Maya

C'è abbastanza luce per vedere, e abbastanza notte per crederci. Un diario personale.

 

 

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Post n°282 pubblicato il 17 Novembre 2006 da mayaud
 

Amare qualcuno è una cosa bellissima e se si tratta di un sentimento sincero non bisogna sentirsi finiti in un labirinto. Abbi più fiducia in te stesso. Il mio consiglio è molto semplice. Punto primo, quando uno è attratto così fortemente da qualcuno come tu da questa ragazza, Midori, è naturale che se ne innamori. La cosa potrà andare bene o non andare bene, ma l’amore è così. E seguirlo è la cosa più naturale. Io la penso così. Anche questa è una forma di sincerità […] ogni cosa segue comunque il suo corso, e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. È la vita. Faccio un po’ il grillo parlante, ma è ora che tu cominci a imparare certi meccanismi della vita. A volte tu ti sforzi troppo di adattare la vita ai tuoi meccanismi. Se non vuoi finire anche tu in una clinica psichiatrica cerca di essere un po’ più aperto e di abbandonarti di più alla vita così come viene. Anche una donna debole e imperfetta come me ogni tanto arriva a rendersi conto di quanto meravigliosa sia la vita. Dico davvero! Perciò tu cerca di essere molto molto più felice. Mettici anche un po’ di buona volontà.”
Sdraio sulla spiaggia Stampa artistica

“Telefonai a Midori e le dissi: “Voglio vederti. Ho un milione di cose da dirti. Tutte cose di cui devo assolutamente parlarti. Tu sei l’unica cosa che desidero al mondo. Vorrei vederti e parlare con te. Vorrei cominciare tutto dal principio, io e te soli”. Midori rimase a lungo in silenzio dall’altro capo della linea. Quel silenzio mi sembrò durare all’infinito, come una pioggia sottile e interminabile che inonda allo stesso tempo tutti i prati della terra. Io rimasi con gli occhi chiusi e la fronte schiacciata contro il vetro, in attesa. Poi finalmente Midori ruppe quel silenzio. “Dove sei adesso?” chiese con voce calma. Già, dov’ero adesso? Con il ricevitore in mano alzai lo sguardo e mi guardai intorno dietro i vetri della cabina. Dove ero adesso? Non sapevo dove fosse quel posto. Non ne avevo la più pallida idea. Dove diavolo mi trovavo? Quello che vedevo attorno a me era solo una folla di gente che mi passava accanto diretta chissà dove. Da quel luogo che non era da nessuna parte rimasi in linea con Midori.”
Haruki Murakami, Tokyo Blues

 
 
 
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Data di creazione: 20/08/2005
 

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