MayaC'è abbastanza luce per vedere, e abbastanza notte per crederci. Un diario personale. |
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Absynth, absynth
Post n°290 pubblicato il 04 Dicembre 2006 da mayaud
Giorni pazzeschi, a Praga: la città mi ha conquistato, e noi abbiamo ricambiato con tutto l'entusiasmo e l'allegria di cui il nostro cuore era capace. Lungo la strada: Shivicezc, tonno nostromo, kurecy, brombery, peppermint, il matto, l'assenzio/fuoco/zucchero al chateau rouge, 'o che's, disco 4piani, piscione, caffè-treno e caffè-brodaglia-sul-treno, teodoro/dupree, valdobbiadene, amfora, ramska 44, "can we change, please?", "in sicilia non chiedere mai banane, e a praga non chiedere mai di attraversare la strada", vecchio tabacchino, "direi proprio di no..", ecc.
Leggendo il blog di Andre mi sono ricordata di una canzone che calza a pennello, e mi scuserà se la utilizzo anch'io, ma questo viaggio è stato come una boccata d'aria fresca, una risata del cuore, l'incanto di un'amica preziosa, gli occhi puliti nel guardare le cose al ritorno. Come dice Benni, quando si torna da un viaggio si è sempre più ricchi, non solo perchè si hanno foto da vedere nelle lunghe sere d'inverno, ma anche perchè, lasciando quello che si ha per poi ritrovarlo, si diventa un po' più forti, proprio grazie ai ricordi che rimangono cuciti addosso...
Camminavo vicino alle rive del fiume nella brezza fresca |


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