La storia infinitaPer Bastiano Baldassarre Bucci la passione erano i libri. |
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Società e solitudine.Anzitutto ogni vita di società richiede necessariamente un reciproco adattamento e un'attenuazione, delle proprie esigenze: perciò quanto più ci si adatta, tanto più sarà insulsa. Si può essere interamente se stessi soltanto finché si è soli: chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli. Naturalmente nella solitudine il miserabile avvertirà tutta la propria miseria, il grande spirito tutta la propria grandezza. Inoltre, quanto più uno è in alto nella gerarchia della natura, tanto più è inevitabilmente solo. Discorsi e idee intelligenti valgono solo per una società intelligente; in una società ordinaria risultano addirittura odiosi; per piacere, infatti, è assolutamente necessario essere superficiali e limitati. In una società del genere dunque dobbiamo rinnegare noi stessi, rinunciando penosamente a tre quarti della nostra personalità per diventare simili agli altri. Certo, in compenso abbiamo gli altri; ma quanto valore uno possiede, tanto più troverà che il guadagno non copre la perdita, e l'affare è per lui svantaggioso; perché la gente di solito, è insolvente, ossia nella sua compagnia non c'è nulla che possa ripagare della noia, delle molestie e delle seccature che essa comporta, come parte della rinuncia a se stessi che essa impone. A. Shopenhauer |


Inviato da: Porfirio_Della_Ripa
il 27/03/2013 alle 15:35
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