Creato da ciaodaf3 il 28/09/2008

microtesla space

Astronautica e scienza, appunti e piccole ricerche personali.

INDICE DEL BLOG 1

Questo post vuole essere un riepilogo di tutto il blog.

post 01: Prima passeggiata cinese nello spazio

post 02:Scheda di tutte le navette spaziali pilotate costruite e usate dall'uomo

Post 03: Tavola con rappresentazione comparativa in scala delle navette di Usa URSS/Russia e Cina

Post 04: Breve descrizione e storia delle navette attualmente utilizzate

Post 05: Primo post di confronto tra Space Shuttle americano e Shuttle sovietico (Buran),in questo e nei post su questo argomento si analizzano brevemente caratteristiche, storia, finalità ecc.

Post 06:Secondo post di confronto tra Space Shuttle USA e Shuttle sovietico. C'è anche una tavola grafica appositamente realizzata per illustrare alcune differenze.

Post 07: Post che parle del programma spaziale Nasa Constellation che sostituirà il programma Space Shuttle

Post 08: Post sulla nuova capsula spaziale Orion della NASA

Post 09: Altro post su Orion

Post 10: Segnalazione di info su Orion

Post 11: In questo post un disegno mostra la distanza della Terra dalla Luna mettendo in scala Luna Terra e distanza. La Luna appare molto più distante di quanto si pensi comunemente. Si parla anche di un progetto spaziale indiano.

Post 12: I motivi che hanno spinto l'uomo a viaggiare nello spazio; come ci siamo riusciti e perchè.

Post 13: Il lato segreto e quello più oscuro della conquista dello spazio.

Post 14: Auguri di buon 2009

Post 15: La fragilità del nostro pianeta: un grafico illustra quanto è sottile l'atmosfera in cui vivono tutte le spacie viventi, la biosfera.

Post 16: Confronto tra alcune caratteristiche delle capsule Apollo e delle capsule Orion.

Post 17: Segnalazione di alcuni video delle Stazione Spaziale Internazionale ISS.

Post 18: Si formulano alcune ipotesi sul perchè della costruzione di una navetta tanto complessa quale è stata la navetta Shuttle.

.

 

INDICE DEI POST 3

Post 30: Motivazioni sulla forte perplessità rispetto alla possibilità di un viaggio umano su Marte con la capsula Orion.

Post 31: La NASA studia il modo di consentire agli astronauti di uscire dalla capsula al vuoto cosmico, superando le difficoltà imposte dall'architettura della futura navetta.

Post 32: Varie alternative allo Shuttle furono prese in esame durante lo sviluppo del costosissimo e fallito progetto della navetta ad unico stadio. Si giunse infine alla soluzione della capsula Orion simile alla vecchia Apollo. Tutavia alcuni progetti potevano essere più economici e funzionali, o comunque almeno curiosi. E sono tuttora proposte da alcuni tecnici. E' il caso dello Shuttle senza ali.

Post 33: Molte potenze emergeti hanno avviato programmi spaziali. E' il caso della Cina che già manda uomini nello spazio, ma anche dell'india che sta avendo grandi successi con le sue sonde ed i suoi satelliti. Questo paese ha nel cassetto anche il sogno di una navetta spaziale riutilizzabile pilotata simile allo Shuttle.

Post 34: Lo sbarco lunare: se è falso è un capolavoro artistico della finzione cinematografica. Dubbi, perplessità e riflessioni sull'ipotesi del complotto lunare. Cosa torna e cosa non torna in questa teoria.

Post 35: Rarissimo e incredibile filmato mostra una delle fasi più complesse, misteriose e segrete delle missioni Apollo: Le manovre (così pericolose e complesse sulla Luna da lasciarci perplessi) per sganciare il Lunar Rover dal LEM. Qui il link al video.

Post 36: Ci si domanda dove fossero alloggiati nella piccolissima capsula di rientro dell'Apollo i grandi quantitativi di pietre lunari raccolte e come il loro peso abbia influito sulle fasi di rientro frenate da paracadute.

 

I MIEI LINK PREFERITI

°*°*°*°*°*°*°*°*°

Comunicazioni

In questo blog inserisco le mie ricerche personali, gli argomenti trattati possono essere uno spunto per ulteriori approfondimenti.

18-10-08

Il post numero 4 è stato aggiornato e corretto nella parte che riguarda la navetta Space Shuttle.

Ciao.

29-09-08

Poichè questo blog è in fase di allestimento e a causa del fatto che ogni singolo post viene completato in diversi giorni, è stato deciso di non abilitare i commenti.

Vi ringrazio per avere visitato questo blog.

Ciao e a presto.

 

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Su Marte con la capsula Orion?!?

Post n°30 pubblicato il 29 Aprile 2009 da ciaodaf3

 

(Il testo è stato corretto il 18 maggio '09)

Qui voglio inserire un'opinione del tutto personale.

Se mi chiedessero se sono felice del fatto che la NASA abbia puntato tutto sulla capsula Orion, la mia risposta sarebbe semplicemente "no". Avrei preferito una nuova navetta planante, un nuovo Shuttle.

Ora, io credo che questa piccola navetta prima o poi volerà, ma sarà un oggetto poi così utile?

Servirà a raggiungere e attraccare la Stazione spaziale internazionale ISS?

Certamente si.

Servirà a raggiungere la Luna?

Forse si.

Servirà a raggiungere Marte?

Secondo me no. Questo non è possibile.

E ora vi dico perchè: lo spazio per gli astronauti è veramente troppo poco. Un viaggio così lungo, che tra andata permanenza e ritorno durerebbe almeno due anni e mezzo, non può essere compiuto all'interno di una capsula così piccola.

All'arrivo su Marte gli astronauti sarebbero distrutti nel fisico e nella psiche.

Non mi convincono per nulla altri due particolari della capsula Orion.

Il primo riguarda la disposizione dei membri dell'equipaggio su due livelli. In questo modo, in tutti i disegni forniti dalla Nasa, si vede chiaramente che chi sta sopra ha i piedi praticamente davanti alla faccia di chi sta sotto. Potete immaginare, durante la fase di rientro in atmosfera e quando la capsula toccherà il suolo o la superficie marina, come possa sentirsi l'astronauta del livello inferiore.

I russi infatti, per la loro nuova cosmonave, stanno studiando una disposizione molto diversa dell'equipaggio che evita l'urto dell'uno contro l'altro, poichè tutti siedono sullo stesso livello.

Sembra una piccolezza, ma anche il confort fa la sua parte nel successo di una missione spaziale.

Il secondo problema riguarda la fuoriuscita dell'astronauta dalla capsula per una passeggiata spaziale.

I russi hanno sempre usato per pressurizzare le loro navette una miscela di azoto e di ossigeno. Questo per evitare che scintille e falsi contatti provocassero con troppa facilità incendi a bordo. Questo tipo di atmosfera impone l'esistenza di una camera di decompressione nella quale l'astronauta deve sostare qualche minuto al fine di adattarsi all'atmosfera della tuta, prima di uscire.

Tutte le navette sovietiche che consentivano all'astronauta di uscire dal veicolo possedevano e posseggono questa camera di assuefuazione che nelle Soyuz è è posta all'interno del compartimento sferico, davanti al modulo di comando.

Gli americani invece hanno sempre riempito le loro capsule con ossigeno puro. Sentendosi sicuri del perfetto isolamento delle parti elettriche delle loro navette, ritenevano piuttosto improbabile un incendio che, con l'atmosfera di ossigeno puro, sarebbe pressochè indomabile. Dopo la tragedia dell'Apollo1 l'ossigeno venne in parte miscelato per ridurre i rischi, ma rimase sempre molto più puro rispetto alle navette russe.

Questo tipo di atmosfera di ossigeno praticamente puro, consente di uscire dalla navetta senza passare attraverso una camera di adattamento. Infatti le navette americane non hanno questa camera di adattamento. Non lo avevano le Geminy dalle quali si usciva semplicemente aprendo i portelli ad ala di gabbiano; non lo avevano le capsule Apollo, e non l'aveva lo Space Shuttle.

Non lo ha ovviamente neanche l'Orion. Ma l'Orion avrà l'atmosfera identica a quella delle navette russe perchè più sicura. Quindi, probabilmente dalla Orion non si potrà uscire per una passeggiata spaziale, ed infatti tale ipotesi non è mai menzionata dalla NASA. Ma questo sarà un grave inconveniente, perchè uscire dal veicolo spaziale è un'operazione spesso indispensabile nelle missioni spaziali.

La nuova navetta russa, infatti, avrà al suo interno un piccolo scompartimento cilindrico intorno al quale siedono i cosmonauti, e che servirà appunto come camera di compensazione per uscire dal veicolo.

(il testo è stato corretto il 18 maggio '09)

 
 
 

Sogno infranto da un miliardo di dollari: L'x-33 Lockheed Martin.

Post n°29 pubblicato il 17 Aprile 2009 da ciaodaf3

Se paragonassimo la storia dell'astronautica a quella della navigazione, possiamo dire che l'umanità è ancora allo stadio dei tronchi di legno incavati con i quali, i primi intimoriti navigatori scoprirono che era possibile galleggiare sull'acqua, varcare laghi e fiumi e subito intuirono le possibilità che si aprivano di fronte a loro, e a sognare di solcare i mari lungo la costa, traspostare, scoprire. Occorsero secoli e impararono a solcare gli oceani verso terre sconosciute, fino a costruire triremi, galeoni, poi piroscafi e transatlantici. Ci vollero secoli, millenni, ma quel piccolo tronco di legno scavato con fatica, con rudi attrezzi di ossidiana, cambiò il mondo per sempre fino a che il mondo non fu più composto di isole e continenti separati da oceani sconosciuti e l'umanità, nel bene e nel male, divenne una grande famiglia legata ad un destino comune.

Così oggi le nostre astronavi non sono che piccole zattere, con le quali ci avventuriamo timorosi "sotto-costa", appena al di fuori dell'atmosfera, raggiungendo al massimo l'solotto più vicino, la Luna. Ma dentro di noi sentiamo che questo percorso ci porterà lontano, nei secoli e nei millenni, a varcare gli oceani delle distese siderali, verso altri sistemi solari e chissà, scopriremo altri mondi e altri popoli e un giorno l'intera galassia diverrà nel bene e nel male una grande famiglia in cui tutti i pianeti abitati saranno legati ad un destino comune.

Per cui non dobbiamo stupirci se a volte vengono impiegate grandi risorse per sogni che poi restano sulla carta, la storia dell'esplorazione dello spazio è la storia di un sogno che si vuole diventi realtà.

L' x-33 poteva rappresentare un grande balzo in avanti nella navigazione spaziale.

Da sempre il problema fondamentale per uscire dalla nostra atmosfera è rappresentato dal costo molto alto del lanciatore.

Fino ad oggi una nave spaziale è sempre stata costituita da una serie di razzi che, salendo di quota, si stacano ad uno ad uno, fino a chel'ultimo pone in orbita la navicella, solo un piccolo frammento della cosmonave partita dalla rampa, la grandissima parte del materiale staccatosi dal suolo ricade e viene perduto.

Anche quando la navetta viene riutilizzata, ed è caso raro, tutto il vettore viene perso e ad ogni missione deve essere ricostruito. Sarebbe come se un Aereo partisse da Roma e arrivasse a New York senza motori, senza ali, e andasse ricostruito da capo ad ogni volo. E' facile intuire che il biglietto di andata e ritorno sarebbe molto salato, Così come, di fatto, è molto salato il biglietto di andata e ritorno di un astronauta.

Tutti i pionieri dell'astronautica, come il russo Konstantin Eduardovich Tsiolkovsky (5 settembre 1857 – 19 settembre 1935), giunsero alla conclusione che il modo giusto per raggiungere lo spazio fosse un razzo pluristadio, e questo per motivi matematici di rapporto tra potenza propulsiva, peso del veicolo ed attrazione gravitazionale terrestre.

Quando un missile viene lanciato, il primo stadio deve essere il più potente. Deve infatti vincere la forza d'inerzia e fendere gli starti più densi dell'atmosfera. Ad una certa quota però avrà necessariamente esaurito il suo carburante poichè una quantità di carburante superiore avrebbe un peso eccessivo rispetto alla potenza dei motori. Inoltre, il getto di gas di scarico che si sprigiona dagli ugelli varia a seconda della pressione atmosferica nella quale ci si trova; poichè la forma della campana è fissa, si cerca una soluzione di compromesso che però rende ottimale la potenza del getto solo fino ad una determinata quota, successivamente la forza di spinta generata è troppo bassa.

Quindi ad una certa altezza il primo stadio va sostituito. Si sgancia alleggerendo così il complesso volante. Entra immediatamente in azione il secondo stadio. Questo è più leggero e meno potente, si trova infatti ad operare in una zona dove l'atmosfera è molto rarefatta ed ha bisogno di una spinta inferiore. Tale spinta è però resa ottimale dalla forma dell'ugello di scarico che ha una curvatura ottimizzata a garantire la più alta efficacia del getto dei gas propulsivi alle altissime quote. A questo punto la navicella o il satellite entrano in orbita terrestre. A seconda dei casi (del peso trasportato, dell'altezza dell'orbita ecc, può essere presente un terzo stadio e raramente anche un quarto come nel caso delle missioni Apollo dirette alla Luna).

La disposizione dei vari stadi puo essere variata in molti modi. Il vettore classico è una pila di stadi sovrapposti. Spesso oggi gli stadi vengono afiancati.

Tutti gli stadi di lancio, normalmente sono perduti, e ciò non è conveniente dato il costo altissimo dei propulsori, specie di quelli molto efficienti, a combustibile liquido.

Da sempre quindi il sogno dell'astonautica è un veicolo che possa essre recuperaoto e riutilizzato almeno in parte.

Di studi in tal senso ne vennero fatti moltissimi, sia in Russia che in America, ma senza ottenere risultati concreti.

In America si riuscì però a risolvere almeno in parte il problema con lo Space Shuttle.

Qui il primo stadio è costituito dai booster a combustibile solido laterali (originariamente dovevano essere a combustibile liquido, quindi più costosi e sofisticati). Questi booster, che non hanno un vero e proprio motore essendo simili ad enormi fuochi di artificio, dovevano ricadere aggrappati a paracadute ed essere riciclati, ma alla fine l'idea fu abbandonata.

Il secondo stadio è la navetta stessa, unita al grande serbatoio centrale. I motori razzo sono sul retro dell'orbiter e "succhiano" carburante dal serbatoio centrale dopo il distacco dei booster. La spinta è sufficiente a raggiungere l'orbita terrestre a quota non troppo alta. Poi viene lasciato precipitare il serbatoio centrale che va perduto, ma i costosissimi motori del secondo stadio restano sullo Shuttle e sono riutilizzabili con tutto il velivolo nelle successive missioni.

Avviandosi alla pensione lo Shuttle, sembrava logico portare avanti la strada intrapresa. Sembrava giunto il momento di costruire una navetta ad un solo stadio, che partisse come un aereo, raggiungesse lo spazio e tornasse a terra completa di tutte le sue componenti e pronta per nuove missioni.

Si pensò subito, di limitare il progetto, in un primo momento, ad un veicolo con pochi uomini di equipaggio, in grado tuttavia di portare nella sua stiva carchi notevoli come la precedente navetta ed in grado anche di viaggiare in modalità automatica per traspostare carichi di peso maggiore.

Per superare i problemi di rapporto tra peso e spinta si dovevano utilizzare serbatoi per il carburante di materiali compositi, molto più leggeri di quelli tradizionali e che potessero contenere sostanze ad alta pressione in forme che non fossero necessariamente cilindriche o sferiche (come avviene attualmente), ma che potessero avere forme complesse in modo tale da non condizionare la forma del veicolo che, per ovvie ragioni, doveva avere una forma aerodinamica ben definita, dalla quale non si poteva prescindere e che non poteva essere condizionata dagli organi meccanici interni.

Prorio la realizzazione di questi serbatoi si rivelò quasi impossibile, durante le prove alcuni esplosero e comunque non davano suficienti requisiti di sicurezza. Si pensò quindi di utilizzare serbatoi tradizionali, ma a quel punto tutto il progetto risultò compromesso infatti tutto alla fine risultava inficiato da questo problema che risultò veramente fondamentale.

La Nasa, dopo avere investito una cifra immensa in questo progetto, fu costretta a "gettare la spugna" dichiarando di non essere ancora tecnologicamente pronta alla realizzazione della navetta monostadio.

Si passò quindi in tutta fretta al molto più semplice progetto Orion che è un ritorno al passato rispetto allo Shuttle, ma almeno dovrebbe essere certamente realizzabile almeno nella sua versione orbitale.

Tuttavia il progetto x-33 è stato un'eccezionale esercizio di sviluppo tecnologico che non sarà privo di eredità e ricadute pratiche.

Dopo la sospensione del progetto si è ad esempio riusciti a realizzare serbatoi in materiale composito soddisfacenti.

Ma la parte più promettente è l'apparato propulsivo aerospike. Questo tipo di motore, già teorizzato da anni, è stato praticamente messo a punto col progetto x-33 e sarà certamente utilizzato ben presto. Il vantaggio di questo motore è che i gas combusti che spingono il veivolo, vengono diretti in senso inverso rispetto al getto che esce dalla campana di scarico dei razzi tradizzionali, e tutta l'energia viene diretta verso il centro, tanto che, osservandolo in funzione, sembra che dal razzo esca una sorta di raggio di luce anzichè una scia di fuoco. Con questa tecnologia il getto può essere variato e ottimizzato alle diverse quote ed in funzione della pressione atmosferica in cui opera e quindi non richiede di avere motori diversi a quote diverse. Questo tipo di propulsione troverà, nel breve periodo, importantissime applicazioni anche in campo areonautico e non solo spaziale.

 
 
 

Perchè tornare sulla Luna? Cosa c'è sulla Luna?

Post n°28 pubblicato il 14 Aprile 2009 da ciaodaf3

Gli Stati Uniti sembrano realmente intenzionati a tornare sulla Luna. Lo hanno già fatto con successo e quindi sembra probabile possano riuscirci nuovamente (ma l'impresa lunare tra la fine degli anni '60 e i primi degli anni '70 del secolo scorso si è svolta nel modo che venne racontato al mondo?).

La Cina ha espresso l'intenzione di arrivarci in tempi relativamente brevi, ed ha in effetti intrapreso un programma spaziale pilotato del tutto degno di nota, diventando il terzo Paese a potersi permettere il privilegio di lanciare uomini al di fuori dell'atmosfera terrestre.

Anche l'India, che ha recentemente lanciato con successo una sonda automatica intorno al nostro satellite, ha espresso l'intenzione di lanciare in un futuro pittosto indefinito un equipaggio in missione espolorativa Lunare.

Ora che una potenza spaziale come la Russia annuncia ufficialmente l'avvio del proprio programma di sbarco lunare (che, date le credenziali, sembra destinato al successo) non ci sono più dubbi circa l'intenzione dei Paesi più potenti di una vera e propria colonizzazione della Luna in tempi relativamente brevi.

Ma se fino a pochissimi anni fa, l'interesse verso l'esplorazione umana della Luna era sceso quasi a zero e l'esperienza dell'Apollo veniva bollata come una costosissima impresa senza seguito dettata unicamente da ragioni politiche, ci chiediamo cosa abbia risvegliato questo interesse.

Cosa c'è sulla Luna? Cosa è stato scoperto sul suolo selenico per spingere le maggiori potenze ad avviare simultaneamente programmi tanto ambiziosi quanto costosi?

Basta la recente scoperta  di piccole quantità di acqua ghiacciata da parte di alcune sonde per giustificare simili sforzi? Oppure è stato scoperto qualcosa, un tempo sconosciuto e di grande importanza sulla Luna?

 
 
 

Orion, otto volante di salvataggio.

Post n°27 pubblicato il 13 Aprile 2009 da ciaodaf3

La Nasa ha escogitato un singolare sistema di salvataggio: qualora il razzo ARES rischiasse di esplodere pochi istanti prima del lancio (e ammesso che i tecnici se ne rendano conto in tempo), gli astronauti potrebbero uscire in tutta fretta dalla capsula Orion, trovandosi quindi alla sommità della rampa di lancio, a più di 90 metri dal suolo.

Dovrebbero saltare su un vagoncino del tutto simile a quello di un otto volante che cadrebbe in verticale per tutta l'altezza della rampa agganciato a due binari per poi terminare la sua corsa a molte centinaia di metri dal razzo in fiamme.

Questo sistema di salvataggio appare molto temerario. Molti astronauti della Nasa si sono detti ancora non soddisfatti della sicurezza del nuovo sistema di lancio. Ma la cosa non deve stupire, infatti tutto il progetto non è ancora terminato e nessuno ipotizza un lancio pilotato prima di avere portato i margini di sicurezza entro parametri ottimi.

 Questa dell'otto volante di salvataggio è più che altro una curiosità, e non e certo una novità, ma mi sembrava importante annotarla.

C'è un blog che riporta un disegno del sistema ed altre informazioni interessanti,

questo il link :

http://arbitraries.com/archives/63

 

 

 
 
 

Nuova astronave russa: informazioni aggiuntive.

Post n°26 pubblicato il 13 Aprile 2009 da ciaodaf3

La nuova astronave russa sarà parzialmente riutilizzabile, si prevede che il modulo abitabile potrà essere riutilizzabile 10 volte in 15 anni (naturalmente saranno costruite diverse navette, cosicchè, mentre una è in fase di manutenzione, ne verranno costruite altre).

Anche la navetta Orion è stata concepita per essere parzialmente riutilizzabile, ma procedendo con lo sviluppo del progetto gli americani si stanno sempre più convincendo del fatto che la cosa non sia realizzabile, sembra quindi che alla fine verrà sostituita ogni volta. Non è escluso che anche la navetta russa PPTS (il cui sviluppo è ancora in una fase primordiale) segua lo stesso destino. Forse solo le navette plananti possono essere realmente riutilizzabili.

Oggi una Soyuz puo restare attraccata alla stazione spaziale internazionale per sei mesi, ne resta sempre una aggnciata con la funzione di scialuppa di salvataggio. Dopo 6 mesi va comunque sostituita. La nuova navicella potrà rimanere attraccata per un anno intero e consentire ovviamente il salvataggio di un maggior numero di persone.

 
 
 

PPTS, significato

Post n°25 pubblicato il 09 Aprile 2009 da ciaodaf3

La sigla con la quale viene denominata la nuova navetta spaziale russa, PPTS, significa "Perspektivnaya Pilotiruemaya Transportnaya Sistema" che significa semplicemente "prospettive per un sistema di trasporti pilotati".

 
 
 

Nuova astronave russa all'inseguimento della Orion. Riparte la corsa alla Luna

Post n°24 pubblicato il 08 Aprile 2009 da ciaodaf3

E' notizia recentissima, la Russia ha avviato uno studio per la realizzazione di una nuova nave spaziale.

Abbandonata l'ipotesi di collaborazione con la Comunità Europea per la costruzione di una navetta planante riutilizzabile (progetto che peraltro si stava via via ridimensionando fino a prevedere un semplice cargo senza equipaggio), la Russia sembra intenzionata a seguire la NASA nel ritorno all'esplorazione lunare.

Sembra a questo punto naufragata ogni speranza di vedere tornare a volare qualcosa di simile ad uno Shuttle, almeno che l'Unione Europea non continui da sola il percorso della navetta riutilizzabile, in questo caso potrebbe venire riesumata la vecchia idea di utilizzare una versione del vettore Ariane, ma passeranno certamente moltissimi anni.

Tornando ai progetti russi di sostituzione della Soyuz possiamo dire, sebbene le notizie trapelate siano ancora scarse, che la nuova navetta sarà concettualmente simile alla precedente e alla Orion (Capsula a rientro frenato da paracadute).

Rispetto alla vecchia Soyuz tuttavia trasporterà un equipaggio di sei astronauti anzichèdue - tre e, rispetto alla Orion, un carico utile molto ma molto superiore, anche perchè verranno utilizzati vettori Energia  (gli stessi dello sfortunato Shuttle Buran), i più potenti del mondo.

Questa navetta potrà raggiungere orbite piuttosto basse, pari a quelle degli Shuttle, ma verrà sviluppata anche una versione con numero ridotto di astronauti in grado di lasciare l'orbita terrestre e raggiungere la Luna, riaprendo così ufficialmente la corsa allo spazio tra USA e gigante russo.

La nuova astronave è conosciuta con la sigla PPTS di cui per ora si ignora il significato.

Questa notizia è riportata sul sito della BBC a questo link: http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/7987399.stm

Vi si trova anche un'illustrazione.

Un saluto a tutti.

 
 
 

Lancio Soyuz TMA, interno navetta durante il lancio.

Post n°23 pubblicato il 05 Aprile 2009 da ciaodaf3

Molto belli, ovviamente per chi è interessato all'argomento, questi video che mostrano il lancio di una Soyuz TMA.

Relativi ai lanci delle Soyuz TMA 14 e 19 mostrano sia il lancio sia gli astronauti nella navetta, dalla partenza al raggiungimento dell'assenza di gravità :

http://www.youtube.com/watch?v=EU8oT7iL7Ms

http://www.youtube.com/watch?v=KQyRhDVkCuA

 

 
 
 

Preparazione lancio di prova Ares

Post n°22 pubblicato il 05 Aprile 2009 da ciaodaf3

Su You Tube esistono 2 video che mostrano la preparazione della rampa di lancio mobile dei nuovi vettori Ares.

http://www.youtube.com/watch?v=V8-xRoprK2U&feature=related

.

http://www.youtube.com/watch?v=BF2R23dyj0o&feature=related

.

Da questa piattaforma cingolata partirà, tra breve tempo, una versione di prova del nuovo lanciatore nasa, in questo modo sarà possibile accumulare moltissimi dati utili alla prosecuzione del nuovo programma spaziale.

 
 
 

Novità su Ares, problematiche concettuali.

Post n°21 pubblicato il 02 Marzo 2009 da ciaodaf3

Alcune novità sul prossimo venturo programma spaziale americano Constellation.

La Nasa pensa di risolvere in parte i problemi di risonanza e vibrazioni del primo stadio a combustibile solido di Ares I modificando la forma del combustibile stesso.

In pratica, il razzo a combustibile solido di Ares è un involucro metallico contenente una sostanza reattiva, come nei fuochi d'artificio. Ma a differenza di questi la combustione non inizia dalla base del razzo per propagarsi alla sommità. Nei razzi a combustibile solido per uso astronautico il combustibile è plasmato nell'involucro in modo da essere cavo all'interno in senso longitudinale, come una cannuccia. In questo modo il combustibile brucia dall'interno verso l'esterno del razzo per tutta la sua lunghezza sviluppando un'enorme potenza. La combustione contemporanea di tanto combustibile all'interno del razzo crea (anche in conseguenza diinevitabili imperfezioni nella miscela della sostanza) risonanze e vibrazioni pericolose. Tuttavia se la cavità presenta una sezione plasmata in un certo modo la risonanza diminuisce, cosicchè, nei booster dello Shuttle da cui lo stadio di Ares deriva la sezione è stellare. Poichè a differenza dello stadio dello Shuttle quello del nuovo vettore avrà un segmento in più, quindi una lunghezza e una potenza superiore ci si è trovati di fronte anche a vibrazioni superiori. Ora si pensa che cambiando la forma della cavità interna del combustibile solido il problema venga mitigato.

Un altro problema che si cerca di risolvere è dove sistemare il paracadute per il recupero di questo booster a combustibile solido. Si vleva infatti recuperarlo e rigenerarlo: poichè questo paracadute dovrebbe trovarsi ripiegato in un vano posto tra la sommità del primo stadio a combustibile solido e la base del secondo stadio a combustibile liquido è stato notato che, al momento del distacco dei due stadi, l'accensione del motore del secondo stadio avrebbe con ogni probabilità incenerito il paracadute ripiegato sotto di lui. Il problema non è stato ancora del tutto risolto, è tuttavia probabile che l'idea di recuperare il primo stadio a combustibile solido venga abbandonato, anche perchè in base agli studi efettuati, sembra che costi più riciclarlo che ricostruirlo nuovo. Tutto ciò era già avvenuto per lo shuttle, anche in quel caso l'idea di riciclare i booster a combustibile solido venne abbandonata dopo le prime missioni per problemi di costi e di sicurezza, ma almeno non si poneva il problema del danneggiamento dei paracadute, poichè i booster essendo posti lateralmente, non venivano investiti dalla fiammata di un motore razzo come avverrebbe su Ares.

C'è anche un altra questione da appuntare: inizialmente si era pensato di utilizzare nel secondo stadio a combustibile liquido i motori montati sulla navetta Shuttle.

Purtroppo ben presto si è capito che ciò non era possibile, infatti i motori montati sull'aliante spaziale Shuttle (alimentati dal grande serbatoio centrale arancione) vengono accesi alla partenza, contemporaneamente ai due booster laterali a combustibile solido, e servono sia alla spinta che alla stabilizzazione di tutto il complesso (che altrimenti "caderebbe" dalla parte dell'orbiter) e poi danno la spinta finale verso l'orbira. Quindi sono concepiti per iniziare il loro lavoro a livello del mare, mentre nel secondo stadio di Ares avrebbero dovuto accendersi ed operare alla massima potenza ad una quota molto più alta. Una funzione insomma totalmente diversa che avrebbe necessariamente comportato modifiche sostanziali. Si è quindi optato per un motore totalmente nuovo. Purtroppo non sono ancora disponibili i nuovi motori razzo completamente innovativi cui la Nasa sta comunque alacremente lavorando e che pare forniranno in futuro prestazioni sorprendenti. Ma di questi motori (su cui si studia da anni) parleremo in seguito. I motori di Ares deriveranno da quelli del  programma Apollo, e alcuni motori superstiti di quel programma stanno venendo smontati e riesaminati dalla Nasa per carpirne i segrati. (Ancora una volta stupisce un poco il fatto che la Nasa abbia così tanto dimenticato le tecniche utilizzate per il progtramma Apollo, sembra quasi stiano studiando qualcosa fatto da altri, eppure fu proprio la Nasa che varò il programma lunare).

 

 
 
 

I problemi di Orion ed Ares

Post n°20 pubblicato il 23 Febbraio 2009 da ciaodaf3

Nell'ambito del nuovo progetto Nasa di esplorazione spaziale sono emersi alcuni problemi.

Il principale di questi problemi è relativo al razzo vettore Ares 1. Questo nuovo razzo è concepito in modo da risultare piuttosto semplice e quindi economico, tuttavia i costi per la sua messa a punto stanno salendo notevolmente a causa di tutta una serie di problemi tecnici di non facile soluzione, tanto che ormai qualcuno ipotizza di utilizzare un vettore militare per lanciare in orbita la nuova navetta, questo almeno all'inizio. Questa ipotesi sembra comunque problematica, sia per motivi tecnici (la Nasa sostiene che questa ipotesi sarebbe più costosa della messa a punto di Ares) , sia per motivi diplomatici (si è sempre cercato di usare vettori non militari perchè il loro utilizzo viene associato sempre ad una prova di forza nei confronti della Russia).

Torniamo al razzo Ares 1: questo è un missile a 2 stadi, di potenza inferiore a quella dei propulsori dello Shuttle, poichè il carico da trasportare è molto minore (la sola capsula spaziale abitata poichè altri carchi verranno lanciati con un altro apposito vettore). Il primo stadio è a combustibile solido e il secondo a combustibile liquido. I razzi a combustibile solido hanno sempre avuto molti problemi, come l'impossibilità di modulare la potenza e l'impossibilità di essere spenti dopo l'accensione. Questo crea ovviamente notevoli problemi di sicurezza infatti, una volta innescata la reazione, il missile parte e non è possibile spengerlo all'ultimo minuto qualora si verificassero problemi. Allo stesso tempo la grande potenza sviluppata in modo molto irruento rende difficile "strappare" la navetta dal razzo se ciò fosse necessario, ecco che diventa davvero un'impresa la costruzione del razzo di salvataggio posto al di sopra della capsula, questo deve avere infatti una potenza immensa per allontanare gli astronauti dal razzo Ares in caso di emergenza (questo razzo di salvataggio sembra comunque essere già in fase avanzata di sviluppo, ma costituirà un peso notevole da sollevare verso lo spazio).

Un secondo problema dei razzi a combustibile solido riguarda le violentissime vibrazioni che si sviluppano durante l'esercizio. E questo sembra essere il problema più serio che i tecnici si trovano a dover risolvere. Queste vibrazioni sembrano essere connaturate alla tecnologia dei razzi a combustibile solido e non sembrano quindi essere eliminabili. Ora queste vibrazioni, secondo la Nasa, rischiano di danneggiare il secondo stadio e quindi di distruggere il missile Ares stesso con una probabilita che, sempre secondo la stessa Nasa é a livello 4 in una scala di rischio da 1 a 5, quindi è evento quasi certo nell'attuale configurazione.

E comunque se anche non si verificasse la perdita del razzo la stessa vita degli astronauti sarebbe messa a repentaglio da queste violentissime vibrazioni, costoro potrebbero infatti perdere conoscienza.

E' quindi evidente che allo stato attuale questa configurazione non volerà mai fin tanto che questi problemi non saranno risolti.

Per adesso si sta pensando ad alcuni ammortizzatori simili a quelli delle auto posti tra il primo e il secondo stadio e tra il secondo e la navetta. Ma questa soluzione, in vero piuttosto esotica, pone problemi di peso aggiuntivo non indifferenti, tanto che si ipotizza di ridurre il peso della capsula forse riducendo il numero di astronauti trasportati, ma questo renderebbe tutto il progetto meno soddisfacente anche in rapporto alle spese sostenute che in America molti politici già giudicano eccessive.

E pensare che il razzo Ares sembrava essere piuttosto semplice, con il suo primo stadio a conbustibile solido che altro non era che un booster laterale dello Shuttle riciclato pari pari, soltanto un po' più lungo.

Ma nello Shuttle, i booster a combustibile solido (che comunque erano un ripiego economico ai razzi a combustibile liquido previsti inizialmenta) sono posizionati di lato, proprio perchè, teoricamente, possono essere sganciati in caso di emergenza senza andare a colpire l'orbiter. Mentre la capsula Orion ci sta sproprio sopra e non ha molte vie di fuga. Inoltre la navetta Shuttle non era direttamente a contatto con questi booster, ma era attaccata al serbatoio centrale che riforniva i suoi motori, quindi le vibrazioni erano ammortizzate molto meglio e non si trasferivano direttamente alla navetta.

Il missile Apollo era invece un tristadio interamente a combustibile liquido e si noti che non ebbe mai incidenti significativi. Tuttavia la sua realizzazione era costosissima e era realizzabile quindi in un numero limitatissimo di esemplari, mentre oggi si richiede un vettore in grado di essere lanciato più volte l'anno con una certa regolarità. Il migliore razzo a combustibile liquido era e resta tuttora il primo che raggiunse lo spazio, il razzo Soyuz che l'America mai è riuscita ad eguagliare.

 Un altro problema del nuovo programma spaziale riguarda più propriamente la navetta Orion, sembra che la Nasa avesse calcolato un consumo idrico di 2 litri giornalieri ad astronauta, mentre si apprende che per essere in tutta sicurezza e comodità bisogna che ogni astronauta abbia a disposizione due litri e mezzo. Questo problema in apparenza stupido, è in realtà piuttosto grave perchè costringe a rivedere un po' tutto il progetto e a preventivare un peso molto maggiore e uno spazio abitabile disponibile minore (spazio che già sembra essere molto scarso, anche se gli astronauti, notoriamente, non possono soffrire di claustrofobia).

 
 
 

Apollo sotto esame

Post n°19 pubblicato il 17 Febbraio 2009 da ciaodaf3

Cercasi Apollo disperatamente.

 

I tecnici della Nasa si sono messi alla disperata ricerca di una navetta Apollo superstite, sulla quale fosse rimasto lo scudo termico per il rientro in atmosfera.

 

La nuova navetta Orion è infatti del tutto simile all'Apollo ed i tecnici si sono trovati di fronte al problema di costruire una protezione contro il calore enorme che si sviluppa quando la capsula, simile ad una stella cadente, rientra nell'atmosfera terrestre.

 

Dopo molti studi si è giunti alla conclusione che la soluzione migliore già sperimentata con successo fosse quella delle navette che portarono l'uomo sul nostro satellite naturale. E' sembrato quindi opportuno trovare uno di questi vecchi veicoli ed esaminare attentamente come era stato realizzato. Uno dei problemi che sempre hanno assillato la Nasa e sempre stato quello di mantenere uniti i materiali isolanti alla scocca dei mezzi spaziali, cosa oggettivamente non facile data l'eterogeneità dei materiali da tenere uniti e le sollecitazioni estreme cui tutto l'insieme viene sottoposto durante una missione spaziale.

 

Probabilmente si disponeva dei progetti originali della capsula Apollo (anche se sappiamo quanto spesso su queste navette sia difficile reperire materiale da parte della Nasa stessa, forse a causa della segretezza cui erano sottoposte le missioni lunari). Tuttavia si è reso necessario trovare una capsula originale da smontare ed esaminare, in una vera opera di retroingegneria.

 

Trovato un esemplare che volò in un volo suborbitale di prova al Smithsonian Institution's National Air Space Museum  i tecnici hanno proceduto allo smontaggio e allo studio dello scudo termico, operazione mai effettuata da 30 anni. Sono emersi particolari costruttivi inediti che dimostrano la grande abilità dei tecnici di un tempo nel trovare soluzioni efficaci e originali.

 
 
 

Shuttle, perchè venne costruito?

Post n°18 pubblicato il 10 Febbraio 2009 da ciaodaf3

Lo Space Shuttle è stato certamente l'oggetto più complesso e perfetto che l'uomo ha concepito per raggiungere lo spazio. Una macchina stupenda, dalle potenzialità incredibili. Purtroppo resterà per molto tempo un esempio sorprendente e ineguagliato. Quando ci guarderemo alle spalle, e vedremo questa incredibile navetta spaziale resteremo sconcertati dalle sue caratteristiche ineguagliate.

Basti pensare che, con la sua uscita di scena, non esisterà più un veicolo in grado di raccogliere uno oggetto nello spazio, ad esempio un satellite in avaria, e di riportarlo a terra. Non sarà più possibile prendere un telescopio orbitante, trasportarlo nella stiva di una navetta, ripararlo in orbita e riposizionarlo. Tutto questo era oggi possibile grazie allo Space Shuttle, che soprattutto aveva una potenzialità immensa: poter trasportare in orbita sullo stesso veicolo ben sette astronauti e un grosso carico. Questa caratteristica consentiva manovre inpensabili altrimenti, infatti l'oggetto trasportato poteva essere controllato, montato e modificato dagli astronauti direttamente in orbita, fino addirittura a poter eventualmente riporre l'oggetto nella stiva e riportarlo a terra sano e salvo, senza farlo disintegrare in atmosfera.

 Era quindi un apparecchio ideale per costruire stazioni spaziali, la ISS non sarebbe stata costruita senza di lui ed in futuro si dovranno seguire strade totalmente diverse se si vorranno costruire stazioni di analoghe dimensioni senza di lui. Intendiamoci, la cosa è possibile, i sovietici realizzarono la Mir interamente con moduli radio-comandati, ma si trattava di un'opera meno complessa.

Sarà molto difficile riparare un telescopio spaziale o riposizionare un satellite da un orbita ad un altra, come poteva fare lo Shuttle caricando nella sua stiva i satelliti.

Lo Space Shuttle è stato l'unico veicolo costruito dall'uomo in grado di portare persone e cose nello spazio, rientrare a terra in volo planato e ripartire per decine e decine di missioni.

Tutti gli altri veicoli spaziali prodotti dall'uomo sono monouso, rientrano a terra come meteore, si consumano al contatto con l'atmosfera fino a risultare inservibili una volta recuperate. Space Shuttle aveva una forma simile ad un aereo che lo faceva atterrare come un aliante (tutte le altre navette sono frenate da paracadute e razzi frenanti). Questo consentiva un minore surriscaldamento dei materiali che avevano tuttavia necessità assoluta di essere protetti da migliaia di piastrelle di zirconio e ceramiche speciali che coprivano tutta la superficie del veicolo. Orion l'ultima nata tra le navette, atterrerà alla vecchia maniera, frenata da paracadute e, se tutto andrà come previsto, potrà essere recuperata solo in minima parte (componenti elettroniche), ma probabilmente andrà ricostruita ad ogni missione. Infatti gli americani contavano di farla atterrare a terra come le Soyuz russe (non ci erano mai riusciti tranne che con lo Shuttle), ma pare che ci abbiano ripensato e che la nuova capsula ammarerà come le vecchie capsule americane. Quindi sembra che l'idea di recuperare le componenti elettroniche di Orion sia stata abbandonata perchè l'acqua di mare potrebbe danneggiarle irreparabilmente.

Lo Shutle Buran è anch'esso planato dallo spazio sano e salvo, ma una sola volta e radiocomandato, non esiste poi alcuna prova empirica del fatto che  fosse in grado di riprendere il volo con uomini a bordo nella seconda missione, certamente non era del tutto messo a punto quando tutto il suo progetto venne abbandonato dopo il crollo dell'Urss.

Ma perchè questo straordinario veicolo è rimasto un'eccezione? Se la costruzione di una navetta simile atta a sostituirlo è sembrata impossibile di fatto ai suoi stessi ideatori, gli USA, come è stato possibile realizzarlo 28 anni fa?

I costi per una sua riproduzione sono sembrati eccessivi, quanto si è speso per realizzarlo?

La spesa per la realizzazione delgli Space Shuttle fu enorme, quasi inimmaginabile, del tutto simile a quella del programma lunare Apollo, ma la cosa incredibile è che i due progetti in realtà viaggiarono sostanzialmente in parallelo, cioè, mentre si metteva a punto il programma Apollo (che procedeva a tappe forzate e veniva in un certo senso studiato in corso d'opera) si studiava lo Space Shuttle, quindi i due studi e i costi relativi si sovrapponevano, anche se alcune componenti Apollo vennero riciclate nelle navette plananti, ad esempio i motori della spola.

Ovviamente uno sforzo così immenso era frutto della competizione tra Usa ed Urss. E tali spese sono state affrontate purtroppo solo per scopi bellici e solo successivamente o come scopo indotto a fini pacifici.

Quello che molti non sanno, è che i russi stavano studiando in maniera avanzatissima una navetta planante, questo fin dall'inizio della corsa allo spazio, un progetto parallelo a quello delle capsule Vostok e Soyuz che già appariva fantascientifico agli americani. Un progetto enormenete ambizioso di una sorta di bombardiere spaziale che veniva preso molto sul serio dagli Stati Uniti, forse troppo, visto che in realtà i russi non riuscirono a concretizzare l'enorme mole di studi e ricerche condotte in questo ramo astronautico.

Quindi in America si pensò di scompaginare i piani del nemico puntando su un obiettivo radicalmente diverso, la conquista della Luna.

A questo punto in Urss si venne a creare una situazione coplicata, infatti il progetto Soyuz andava a gonfie vele insieme al programma delle basi spaziali, tanto da superare in questo campo tecnologico gli americani.

Nel contempo il programma dell'aereo spaziale si complicava enormemente, mentre veniva lanciata la sfida della conquista lunare. Cosa fare? Alla fine si decise di proseguire con il programma Soyuz, abbandonare il programma della navetta planante e avviare un ciclopico programma per raggiungere per primi il nostro satellite.

Tuttavia il programma di esplorazione umana della Luna si arenava in Urss a causa dei continui fallimenti dell'immenso vettore N1 (non si riusciva a sincronizzare i motori del razzo) e vennero dissipate immense risorse economiche ed intellettuali che, utilizzate in altro modo, avrebbero dato ai sovietici un vantaggio enorme in campo spaziale.

Ad un certo punto gli americani abbandonano il programma lunare e se ne escono a sorpresa con una navetta planante razionale e perfettamente funzionante, asserendo di volerla usare per mettre in atto il famoso programma di scudo spaziale antimissile (scudo spaziale).

Sconcerto in Urss, la superpotenza, già provata dalle immense spese sostenute per il fallimentare programma lunare devono affrontare nuove spese davvero immense per costruire qualcosa che assomigli allo Shuttle, recuperando il tempo perduto dopo lo stop alla loro navetta planante originale.

Nasce lo Shuttle Buran, ma ormai il tempo è scaduto per l'impero sovietico, è il 1988 quando la risposta russa all'America parte per lo spazio, senza uomini a bordo per il suo unico viaggio, l'anno dopo crolla il muro di Berlino.

 
 
 

Stazione spaziale internazionale ISS

Post n°17 pubblicato il 03 Febbraio 2009 da ciaodaf3

Ciò che fino a pochi anni fa sembrava fantascienza è oggi relatà.

Su you tube un video mostra con animazione 3d la sequenza di assemblaggio dell'enorme stazione spaziale ormai quasi ultimata.

http://www.youtube.com/watch?v=yLLF13IuAMI

Altri video mostrano la iss vista dallo Shuttle.

http://www.youtube.com/watch?v=_OFfkqJsv5I

http://www.youtube.com/watch?v=U3bEzBAreRg.

.E lo shuttle visto dalla ISS

http://www.youtube.com/watch?v=4RSnOiMVfHk

 

Bellissimo anche questo video che mostra le fasi del distacco dello Shuttle dalla ISS, nel quale si respira tutta la tensione che accompagna ogni volta questa delicata manovra, è possibile vedere anche gli astronauti al lavoro.

http://www.youtube.com/watch?v=evc3AVDFjno

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Un video mostra le differenze tra l'astronave Orion e l'Apollo.

Post n°16 pubblicato il 03 Febbraio 2009 da ciaodaf3

Consiglio a tutti gli appassionati di astronautica un video italiano che è stato pubblicato su you tube. Questo video presenta in modo chiarissimo, utilizzando modelli 3d ottimamente realizzati, la capsula Orion cui la Nasa sta lavorando alacremente per dare un successore allo Space Shuttle. Essendo questa navetta molto simile concettualmente alle capsule Apollo, questo video mette in relazione la vecchia navetta che portò l'uomo sulla Luna, con la nuova navetta che dovrebbe essere nata per tornarvi nel 2020 e che in seguito forse vorà fino a Marte. Si possono osservare gli spaccati che evidenziano le differenze nei volumi interni e la diversa disposizione degli astronauti.

Il link del video è il seguente http://www.youtube.com/watch?v=dM87u5eIfGw

.

Lo so... tutti avremmo preferito che la Nasa puntasse su una versione evoluta dello Shuttle. Ma questa è ormai la nuova strada intrapresa. Più economica e sicura, la capsula tipo Apollo, sembra essere l'unica soluzione accessibile per riprendere (o iniziare?) l'esplorazione umana della Luna.

 Video mostra il trasporto di una capsula Orion sperimentale

A bordo di un cargo militare un prototipo della capsula Orion viene trasportata ad un centro di ricerca.

Questo il video: http://www.youtube.com/watch?v=13NiIIBuP2Y

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Video mostra tecnici specializzati al lavoro intorno alla capsula Orion.

http://www.youtube.com/watch?v=9etYBIiGPto

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http://www.youtube.com/watch?v=G_rVFANoDII

.Anche il razzo AresvI destinato a portare in orbita la capsula è in fase di realizzazione, è infatti necesario almeno un primo lancio di prova per mettere a punto il sistema, e questo lancio dovrà essere realizzato in tempi stretti.

Questo il link del video, si stanno assemblando i vari segmenti della fusoliera. Le dimensioni sono notevolissime.:

http://www.youtube.com/watch?v=2sFreZLJgAA

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Quanto è sottile l'atmosfera in cui viviamo.

Post n°15 pubblicato il 04 Gennaio 2009 da ciaodaf3

Se la terra fosse grande come una mela, noi, con tutta la natura, occuperemmo soltanto lo spazio della buccia.

Nelle rappresentazioni grafiche relative allo spazio non è quasi mai rispettata la scala delle dimensioni e delle distanze. Questo perchè dimensioni e distanze sono così grandi che riprodurle in scala è difficoltoso. Così, ad esempio, quando si rappresenta il sistema terra-luna, la luna viene sempre avvicinata enormemente alla terra. Per questo motivo spesso, ognuno di noi, ha un'idea sbagliata di queste distanze, di solito pensiamo che la Luna sia molto più vicina di quanto non sia in realtà per due motivi:1)Ad occhio nudo la Luna ci sembra piuttosto vicina; 2) Quasi tutte le illustrazioni del sistema terra-luna rappresentano la luna molto più vicina di quanto non sia.

Per questo avevo postato un disegno che, anche se approssimativamente, cercava di rappresentare terra e luna nella giusta proporzione tra loro e la distanza che le separa (che nella realtà ovviamente varia a seconda del periodo) più o meno esattamente quella che è realmente (insomma, è un disegno ovviamente approssimativo ma che si avvicina alla realtà molto più della grandissima parte delle raffigurazioni divulgative).

Ora ho realizzato un altro disegno in scala che, secondo me è molto più importante, perchè ci mostra quanto fragile sia il nostro pianeta.

Anche qui trovare un disegno che illustra lo spessore dell'atmosfera terrestre in scala rispetto alle dimensioni del nostro pianeta, è molto difficile.

Dobbiamo pensare che lo strato di atmosfera nel quale vivono praticamente tutti gli esseri viventi è spesso soltanto venti km. Se saliamo sopra questa quota entriamo in quella che viene chiamata Stratosfera, qui l'atmosfera è ormai molto rarefatta e pochissimi organismi vi sopravvivono. Se saliamo oltre i 50 km di altezza entriamo nella Mesosfera che potremmo considerare la linea di confine tra l'atmosfera e lo spazio.

Comunque possiamo considerare che lo strato che comunemente consideriamo atmosfera, quello simile a quello in cui viviamo, non supera i 60 km da terra.

Questo strato d'aria alto circa 50-60 km è definita biosfera, perchè in essa sono racchiuse tutte le forme di vita biologica esistente. L'uomo può vivere soltanto all'interno di una parte di essa.

Nella figura qui sotto, il cerchio rosa rappresenta la terra, il bordo azzurro è uno spessore che in scala è di circa 60 Km, quindi che ci crediate o no (ma potete anche verificare altrove) quel bordino azzurro è lo spazio in cui viviamo, la nostra atmosfera,niente più di una sottilissima "buccia".

 

Poichè al di sopra di questo strato che comprende mesosfera e stratosfera (in azzurro nel disegno, circa 60 km da suolo) esistono ancora tracce di atmosfera radissima come la mesosfera nella quale si disintegrano le piccole meteore (fino a 85 km), per mantenere in orbita un oggetto si cerca di porlo ad un'altezza più elevata dove non incontri più alcun attrito, di solito al di sopra dei 400km., il punto arancio al di fuori del cerchio rappresenta la quota alla quale più o meno volano satelliti e navette spaziali che ovviamente possono trovarsi anche ad una quota più alta fino ad uscire dall'orbita terrestre (è il caso delle vecchie missioni lunari Apollo, le uniche pilotate a tentare l'impresa, o delle sonde interplanetarie).

Tenete presente che questo disegno serve soprattutto a dare un'idea, ho cercato comunque di essere abbastanza preciso nelle proporzioni.

Ciao a tutti.

ciaodaf3

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

Post N° 14

Post n°14 pubblicato il 31 Dicembre 2008 da ciaodaf3

Auguro a tutti un 2009 di pace, gioia e serenità.

 
 
 

Il lato segreto della conquista spaziale 1.

Post n°13 pubblicato il 27 Dicembre 2008 da ciaodaf3

Quando parliamo di astronautica, ci troviamo di fronte ad una grande mole di informazioni. Alcune sono stranote e abbondantemente pubblicizzate dalle agenzie spaziali, altre sono avvolte dal mistero e coperte da segreto. Di queste ultime possediamo molti indizi, molte informazioni trapelate, ma niente di certo ed esaustivo. E’ difficile districarsi nel groviglio di realtà e fantasia in cui sono avvolti i più misteriosi programmi russi e americani.

Qui cercheremo di raccoglierli tutti, fornendo le indicazioni utili a successivi approfondimenti, poiché su ognuna di queste missioni sono già disponibili centinaia di libri e siti internet.

 

Ai primordi dell’esplorazione dello spazio, i militari pensavano ad una vera e propria militarizzazione del cosmo, intravedendo la possibilità di posizionare in orbita ogni tipo di ordigno, preferibilmente nucleare.

L’idea di piazzare sulla testa del nemico una batteria di missili nucleari era una delle tante deliranti fantasie dei più fanatici fautori dell’atomica. Si pensò quindi di piazzare missili atomici pure sulla Luna in modo tale che, se il nemico avesse distrutto il proprio Paese, dal nostro satellite sarebbe comunque partita una scarica di missili in rappresaglia.  Idee appunto deliranti e mai fortunatamente realizzate, ma che apparivano del tutto logiche durante gli anni più bui della guerra fredda. Idee che spinsero poi a moltiplicare gli sforzi in direzione della conquista dello spazio.

 

Si dovevano infatti realizzare vettori in grado di trasportare in orbita il materiale bellico o in alternativa di distruggere quello inviato in orbita dal nemico. E si doveva riuscire a portare l’uomo nello spazio per assemblare queste apparecchiature, per manovrarle (all’epoca la tecnologia per comandare il tutto da terra non era affidabile), e in una prima fase comunque per spiare il nemico dall’alto (anche in questo caso bisogna tenere presente la tecnologia dei primi anni ’50 che consentiva foto nitide solo su pellicola che poi andava recuperata e sviluppata a terra e sistemi di controllo remoto poco affidabili per l'inquadratura, quindi la necessità di un uomo che materialmente scattasse le foto dallo spazio).

 Per dare un’idea dell’approccio spregiudicato con cui ci si accingeva all’esperienza spaziale, ricordiamo qui il programma di esplosioni nucleari in alta atmosfera con il quale gli USA pensavano di poter distruggere, all’occorrenza, un’ ostile satellite sovietico (all’epoca i satelliti sovietici terrorizzavano letteralmente gli americani, essendo decine di volte più pesanti e voluminosi dei loro). Gli effetti sull’ecosistema di esplosioni atomiche in alta atmosfera sono facilmente immaginabili, tuttavia si disse che tali esplosioni servivano per scopi scientifici.

Le prime 2 esplosioni avvennero il 27 agosto, il 30 agosto e il 6 settembre de 1958 nell’ambito del progetto Argus: Montati su razzi tri-stadio X17 lanciati dalla nave Norton Sound, esplosero a 480 km d’altezza. Da fonti non segrete (ciò che fu ufficialmente divulgato) sappiamo che le esplosioni ebbero un profondo effetto sull’alta atmosfera: si verificò un’immediata interruzione delle radiofrequenze commerciali (da 5 a 25 mc) che durò circa 24 ore; in Nuova Zelanda fu avvistata un’aurora boreale artificiale; la sonda Explorer IV lanciata poco prima per scopi scientifici (ma probabilmente collegata al progetto Argus) registrò un’ aumento considerevole della radioattività nelle fasce di Van Allen, tanto che alcuni scienziati sovietici accusarono gli USA (sbagliando) di avere prodotto loro queste fasce con i loro esperimenti, tuttavia la radioattività delle fasce venne realmente aumentata per un certo tempo; gli effetti nell’alta atmosfera durarono per “molti mesi”. Sempre nel rapporto si legge che le esplosioni si erano rivelate molto promettenti nell’ambito della distruzione termica di eventuali satelliti nemici.

Ovviamente nessuno si preoccupava dell’eventualità che questi “esperimenti” potessero nuocere alla salute di milioni di persone.

Così, 4 anni dopo si ricomincia con una nuova serie di assurdi esperimenti (in parallelo con quelli atmosferici che per alcuni decenni hanno contaminato l’intero pianeta tanto che, in alcuni vini francesi di quel periodo sono state trovate tracce di radioattività, cosa che non stupisce perché le esplosioni atmosferiche degli anni ’50 e ’60 aumentarono di 3 volte la radioattività naturale della Terra).

Il 4 giugno del ’62 alle 6 del mattino parte dall’Isola di Johnston nelle Hawaii un razzo Thor con testata all’idrogeno. Un minuto e mezzo prima dell’esplosione i tecnici devono distruggerlo per un problema di traiettoria che poteva portarlo ad esplodere in una zona imprecisata; i frammenti in parte contaminati ricaddero sull’area della rampa di lancio.

Il 20 giugno del ‘62 si riprova sempre con un Thor con testata termonucleare da un megaton che avrebbe dovuto esplodere a 800 km. di quota. Anche qui il lancio fallisce ed il missile viene fatto saltare provocando una pioggia di frammenti su un’area piuttosto vasta causando il ferimento di due persone.

Il 9 luglio 62 terzo tentativo: un missile Thor porta a 250 km (secondo alcuni studiosi a 300 e secondo altri ancora addirittura a 2000) una bomba di potenza tra gli 1 e i 10 megaton sulla verticale dell’isola di Johnston: riferisce un testimone che il bagliore dell’esplosione si fece da prima bianco azzurro-verdastro, poi giallo-arancione e rosa salmone. Tra le 4 e le 4 e sei minuti di notte era stato giorno, coi colori dell’alba e della tarda sera.

L’esplosione ebbe i seguenti effetti resi pubblici: “scosse” le fasce di Van Hallen, forato il campo gravitazionale terrestre, scaraventato scorie radioattive tutto intorno al pianeta fin verso il Sole, insieme a raggi di varia natura e neutroni veloci.

Questa bomba produsse inoltre una fascia radioattiva tutto intorno al pianeta, il contrario di uno degli scopi dichiarati dell’esperimento, che era quello di creare un varco nelle fasce radioattive di Van Hallen che si temeva potessero essere dannose per gli astronauti. L’esplosione lacerò la jonosfera e quindi interruppe le trasmissioni radio, questo strappo si sarebbe richiuso in 20-30 ore. Un’ora dopo l’esplosione la pioggia di particelle radioattive generò un’aurora boreale artificiale vista dall’isola Maui.

Fine prima parte.

Post in fase di completamento.

Le notizie riportate in questo post si possono trovare sul libro "Storia segreta dell'astronautica" di Paolo Cortesi, vero libro cult per gli appassionati di misteri spaziali.

 
 
 

Viaggiare nello spazio, come e perchè.

Post n°12 pubblicato il 25 Dicembre 2008 da ciaodaf3

Riassumo la storia dei programmi spaziali.

L'esigenza di conquistare lo spazio nasce per finalità militari, tuttavia molti ingegneri, scienziati e politici sfruttano l'occasione per portare avanti programmi di ricerca con ricadute civili. Per contro, i militari, trovano utile la ricerca civile, sia perchè in grado di sviluppare tecnologie utili militarmente, sia per l'interesse ed il consenso che le possibili ricadute civili portano ai programmi spaziali.

I politici capiscono ben presto che gli enormi costi dell'esplorazione spaziale saranno meglio tollerati dalla popolazione se la gente si entusiasma al progetto.

Ben presto, nell'ambito della guerra fredda, la corsa allo spazio viene presentata come una gara agonistica tra super potenze, diventando formidabile strumento di propaganda sia ad est che ad ovest.

Quando la guerra fredda finisce e l'interesse generale per le missioni cala, ormai le implicazioni nella vita civile e nell'ambito militare sono così radicate che le missioni proseguono. Oggi possiamo dire che in fondo il volo umano nello spazio è stato più utile alla scienza che alla guerra. Per scopi bellici sono stati alla fine molto più vantaggiosi i satelliti artificiali, mentre per compiere esperimenti scientifici in assenza di gravità è importantissima la presenza umana.

La prima navetta abitata della storia fu lanciata dall'URSS. Gli americani rimasero sempre sostanzialmente indietro nell'esplorazione dello spazio fino a quiando non riuscirono a sbarcare sulla Luna, cosa che ai sovietici non riuscì, nonostante gli sforzi profusi a causa del fallimento del razzo vettore N1.

Tuttavia la navetta Apollo che portò l'uomo sulla luna era peggiore della contemporanea Soyuz russa. Cessato il programma lunare gli americani tentarono di tirare avanti con l'Apollo ottenendo scarsissimi risultati (l'Apollo a differenza della Soyuz non aveva un vano laboratorio oltre quello adibito al pilotaggio e non era utile per esperimenti in orbita). Mentre si consumava il flop della stazione spaziale Sky-Lab (rudemente ricavata all'interno del fusto dell'ultimo stadio di un vettore Saturno V avanzato dopo la sospensione dei viaggi lunari, i sovietici andavano e venivano dalle loro avanzatissime e spaziose stazioni spaziali.

Tutto ciò era dovuto all'eccezionale potenza del loro vettore, ancora identico a quello che portò in orbita Gagarin, e capace di trasportare carichi pesantissimi (anche se impossibilitato a raggiungere la Luna).

L'America aveva sviluppato il potentissimo vettore Saturno che però, stranamente, dopo le missioni lunari (durante le quali trasportava capsula apollo, modulo di servizio, LEM ecc), non serviva più a niente altro che a trasportare la capsula apollo con modulo di servizio, o al massimo se stesso, visto che il laboratorio Sky-lab era solo il fusto del 3 stadio del razzo stesso.

Ora qualche dubbio sinceramente viene, infatti è possibile che un razzo così potente non potesse trasportare niente di più? Possibile che non fosse possibile trasportare una base spaziale tipo quelle sovietiche?

Forse gli americani non erano interessati o non avevano risorse in quel periodo, infatti si stavano dedicando alacremente ad un programma molto ambizioso, la navetta planante riutilizzabile Space Shuttle, che segnerà il definitivo superamento della tecnologia spaziale americana su quella sovietica che tentò una risposta senza riuscirci.

Tuttavia tirando le somme, possiamo dire che i sovietici con le loro basi spaziali a bassa quota (l'ultima fu la Soyuz) abbiano sviluppato un approccio allo spazio più metodico e razionale che ha poi dato risultati scientifici importanti, sviluppando tecnologie per lo spazio solide, valide e durature che hanno ottenuto risultati altissimi con costi tutto sommato limitati.

 

 

 
 
 

Anche l'India verso la Luna. Quanto dista il nostro satellite naturale.

Post n°11 pubblicato il 20 Novembre 2008 da ciaodaf3

Sembra ormai certa una nuova corsa alla Luna. I programmi Nasa sono ormai dichiaratamente finalizzati a riportare l'uomo sul nostro satellite naturale, mentre Cina ed India sembrano del tutto intenzionate a raggiungere lo stesso obiettivo l'India ha appena inviato sulla Luna una sonda estremamente complessa (Chandrayaan-1 , il 22 Ottobre scorso, di cui segnaliamo  il video

http://www.youtube.com/watch?v=xDfE83sFPHE        ).

Nel disegno sottostante ho cercato di mettere in scala sia le dimensioni della Terra e della Luna che la distanza tra di loro. Quindi questo disegno (sia pure approssimativamente) può dare un'idea delle distanze percorse in una missione lunare, basta raffrontare la dimensinone della terra con la distanza che la separe dalla Luna.

Ok, un saluto a tutti e buona serata.

 
 
 

ULTIME VISITE AL BLOG

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LUMINARY 131 IL PROGRAMMA DELLE MISSIONI APOLLO.

Il programma che gestiva le missioni Apollo dirette verso la Luna si chiamava LUMINARY.

Gruppi di storici e studiosi ne stanno ricercando le tracce e ricomponendo i frammenti e le copie ritrovate o conservate per restituire un quadro completo di un evento storico di straordinaria importanza.

Per quanto si tratti di un argomento estremamente complesso e di difficile comprensione per chi, come il sottoscritto, non è del settore, in questo blog che parla di astronautica mi sembrava giusto segnalarlo.

Per trovare informazioni su questo "antico" software, digitate sul vostro motore di ricerca preferito le parole "Computer Program LUMINARY 131" e tra i vari risultati troverete qualche informazione. Ma vi consiglio di inserire la frase senza virgolette per ottenere un numero maggiore di risultati. Altrimenti compariranno solo un ottimo sito NASA in inglese molto approfondito ed il mio blog che cita soltanto questo software.

Diversamente compariranno logicamente molti più risultati, alcuni interessanti.

Ciao.

 

COME L'URSS TENTÒ DI RAGGIUNGERE LA LUNA

http://www.youtube.com/watch?v=PoYPxuCPY2U

L'Unione Sovietica profuse grandi sforzi per raggiungere la Luna, prima o contemporaneamente all'America.

Il programma Apollo si serviva del gigantesco Saturno V, l'Unione Sovietica realizzò l'altrettanto faraonico N1. Tuttavia questo vettore non raggiunse mai lo spazio ed esplose sempre in volo a causa dei mai risolti problemi tecnici al primo stadio.

Si tratta di uno dei progetti spaziali più segreti della storia dell'astronautica, venuto alla luce recentemente. Molti particolari di questo progetto sono venuti alla luce solo grazie ad Internet.

Ho trovato su You tube un video nel quale, un'ottima animazione garfica, illustra il razzo N1 ed il modulo sovietico di sbarco lunare, vi fornisco qui sotto il link relativo.

Ciao e a presto.

http://www.youtube.com/watch?v=PoYPxuCPY2U

 

COSMONAUTI FANTASMA

In questo video è possibile ascoltare la voce di uno dei "cosmonauti fantasma" captata dai fratelli Judica Cordiglia che, secondo molti studiosi, testimoniarono l'esistenza di missioni sovietiche fallite e tenute segrete. La voce era di una cosmonauta in grave difficoltà, nonostante quel giorno nessuno dovesse trovarsi nello spazio. Il video allegato non ha però alcuna relazione con la registrazione, quindi dovete considerare soltanto l'audio dal punto di vista storico scientifico.

Tutte le registrazioni sono riportate sul sito di "Focus" all'indirizzo che vi segnalo qui di seguito: http://www.focus.it/Scienza/spazio/multimedia/I_cosmonauti_perduti.aspx

cliccate su "versione italiana", poi nella finestra che si apre cliccate sulla scritta play in basso, ve lo preciso perchè è così piccola che potrebbe passare inosservata; comparirà comunque un testo, al termine di questo testo che spiega la vicenda cliccate sulla scritta "ascolta i file audio" e finalmente si accede ad una grafica con tante sfere ognuna delle quali attiva un file audio. Una faticata ma alla fine ci si fa...