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Annus Terribilis

Post n°163 pubblicato il 01 Gennaio 2007 da mia3v

Anche quest’anno mi conformo alla fitta schiera di fanatici del programma annuale, ai compilatori di tabelle di marcia, buoni propositi, dover fare, dover avere, dover assolutamente evitare.
Ha un che di rassicurante mettere la propria vita in fieri per iscritto.
Ti dà quell’ingenua convinzione di avere almeno un pezzo di carta sotto controllo.
E non starò certo a convincere nessuno, tantomeno la sottoscritta, della validità di ciò che segue.
Sono solo Buoni Propositi, l’essenza dell’inutilità e dell’autoreferenza sterile.
Destinati a naufragare il due gennaio davanti ad una pinta di birra e una frase sbagliata, riprendere vigore ad inizio primavera davanti a due pinte di birra e interi discorsi sbagliati, a morire infine  sconsolati i primi giorni d’estate davanti allo Sbagliato Cosmico Non Più Recuperabile.

Le mie Intenzioni Benefiche sono solo un modo come un altro per rompere il ghiaccio con il Signor Ultimo dell’Anno, quest’inquietante sconosciuto.

Ordunque:

1- Innamorarmi.
Un intento che m’inserisce tra le orde di fanatiche dell’innamoramento, quelle che si vive solo per un uomo, con un uomo, la metà della mela, dell’arancia, da sola mai, da sola mai più,              condivisione e felicità.
Lo so, con il passare degli anni la tendenza è al conformismo.
La sento, una strana forza calamitarmi verso l’omologazione alla donna incompleta.
E questo è davvero il mio primo buon proposito: abbandonare artigli, muri di gomma e barricate, deporre le armi, l’intero arsenale. Smettere di abbaiare e lasciarsi avvicinare.
E magari, prima o poi, non si sa mai.
Anche io, la donna che non deve chiedere mai, sperimenterò quelle minchia di farfalle nello stomaco.

 

2- Corollario della prima, Smettere di finire nei letti sbagliati.
Dove letto ha il valore metonimico della prossima relazione inutile che, già lo so, mi aspetta grondante bramosia all’angolo tra il primo e il due gennaio.
Smettere di “provare” con in tasca già la convinzione che nemmeno un fenomenale sesso tantrico saprà surrogare quello che sto cercando.
Quindi, in ordine temporale di disgrazia, basta uomini traditori sessualmente ambivalenti, uomini dall’innamoramento facile e claustrofobico, uomini bambini, uomini dall’erezione insicura come la loro autostima, uomini del surrealismo verbale, uomini stranieri, uomini impegnati, uomini delle caverne.
E se ne ho dimenticato qualcuno, che non se ne abbia a male.

 

3- Diretta conseguenza, dalla logica stringente, dei primi due punti: Uccidere l’Amante.
Quello che “sei la donna della mia vita” ma, sottotitolato, “andiamo a letto e facciamo in fretta che poi devo tornare a casa dalla mia dolce fidanzata”.
Quello che da tre anni è sempre lì, con costanza commovente.
(E io che pensavo che un pisello si stancasse molto prima).
Quello che t’infarcisce la testa di cazzate a sfondo sentimentale e che, con la perseveranza, riesce a farti cedere davvero.
Quello che ti manovra come un burattino, che ti crede un soprammobile adatto solo alle sue esigenze inguinali e che, cacciato, lapidato e insultato, torna sempre al suo posto di “amante definitivo”. Autoincoronatosi “L’Uomo Di Cui Non Puoi Fare A Meno”

 

4- Tenere a bada la propensione alcolica.
Non più tre spritz come aperitivo e per cena quattro comode pinte di birra.
Non più  fiumi di bombay tonic con il lime pestato in cui affogare raziocinio e lucidità, in cui dimenticare i metonimici letti sbagliati di cui sopra e l’illusione di un nuovo inizio di cui ancora più sopra.
Non più stordimento indotto e viso rotto della mattina successiva.
Voglio 365 mattine di mente sgombra, leggera, fisicità attiva.
Voglio 365 notti di sobrietà intelligente, per diffondere il mio verbo agli ignari senza sbiascicamenti e crisi di riso e pianto a tradimento.

 

5- Smettere di sognare di avere un pene per poter dimostrare all’umanità intera la mia attitudine al comando.

 

6- Abbandonare, talvolta, l’arroganza e la presunzione che mi portano a considerarmi una delle poche sopravvissute all’ Idiozia Massificata.
Abbandonare l’atteggiamento da sopracciglio alzato e sottotitolo luminoso “Tu sei un imbecille e non puoi capire”.
Cercare di rapportarmi con il genere umano partendo da base paritaria e non aggrappata modello koala ad un trono che fa di me la “regina dello snobbismo intellettivo”.

 

7- Raggiungere un ‘autonomia, di almeno dieci minuti consecutivi, dall’idea fissa “devo dimagrire”.
Con conseguente perdita di tutti i corollari di chiaro stampo patologico: digiuni infiniti e mangiate indigeribili, corse forsennate e nervi accavvalati, duemila addominali e problemi respiratori, specchi coperti da tendoni pietosi e la convinzione che il grasso sia il mio primo problema relazionale.

 

8- Comprarmi un vibratore da viaggio, comodamente riponibile in borsetta, color rosa da femmina, semovibile e discreto.
Per sopperire a carenze di cervello che si tramutano, e gli ormoni miei inveiscono, in una necessaria astinenza dall’uomo a trecentosessanta gradi.

 

9- Pubblicare un libro intitolato “La Mia Opinione”.
Per informare il basso e ignorante popolino delle convinzioni maturate dalla sottoscritta in 24 funesti anni di permanenza in questo pianeta.
Dal perché le donne fingano l’orgasmo alla ragion d’essere della Seconda Repubblica.
Da Licio Gelli al lesso con la pearà.

 

10- Mangiarmi i nove propositi di cui sopra in un massimo di 24 ore nette.
E rendermene conto mentre stomaco e fegato disputano una delle più sanguinose lotte civili degli ultimi anni: John Smith contro New Castle,  Battaglia fino all’ultima pinta.
Mentre mi districo nel groviglio di lenzuola del letto sbagliato, con tutta probabilità quello dell’amante redivivo.
Mentre abbaio la mia superiore intelligenza e la mia chiara autonomia.
Mentre i piedi di qualcuno mi schiacciano il cranio e io fingo indifferenza.
Mentre il grasso si attanaglia al giro vita e il lesso con la pearà appare più sinistro di Villa Wanda.
Mentre il vibratore da viaggio l’ho lasciato sul treno per rendere felice una  casalinga vecchio stampo con marito fedifrago e pensione minima.

 

Mentre sono sempre io, e non esiste un Signor Primo dell’Anno capace di tenermi testa.

 
Rispondi al commento:
mia3v
mia3v il 02/01/07 alle 22:09 via WEB
Questa, al limite, Non è Bella. Il nn, proprio non lo capisco.
 
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