Bambina mia piccola,
rifletto da giorni su un punto.
Che cosa è la distrazione?
Ora, da persona notoriamente definita tale, ho elaborato una ipotesi un po' anticonvenzionale.
Distratto da definizione vocabolario: "non attento a ciò che si fa o si dice; che agisce sbadatemente; di persona assente abitualmente a ciò che succede attorno...".
Non è una definizione che brilli per estetica, ma proviamo a prenderla per buona.
Il distratto inciampa nel bicchiere sul tavolo apparecchiato, rovesciandolo costantemente.
Spolvera e fa cadere il vaso pregiato.
Cammina per strada ed inciampa - perchè non guarda per terra.
Va in bicicletta con la testa girata indietro e finisce contro un muro - successo, credetemi...
E allora il luogo comune è che, siccome non è presente alle cose che fa/vive, fa danni. Ossia, che sia lui/lei ad inciampare nelle cose - nella loro più larga accezione.
Ebbene, io credo invece che siano le cose a mettersi sul cammino del distratto e ad inciampare in lui/lei per farlo/a discendere nella realtà, per radicarlo/a al momento attuale, per trascinarlo/a nell'adesso.
Il distratto è un po' sopra o sotto l'ora.
E difatti, chi ha almeno una volta vissuto una delle esperienze di cui sopra, sa che quando il danno accade la sensazione è di ris-veglio.
"Ops, sono qua ora e adesso!".
In questo modo il mondo ci chiama a sè e ci ricorda che solo nel presente siamo vivi.
Un grazie allora alle "cose"che incappano in noi!
Margherita, non è poi così male essere un po'sbadatelle... 
Inviato da: LIONN
il 20/10/2007 alle 15:03
Inviato da: fedra73
il 10/10/2007 alle 17:47
Inviato da: PiacereIntriso
il 08/10/2007 alle 16:36
Inviato da: fedra73
il 04/10/2007 alle 17:38
Inviato da: fedra73
il 04/10/2007 alle 17:27