La storia infinitaPer Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri. |
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Mentire.E' possibile mentire a se stessi? Gli individui sono portati a ottimizzare la scelta che assicura il grado più elevato di utilità attesa. L'autoinganno deriva dalla debolezza del controllo cognitivo, poiché chi si autoinganna non prende in considerazione le ragioni più valide ma quelle più funzionali per raggiungere i suoi scopi e desideri. E' un problema di ragionamento pratico, per cui egli preferisce in qualche modo (consapevole o meno) evitare una condizione spiacevole (l'informazione menzognera piuttosto che accettare l'informazione vera). Per arrivare a questo obiettivo, chi si inganna deve distogliere l'attenzione dalle ragioni che sono contrarie al falso, considerare soltanto le alternative utili, ricorrere a un processo distorto nella elaborazione delle informazioni e trasformare le proprie credenze e opinioni. Sotto questo profilo, gli aspetti motivazionali (scopi, desideri ecc) possono influenzare la produzione e la valutazione di ipotesi e di interferenze, nonché la selezione di ricordi per rafforzare le proprie credenze, elaborate per giustificare le conclusioni desiderate. L'autoinganno richiede una condizione di incertezza così che il soggetto possa agire come se fosse autorizzato a credere di poter modificare qualcosa che è già stato determinato e che, di per se, non è più modificabile. In una situazione complessa egli può autoconvincersi cambiando il suo sistema di opinioni e di credenze: alcune ipotesi indesiderate possono essere indebolite a vantaggio di credenze alternative che sono più compatibili con i suoi desideri, più conveniente e, alla fine, più "vere". Luigi Anolli |


Inviato da: Porfirio_Della_Ripa
il 27/03/2013 alle 15:35
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