica potrà succedere che resteremo a casa senza gas perché il nostro fornitore, fosse anche il Comune, non ne ha ricevuto abbastanza per soddisfare tutte le utenze o non si è potuto permetterne di comprarne a sufficienza; in ogni caso riceveremo fatture altissime, casomai fossimo tra quei fortunati che finora ne erano stati risparmiati.
E mentre sta per accadere questo Armageddon energetico, perdiamo tempo in questa stupida campagna elettorale causata da elezioni anticipate susseguite ad una crisi politica inutile e deleteria, voluta da Lega e Forza Italia, con l’entusiastica adesione di Fratelli d’Italia.

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REFERENDUM FARSA PER GIUSTIFICARE UNA GUERRA NUCLEARE, L’ULTIMA TROVATA DI PUTIN

Post n°2156 pubblicato il 21 Settembre 2022 da massimocoppa
 

REFERENDUM FARSA PER GIUSTIFICARE UNA GUERRA NUCLEARE, L’ULTIMA TROVATA DI PUTIN

Uno dei pilastri della Guerra Fredda tra mondo occidentale e mondo sovietico era la dottrina cosiddetta “MUD”, “Mutual Assured Destruction”, “Distruzione Reciproca Assicurata”, vale a dire la ragionevole certezza che non si sarebbe mai arrivati ad una guerra nucleare tra i due blocchi perché, essendo tutti armati fino ai denti di missili atomici, la rappresaglia automatica susseguente ad un attacco avrebbe distrutto anche l’aggressore.
Il corollario era che, quasi certamente, nessuno avrebbe attaccato per primo perché, anche volendo ammettere un improvviso accesso di pazzia di un leader, peraltro di per sé insufficiente, visto che le procedure sono complesse e coinvolgono più persone, l’entourage politico e militare si sarebbe rifiutato di procedere, non volendo poi morire nella certa rappresaglia dell’avversario.
Ebbene, queste semplici certezze, che hanno retto il mondo dal 1945 ad oggi, sembrano diventare meno salde.
Putin ed i suoi sodali continuano a parlare, allegramente, di opzione atomica: cioè minacciano di usare l’arma nucleare, magari in una versione più “leggera”, le cosiddette “atomiche tattiche”, per vincere il conflitto in Ucraina e/o per rispondere al clamoroso contrattacco di Kiev, che si sta rivelando vincente e sta portando alla riconquista dei territori persi.
Secondo Mosca, l’Ucraina resiste e contrattacca perché aiutata dall’Occidente, per cui è giusto usare tutti i mezzi per contrastare quella che viene ritenuta una minaccia mondiale contro la Russia.
Sulla strada dell’uso degli ordigni atomici bisogna registrare il fatto che tra ieri e stamattina la situazione è, purtroppo, nettamente peggiorata.
Le repubbliche fantoccio filorusse di Donetsk e Lugansk hanno annunciato un imminente referendum, finora più volte rinviato, tra la popolazione locale, chiamata a decidere se vuole entrare nella Federazione Russa. Siccome è logico che queste consultazioni saranno una farsa, totalmente pilotate e dal risultato fasullo, il risultato è scontato: i residenti diranno che vogliono diventare cittadini russi e che il territorio su cui vivono diventi russo.
Quel genio del male di Putin, e dei suoi luciferini consiglieri, a quel punto dirà che l’Ucraina sta attaccando territori russi, per cui ogni risposta è lecita: mobilitazione generale dei soldati russi, finora impedita dall’affermazione che non di guerra si trattava, ma di “operazione militare speciale” in Ucraina e, soprattutto, libertà di usare l’arma atomica, cosa prevista dalla dottrina militare di Mosca qualora venisse attaccato il territorio russo.
Con uno spettacolare rovesciamento delle responsabilità, dunque, avremmo che le forze ucraine non starebbero più combattendo per riconquistare territorio ucraino, ma si troverebbero ad attaccare territorio russo ex ucraino. Con questa vergognosa scusa giuridica si creerebbe un’escalation che, dato anche il giusto e doveroso appoggio occidentale a Kiev, ci porterebbe verso scenari disastrosi e difficili da prevedere.

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